Romagna Classica

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Messaggio da Cherubino92 » 06 giu 2021 00:21

Dopo l’anteprima a inizio maggio con Muti e i Wiener, il Ravenna Festival ha inaugurato la rassegna sinfonica ospitando Ottavio Dantone e l’Accademia Bizantina.
Diversamente dal solito, sebbene sia una tendenza che ha già da tempo preso piede tra le orchestre barocche, hanno presentato due pagine del primo romanticismo: l’Italiana di Mendelssohn e la Renana di Schumann. A differenza di un’altra recente esperienza simile, con Jordi Savall in Beethoven (3ª e 5ª sinfonia), dove l’attenzione sulla prassi esecutiva era concentrata sul suono degli strumenti in maniera un po’ sofistica, a mio parere (senza che l’esito mi emozionasse un granché, soprattutto dell’Eroica), questa volta era la concertazione a risentire sensibilmente dell’abitudine di suonare Handel, Vivaldi et cetera.
La leggerezza di Mendelssohn era favorita da questo tipo di complesso, anche se mi sarei aspettato di trovarlo con un organico più ridotto. Mentre in Schumann hanno fatto bella mostra di sé gli ottoni, bravissimi, e il particolare colore che hanno i legni delle orchestre storicamente informate.

La registrazione in streaming è disponibile qua:
https://www.ravennafestival.live/event ... o-dantone/


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Re: Romagna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 07 giu 2021 00:00

Si è conclusa ieri la terza replica al Ravenna Festival de L’heure exquise coreografato da Béjart nel 1998 per la Fracci. L’intenzione di Alessandra Ferri era quella di recuperare il capolavoro ispirato alla Minnie di Becket (Giorni felici), purtroppo è stato anche il commosso omaggio alla sua prima interprete.
La tecnica di Alessandra Ferri, con quarant’anni di carriera sulle punte, è davvero impressionante e l’espressività non può che guadagnare con l’esperienza.

Lo spettacolo si può rivedere in streaming:
https://www.ravennafestival.live/event ... e-exquise/
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Re: Romagna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 19 giu 2021 01:35

Unica orchestra internazionale ospite al Ravenna Festival è stata la Filarmonica Slovena con Dutoit ed il pianista argentino Nelson Goerner. Il concerto voleva essere un (modesto) omaggio ai 50 anni dalla morte di Stravinsky con la proposta di Jeu de cartes e L’oiseau de feu che incorniciavano un ruffiano concerto di Tchaikovsky.
Il sistema di diffusione sonora, forse necessario dato l’ambiente all’aperto, inficiava soprattutto le scelte di dinamica di Dutoit, che non sembravano comunque particolarmente incisive. Meravigliosa la resa melodica nell’Uccello di fuoco, ma nei momenti più concitati era tutto un generico forte, senza dare risalto al ritmo, elemento fondamentale in Stravinsky, a mio modesto parere.
Abbastanza anonima la prima parte, Jeu de cartes, che si salvava solo perché era Stravinsky; piuttosto accademico il pianista in Tchaikovksy, concentrato più sull’esecuzione che sull’interpretazione, meglio nel bis di Chopin (il Notturno n. 20, se non sbaglio).

Lo streaming: https://www.ravennafestival.live/events ... n-goerner/
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Re: Romagna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 19 giu 2021 01:39

Intanto sono stati presentati gli eventi estivi dell’Emilia Romagna Festival
https://www.emiliaromagnafestival.it/pr ... -summer-2/

E la stagione estivo-autunnale di Ferrara Musica
https://ferraramusica.it/calendario/
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Re: Romagna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 21 giu 2021 01:12

È stato un evento imperdibile quello proposto ieri sera alla Rocca Brancaleone dal Ravenna Festival: un recital pianistico di Daniil Trifonov. Mai sentito nulla di simile!
A partire dall’interessantissimo programma:
  • Szymanowski - Sonata 3
  • Debussy - Pour le piano
  • Prokofiev - Sarcasmes
  • Brahms - Sonata 3

che ha permesso al giovane pianista di mettere in luce le sue immense abilità musicali e interpretative. Perfetto controllo tecnico, un tocco magistrale, pathos e interpretazione meravigliosi, e sempre sempre diversi colori in una metamorfosi continua, quasi prendesse per mano l’ascoltatore in uno strepitoso viaggio musicale.
Un viaggio che è partito dalla Polonia di Szymanowksi, della quale Trifonov sembrava volersi fare paladino, presentando una Sonata piuttosto rara, seppur con chiari accenni chopeniani. Proseguendo per le nebbie del pianismo di Debussy con Pour le piano, dove ogni movimento segnava un cambio di approccio.
Meno gradito, da me, il pezzo di Prokofiev, Sarcasmes, che ha tuttavia messo in risalto il lato “demoniaco” dell’artista, come lo definì Martha Argerich. Conclusione di indescrivibile bellezza con la Terza Sonata di Brahms.
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Re: Romagna Classica

