Il mirabile Gatti (Concerto di chiusura del LXXXII Festival del Maggio)

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marcob35
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Il mirabile Gatti (Concerto di chiusura del LXXXII Festival del Maggio)

Messaggio da marcob35 » 27 giu 2019 15:26

[Tempo di lettura 2-3 minuti]

Serve davvero scrivere entusiasticamente di qualcosa e di qualcuno? Ripetere per l'ennesima volta che Karajan è sommo o-lasciando da parte i morti-che Muti è il più grande direttore verdiano o ancora che Salonen ha realizzato un concerto al limite della bellezza? E trovare-chi deve o vuole scriverne in questo o quell'altro luogo-aggettivi laudativi, con magari l'aiuto del dizionario dei sinonimi, tautologicamente ripetendo, cercando giri di frasi persuasive di ciò che sin troppo è già stato tante e tante volte detto (verosimilmente anche autorevolmente o più autorevolmente)?

La critica ispida, polemica, cattiva, quasi maldicente, ironica e sarcastica, con incursioni umoristiche, certo funziona sempre ed è maggiormente letta, che non le gravide e consunte note dei professionisti e pseudo tali. Se vuoi che gli altri ti leggano, non solo stai tra le 30 e 60 righe, ma usa il bisturi, trova la nota dolente, il punto sbagliato e nel grande mare informatico d'oggi soprattutto, avrai miglior fortuna.

Premessa questa nostra convinzione, più o meno applicata nella prassi, non dovremmo adesso scrivere nulla dell'eccezionale concerto di ier sera a Firenze, che ha chiuso il "Maggio", con affettuosamente acclamato sin dal suo apparire, il direttore realmente amato (Mehta a parte) tanto dalla formazione, quanto dal pubblico. Daniele Gatti, abbiamo sperato in molti a suo tempo, venisse come direttore stabile ma i percorsi furono diversi e le forzature pure. Se occorreva un (bel) giovanotto, a rinnovare la vicenda riccardiana dei bei tempi andati, Luisi XIV, non ha quanto meno età concorrenziale rispetto a Gatti.

Ci furono le vicende olandesi ahimè, ma l'incarico romano, l'assegnazione alla Mozart e la presa in carico della nuovissima orchestra milanese, come i sempre vivi successi fiorentini, hanno riportato il maestro Gatti in patrio suolo e come si è detto, in zona Giglio, il disappunto potrebbe essere la sua non "ferma" presenza e responsabilità maggiore al Maggio.
Il maestro lombardo realizza la corrusca "Liturgica" di Honegger con una capacità di affresco sonoro incredibilmente efficace ed una prova dell'orchestra del tutto eccellente.

Ma poi-eccezionalmente incisiva-è la sua lettura del "Nevskij" di Prokof'ev, assieme all'assai istruito Coro del Maggio, e al mezzosoprano Olesya Petrova, voce calda, significativa, che entra di lato, al momento del suo pezzo, con studiato passo teatrale e indi esce lentamente, dopo la triste canzone di lutto.
Vedere Gatti dirigere (non solo sentirlo), è una lezione di stile, di tecnica perfetta (specie in questo repertorio novecentesco). Per la meticolosa ed efficace cura negli anticipi, nelle indicazioni espressive ed ovviamente nei risultati tutti. Ideale affiatamento ed empatia fortissima con l'orchestra e coro. Vigore e distillato di sostanza.

Quattro chiamate prolungate, l'ultima gestita dal primo violino Pierini e dedicata alla soddisfazione dell'esito serale di questa conclusione dell'ormai archiviato Festival.

[50 righe]

https://www.maggiofiorentino.com/comuni ... el-maggio/


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daphnis
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Re: Il mirabile Gatti (Concerto di chiusura del LXXXII Festival del Maggio)

Messaggio da daphnis » 28 giu 2019 01:00

Io lo so che se scrivo quel che ho provato qui mi si dice che ci stravedo quindi son di parte.
No, vi assicuro di no. Mi sono ritagliato lo spazio per esserci fra lavoro e infernali treni in ritardo. Ne è valsa la pena.
Di una bellezza, di una forza emotiva, sensuale (ma guidata da intelletto) semplicemente travolgenti. A quanto io ho ascoltato quest'anno nei miei giri musicali, solo i Pini di Roma Salonen Londra, questa primavera, forse pareggiano questo incredibile concerto di sonorità inaudite. Avevo lasciato l'orchestra del Maggio per l'appunto il 31 dicembre con quell'altro memorabile concerto Daphnis e Sacre, del medesimo Salonen. Ritrovati fantastici, con il coro prodigioso e un mezzosoprano da tenere seriamente d'occhio, in questo programma Honegger-Prokofiev semplicemente da brivido. Dire che è stato ( e sono abbonato a Santa Cecilia) il miglior concerto fin qui del 2019 in Italia, è solo la pura realtà. La Liturgique di Honegger è un capolavoro da immettere in pianta stabile nei programmi, ed era un diluvio di sensualità "religiosa" e violenza del male del mondo nell'esecuzione di Gatti, esattamente ciò che Honegger stesso aveva concepito. Il Nevskji di una grandiosità di concezione tale da farsi piccoli piccoli nella propria poltrona, e tirare un respiro alla fine. Il mezzosoprano (quasi contralto) alla fine era in lacrime, il pubblico fra attonito ed entusiasta. Anche io. Semplicemente sconvolgente. Credetemi.

marco vizzardelli

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Re: Il mirabile Gatti (Concerto di chiusura del LXXXII Festival del Maggio)

Messaggio da paperino » 04 lug 2019 08:21

Questa volta bisogna dare assolutamente credito a Vizzardelli. Una serata travolgente con Gatti stratosferico alla guida di un’orchestra e un coro al loro meglio. E la Petrova ha confermato di essere una magnifica artista.
La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno (Laclos/Poli).

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Puck
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Re: Il mirabile Gatti (Concerto di chiusura del LXXXII Festival del Maggio)

Messaggio da Puck » 04 lug 2019 08:23

paperino ha scritto:
04 lug 2019 08:21
E la Petrova ha confermato di essere una magnifica artista.
Ricordo quando debuttò, pressoché sconosciuta, come Charlotte nel Werther a Trieste, lasciando tutti di stucco.
How now, spirits?

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