"Risurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

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marcob35
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"Risurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da marcob35 » 19 dic 2019 21:35

[Tempo medio di lettura: 3-4 minuti]

Mentre attendiamo (invano) che qualcuno si decida una volta per tutte a stabilire che la versione "completa" della "Turandot" sia (è) quella col finale cosiddetto primo di Franco Alfano, istericamente ridimensionato da Arturo [1] (non lo farà certo l'attuale direttore scaligero, per i suoi trascorsi con il Berio), vorremmo scoprire e gustare uno dei suoi lavori propri, facendo così contento Paolo Isotta.

Potrebbero anzitutto i fiorentini e toschi, ché l'opera citata è in programma per quattro recite nel loro teatro [*] poco dopo le Feste, ma a giudicare dalle piantine on-line, e quasi a confermare l'indifferenza culturale del pubblico indigeno, potrebbe essere un quasi forno: il nuovissimo sovrintendente avrà quindi una dimostrazione di quanta fatica dovrà compiere per realizzare grandi risultati nella città del sindaco violinista.

Dopo i profondi studii di composizione a Lipsia con Salomon Jadassohn (l’aridità per eccesso di scienza delle opere strumentali del quale Alfano con molto senso dell’umorismo mette in rilievo) e di musicologia con Hugo Riemann, Frank (ancora lo chiamavano così) se ne andò a Parigi ove, dopo aver letto il romanzo di Tolstoj e assistito alla sua riduzione teatrale, avrebbe scritto "Risurrezione".

Intanto andò a lavorare alle "Folies bergères": scrisse due Balletti per tale teatro. Le sue parole non possono essere parafrasate né riassunte. «Fu per me un nuovo esercizio di istrumentazione, per l’adattamento alla singolare costituzione dell’orchestra delle "Folies bergères": tre violini primi, due secondi, una viola, un violoncello, contro quattro corni, tre trombe, tre tromboni, due flauti, un oboe, un clarinetto, un fagotto, la tuba e la batteria completissima.
Era quella l’orchestra che nel famoso musik-hall accompagnava e accompagna gli acrobati, i prestidigitatori, gli ipnotizzatori, le belve domate e i cani ammaestrati. Equilibrare decentemente quello strano complesso era un arduo compito.
Studiando, vi riuscii. […] Una sera capita alle "Folies" Umberto Giordano, ascolta "Lorenza"
[il balletto; ndr], mi vede all’uscita, si rallegra del successo, mi dice che la musica gli è piaciuta, e specialmente mi fa un complimento per “un passo dei violoncelli”. I violoncelli? Ma ce n’era uno solo! Sta di fatto che con gli opportuni raddoppi ero riuscito a quella illusione fonica. (Paolo Isotta)

Laddove Youtube offre pure l'edizione RAI con Magda Olivero del 1973 ed un'altra con Denia Mazzola Gavazzeni, invito ad ascoltare le due sinfonie del musicista napoletano, ai link sotto.
Come dice Isotta «la musica del Novecento non si conosce per intero se si ignora la vera attività di Alfano».

[1] Alfano fu vittima di bullismo da parte di Toscanini, riuscendo nell’impresa di farsi perseguitare, lui fascista, da un antifascista.
Nel 1928 Serafin e Gatti Casazza lo avvertono che alla prima assoluta di Madonna Imperia a Torino sarà presente un critico del Corriere legato a Toscanini, il cui giudizio sicuramente negativo avrebbe condizionato il pubblico di New York dove l’opera sarebbe stata eseguita subito dopo.

“L’affaire Turandot ha danneggiato le mie relazioni con la ditta Ricordi a causa della sua sottomissione a un tiranno che vuole tutti ai suoi piedi. Ho potuto avere giustizia solo fuori dall’Italia perché non sono un servo di Toscanini come tutti quelli che vogliono arrivare a qualcosa.” Così Alfano a Hertzka, direttore delle edizioni Universal di Vienna.
(Andrea Tavani, Alfano, il grande inattuale della musica italiana).

[*] https://www.maggiofiorentino.com/events/resurrezione/

Foto (Alfano, al centro con Puccini): https://drive.google.com/file/d/1bJUBS7 ... sp=sharing


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daphnis
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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da daphnis » 20 dic 2019 14:50

"Resurrezione" meriterebbe, a Firenze, ampia partecipazione di pubblico. Fra l'altro perché si è cercato di fare le cose per bene, affidandola alle cure di uno dei nostri migliori direttori, Francesco Lanzillotta.


marco vizzardelli

ZetaZeta
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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da ZetaZeta » 21 dic 2019 08:33

daphnis ha scritto:
20 dic 2019 14:50
"Resurrezione" meriterebbe, a Firenze, ampia partecipazione di pubblico. Fra l'altro perché si è cercato di fare le cose per bene, affidandola alle cure di uno dei nostri migliori direttori, Francesco Lanzillotta.


marco vizzardelli
Sono d'accordo. Anche io ci vado e porterò qualche alunno, cogliendo l'occasione per far leggere Tolstoj (un rischio, sicuramente)

Va detto però che a me non è parso che la cosa sia stata pubblicizzata molto. E' vero che la prima della Scala è ben altra cosa, però cercare di far conoscere questa operazione facendo almeno una frazione della pubblicità che la Scala ha fatto all'edizione "ritrovata" di Tosca sarebbe stato il minimo. Ma i fiorentini, si sa, sono di braccino corto per queste cose.