Messaggio da Cherubino92 » 29 giu 2021 09:30

Tra ieri e l’altroieri si sono tenuti due bei concerti al Ravenna Festival: il primo con l’Orchestra Cherubini, l’altro da camera con il Quartetto Guadagnini.
L’Orchestra Cherubini era diretta da Kavakos che nella prima parte del concerto suonava anche come solista nella Sinfonia Concertante di Mozart, assieme al violista francese Tamestit. Poi ha condotto in veste di direttore l’Ottava di Dvorak. Sinceramente sono sempre un po’ perplesso quando i solisti si improvvisano direttori, poi ogni caso è a sé stante e va valutato singolarmente. Questa volta, mi è sembrato che Kavakos abbia lavorato attentamente con l’Orchestra, che gli ha infine tributato un caloroso applauso, però il lavoro sembrava essersi limitato alla resa tecnica e non a quella interpretativa: insomma, mi è parso più un perfetto saggio finale di conservatorio, piuttosto che una prova orchestrale.
Convinto successo con acclamazioni di pubblico è stato invece il concerto da camera del Quartetto Guadagnini con Enrico Bronzi al violoncello che hanno suonato prima il Quartetto 12 e poi il Quintetto per archi di Schubert. Posti a sedere dimezzati rispetto ai concerti sinfonici, ma pubblico attentissimo che ha alla fine tributato un meritato successo ai musicisti. Quando si descrive la musica da camera, spesso in metafora si dice che è un esercizio di democrazia; l’impressione che ho avuto io ieri sera era piuttosto quella di una danza acrobatica, in cui la riuscita e l’incolumità sono dovuti ad una massima fiducia reciproca ed a un’intesa perfetta.
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Sagra Malatestiana - Dante Symphonie

Messaggio da Cherubino92 » 09 set 2021 11:44

Si è inaugurata iersera la 72ª edizione della Sagra Malatestiana con la Dante Symphonie al Teatro Galli di Rimini. Sono ormai passati i tempi in cui la Sagra veniva inaugurata dalle grandi orchestre europee (Londra, Parigi, San Pietroburgo, Dresda, Lipsia…) e più di un migliaio di persone gremivano il Palacongressi, con corriere da Romagna e Marche, quasi tutti abbonati. Infatti anche questa volta il Teatro Galli, al netto del distanziamento anti-Covid, era ben lungi dall’essere pieno: intere file di platea erano rimaste deserte, nonostante l’offerta di biglietti gratuiti ai giovanissimi con il Progetto Mentore. Purtroppo si è consumato uno strappo, a quanto pare insanabile, tra pubblico e teatro, da quando il Comune ha inaugurato il nuovo Teatro Galli, abbandonando gli ampi spazi del Palacongressi e impedendo agli spettatori di rinnovare i loro abbonamenti.
E questo è un grande peccato, perché se è vero che il prestigio internazionale della Sagra si è annullato, limitandosi ad ospitare prevalentemente orchestre locali (Comunale di Bologna, Toscanini dell’Emilia Romagna, Cherubini di Ravenna e al massimo Regio di Torino e Scala di Milano), le offerte musicali sono comunque di buon livello.
Come ieri sera, con la Sinfonia dantesca di Liszt, arricchita da una proiezione multimediale dei disegni di Bonaventura Genelli, commissionati dallo stesso compositore. Un’aggiunta suggestiva che, assieme alla ricchezza wagneriana della partitura, compensava la piattezza interpretativa della direzione, anche questa volta affidata a Manlio Benzi: il quale si trova a suo agio nei forte, ma mostra il fianco nelle parti più intime e cantabili. Ottima comunque la preparazione dell’Orchestra Toscanini e superlativo il coro di Piacenza nel Magnificat che conclude il pezzo.
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Muti a Ravenna, Gergiev a Rimini

Messaggio da Cherubino92 » 20 set 2021 10:39

Condivido con piacere la recensione di Fabio Bardelli riferita al concerto di Muti per le celebrazioni dantesche che ho avuto modo di ascoltare nella prima delle tre città, a Ravenna il 12 settembre nei Giardini pubblici.
Devo dire che è stato un toccasana sentire di nuovo la Dante Symphonie diretta magistralmente dopo la precedente interpretazione piatta di Rimini: quante sfumature, che pathos, che passioni che Muti riesce a trasmettere dalla partitura. L’esecuzione è stata preceduta dalle Laudi verdiane che, come sottolinea anche il recensore, in apertura di serata a freddo non hanno sortito il giusto impatto: quasi fossero un’introduzione sottovoce al resto del programma. Se si voleva concludere il concerto col Magnificat, quantomeno si potevano eseguire le Laudi in seconda battuta dopo il Purgatorio di Tigran Mansurian, pezzo che mi sarei aspettato più coraggioso, orchestralmente più affascinante, mentre mi è parsa una giusta colonna sonora al testo di Dante, senza voler guizzare avanti.

