Teatro alla Scala: La Passione secondo Matteo con Herreweghe e il "Collegium"

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commentimusicali
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Teatro alla Scala: La Passione secondo Matteo con Herreweghe e il "Collegium"

Messaggio da commentimusicali » 26 mar 2024 12:51

Serata palpitante di concentrazione, di emozione, di silenzi e di teatro con l'immensa prova del Collegium Vocale Gent e del suo fondatore/direttore Philippe Herreweghe in un capolavoro che è tra le vette himalayane dell'arte musicale (e molte di queste vette sono di Bach).
La lettura prescinde dal carattere religioso, ma non da quello teatrale: la sua cifra più caratterizzante è lo sbigottimento, lo stupore, lo smarrimento anche davanti al mistero vissuti come dramma sussurrato dell'interiorità, da un’attesa immersa in una notte dell'animo vibrante, nella consapevolezza della luce di un possibile, ma incerto risveglio. L'impeccabile orchestra disegna filigrane tenui nelle sonorità e nervose nell’ espressività che si dipanano con affetto e morbidezza intimamente colloquiali, “reservati”. I tratti sono nitidi, incisivi, talvolta addirittura scarnificati (i raspii nelle corde della miracolosa viola da gamba di Romina Lishka nell'aria "Geduld!") e accompagnano un canto che nella perfezione dei membri del "Collegium" è sempre proiettato in primo piano nella dimensione attonita di chi si aspetta un accadimento miracoloso a cui non riesce a dare un nome. Su tutto l'assoluta e inflessibile capacità di Herreweghe di mettere a nudo la coscienza e lo spirito umano di fronte all'ineluttabile, anche accentuando certe umbratili cupezze timbriche dei legni gravi originali, come nelle chiuse delle due parti.
Sala tutta esaurita, successo pieno e fremente per tutti. Da ricordare.
Grazie per l'ospitalità.
Ultima modifica di commentimusicali il 27 mar 2024 17:10, modificato 7 volte in totale.



umangialaio
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Re: Teatro alla Scala: La Passione secondo Matteo con Herreweghe e il "Collegium"

Messaggio da umangialaio » 26 mar 2024 13:30

Neanche un cellulare in tre ore di musica, pubblico educato, concentrato e avvinto da cotanta bellezza.

Due miei amici , reduci entusiasti dall'ardente Gioconda salisburghese, hanno trovato Herrewege catatonico.
Pur avendo avvertito un po' di stanchezza all'inizio della seconda parte, non sono d'accordo. A me tempi e agogica di Herrewege sono piaciuti molto, meditativi, ma non molli.
Devo però dire che qualche fiamma in più qua e là non mi sarebbe dispiaciuta e che la sezione degli archi era veramente troppo esigua per lo spazio della Scala.
Ottimi i legni e le voci, soprattutto negli stupefacenti interventi del coro.
Sono rimasto stregato dalla musica che accompagna la frase del coro "So schlafen unsre Sünden ein", come l'avessi udita per la prima volta, in Ich will bei meinem Jesu wachen (n.20).


U

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