Riguardo a Toscanini, che fosse molto pieno di sé - al di là degli indubbi meriti - è cosa risaputa.

violamargherita
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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da violamargherita » 21 dic 2019 11:39

Sommessamente ricordo che la partitura Ricordi intitola l’opera Risurrezione con la “i”.

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mascherpa
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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da mascherpa » 24 dic 2019 23:19

Vidi Risurrezione al Filarmonico di Verona quasi quarant'anni fa e ricordo solo che la trovai noiosissima. Non escludo che la colpa fosse degl'interpreti, ma allora mi sembrò dell'autore.

Evviva Toscanini che, seguendo alla lettera le indicazioni di Puccini, la prima sera indicò una volta per tutte quel che è meglio fare!

Un'impressione ben diversa m'hanno lasciato, invece, le poche composizioni vocali da camera di Alfano che ho avuto modo d'ascoltare.
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

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Berlioz
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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da Berlioz » 25 dic 2019 10:51

mascherpa ha scritto:
24 dic 2019 23:19
Vidi Risurrezione al Filarmonico di Verona quasi quarant'anni fa e ricordo solo che la trovai noiosissima. Non escludo che la colpa fosse degl'interpreti, ma allora mi sembrò dell'autore.
come non darti torto...gran parte della musica ha davvero il fiato corto
Al sesso non si applica il Principio di Esclusione di Pauli.

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karalis
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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da karalis » 25 dic 2019 11:14

mascherpa ha scritto:
24 dic 2019 23:19
Vidi Risurrezione al Filarmonico di Verona quasi quarant'anni fa e ricordo solo che la trovai noiosissima. Non escludo che la colpa fosse degl'interpreti, ma allora mi sembrò dell'autore.
Io la vidi nel 1975 a Cagliari e ne ho un ricordo non grato per essere farraginosa e lenta. Unico pregio la rivelazione nel ruolo protagonistico di Olivia Stapp, una meteora nel panorama lirico a seguire.

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marcob35
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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da marcob35 » 25 dic 2019 12:24

Siccome è Natale (e per tradizione a Natale si è buoni) dirò una cattiveria, nello stile che mi contraddistingue. Essendo incappato (del tutto casualmente) in una citazione che rinvia ad un giudizio di noiosità che l'opera avrebbe suscitato in un utente (e così d'accordo parrebbero altri), questo semplicemente significa che il profano debba proprio per questo , proporsi l'ascolto cum orecchi propri (e testa).
Se avessi dato retta, per dire, nei tempi giovanili a chi-in Scala per le "prime milanesi" delle sinfonie di Mahler-diceva che noia che barba che barba che noia, non mi sarei accostato precocemente a quell'autore (e così molte altre musiche).

Un esempio limite ma come tutti gli esempi suggerisce un indirizzo.
Di "Traviate" ne abbiam piene... le ceste di Babbo Natale.
...continui,inutili,pretestuosi,ammorbanti,futili,oziosi,sterili,irragionevoli, fatui,insensati,ripetitivi e gratuiti interventi,che dispensa con straordinaria generosità in tutte le sezioni del forum affliggono pesantemente.
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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da ZetaZeta » 26 dic 2019 18:43

karalis ha scritto:
25 dic 2019 11:14
mascherpa ha scritto:
24 dic 2019 23:19
Vidi Risurrezione al Filarmonico di Verona quasi quarant'anni fa e ricordo solo che la trovai noiosissima. Non escludo che la colpa fosse degl'interpreti, ma allora mi sembrò dell'autore.
Io la vidi nel 1975 a Cagliari e ne ho un ricordo non grato per essere farraginosa e lenta. Unico pregio la rivelazione nel ruolo protagonistico di Olivia Stapp, una meteora nel panorama lirico a seguire.
Sì, però mettiamoci d'accordo: se si fanno sempre le stesse opere, non va bene perché si rimane nella routine; se si fa qualcosa di nuovo, è noioso e quindi non va bene nemmeno quello....

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Re: "Resurrezione" di Franco Alfano a Firenze. Una occasione (perduta?)

Messaggio da karalis » 27 dic 2019 09:40

ZetaZeta ha scritto:
26 dic 2019 18:43
karalis ha scritto:
25 dic 2019 11:14
Io la vidi nel 1975 a Cagliari e ne ho un ricordo non grato per essere farraginosa e lenta. Unico pregio la rivelazione nel ruolo protagonistico di Olivia Stapp, una meteora nel panorama lirico a seguire.
Sì, però mettiamoci d'accordo: se si fanno sempre le stesse opere, non va bene perché si rimane nella routine; se si fa qualcosa di nuovo, è noioso e quindi non va bene nemmeno quello....
Ben vengano i titoli inconsueti ma anche la legittimità di un giudizio non favorevole a posteriori. Vediamo cosa succederà con Palla de' Mozzi di Marinuzzi a Cagliari tra un mese.

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