https://www.operaclick.com/recensioni/t ... herubini-l


Altro concerto settembrino è stato quello di Gergiev con il Mariinsky a Rimini, il 14 settembre al Teatro Galli. In programma oltre alla Suite dal Romeo e Giulietta di Prokofiev, c’era la Grande di Schubert a cui è seguita l’Ouverture dal Fledermaus come bis. Le orchestre russe riescono a cavare fuori un suono ricco e sontuoso, a tratti barbarico, e quando a dirigere c’è Gergiev questo suono diventa ancora più possente e sfrenato. Sulla travolgente esecuzione della Grande rimando alle parole di Paolo Locatelli nelle recensione sotto linkata: un’esperienza trascendentale, senza mai lasciare che l’attenzione dell’ascoltatore potesse disperdersi, anche nei due movimenti centrali più distesi. Invidio un po’ chi ha potuto ascoltare come bis l’Oiseau de feu, uno dei pezzi più grandi del modernismo novecentesco che diretto da Gergiev chissà cosa sarà stato!, ma ho apprezzato comunque il Fledermaus. Certo, è stato lontanissimo dalla compostezza austriaca, dalla soavità viennese o dal decadentismo della Felix Austria straussiana; a tratti mi sembrava di vedere un grosso tedesco barcollante ché aveva bevuto troppa vodka. Ma questo è essere un buon musicista: riuscire a convincere della propria interpretazione, anche se lontana dal gusto o dallo standard di chi ascolta. E Gergiev con me c’è riuscito appieno.

https://www.operaclick.com/recensioni/t ... a-mariinsk
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Re: Muti a Ravenna, Gergiev a Rimini

Messaggio da Puck » 21 set 2021 10:40

Cherubino92 ha scritto:
20 set 2021 10:39
Altro concerto settembrino è stato quello di Gergiev con il Mariinsky a Rimini, il 14 settembre al Teatro Galli. In programma oltre alla Suite dal Romeo e Giulietta di Prokofiev, c’era la Grande di Schubert a cui è seguita l’Ouverture dal Fledermaus come bis. Le orchestre russe riescono a cavare fuori un suono ricco e sontuoso, a tratti barbarico, e quando a dirigere c’è Gergiev questo suono diventa ancora più possente e sfrenato. Sulla travolgente esecuzione della Grande rimando alle parole di Paolo Locatelli nelle recensione sotto linkata: un’esperienza trascendentale, senza mai lasciare che l’attenzione dell’ascoltatore potesse disperdersi, anche nei due movimenti centrali più distesi. Invidio un po’ chi ha potuto ascoltare come bis l’Oiseau de feu, uno dei pezzi più grandi del modernismo novecentesco che diretto da Gergiev chissà cosa sarà stato!, ma ho apprezzato comunque il Fledermaus. Certo, è stato lontanissimo dalla compostezza austriaca, dalla soavità viennese o dal decadentismo della Felix Austria straussiana; a tratti mi sembrava di vedere un grosso tedesco barcollante ché aveva bevuto troppa vodka. Ma questo è essere un buon musicista: riuscire a convincere della propria interpretazione, anche se lontana dal gusto o dallo standard di chi ascolta. E Gergiev con me c’è riuscito appieno.

https://www.operaclick.com/recensioni/t ... a-mariinsk
Devo ammettere che per quanto ammiri Gergiev, non mi sarei aspettato uno Schubert simile, mi ha letteralmente travolto, e la stessa orchestra del Mariinskiij, che in passato mi aveva lasciato qualche perplessità per l'eccessiva densità e per la "rudezza" del suono (ovviamente se paragonata alle top mondiali, non dico che sia un'orchestra mediocre) mi è parsa in forma strepitosa. Nella mia esperienza dal vivo credo di non avere mai ascoltato un suono paragonabile a quello che chiudeva la Berceuse nell'uccello di fuoco, e pure qualche buon concerto mi è capitato di sentirlo.
Anche se la registrazione ovviamente non può restituire la fisicità del sound dal vivo, questo ci si avvicina. Diciamo dal minuto 41 in avanti.
How now, spirits?

Twitter @paololocatelli

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