Sesto Quatrini e Nobuyuki Tsujii con l'OSM

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commentimusicali
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Sesto Quatrini e Nobuyuki Tsujii con l'OSM

Messaggio da commentimusicali » 15 apr 2024 00:39

L'Orchestra e la programmazione della Sinfonica di Milano si confermano in stato di grazia con il concerto di questa settimana che li ha visti impegnati in un programma comprendente il Concerto per pianoforte e orchestra di Grieg, una prima assoluta di Filippo Del Corno e i "Pini di Roma" di Ottorino Respighi.
Nel pezzo di Grieg il solista è stato Nobuyuki "Nobu" Tsujii, già vincitore del Van Cliburn più di una decina di anni fa, dal pianismo riccamente armonico, intenso, esattissimo (non una nota sporcata che sia una in tutta la serata), che privilegia il canto alla declamazione e la passionalità alla distillazione umorale. Ne esce un Grieg fortemente orientato al romanticismo schumanniano, vivace, brillante, con poco retroterra folkloristico norvegese e nessuna concessione ai languori d’orizzonte tardo romantico, di grande temperamento e impatto teatrali. Certi tempi rapidissimi con scarti improvvisi (es. Il “Quasi Presto” in La maggiore con cambio tempo in 3/4 che introduce la “Stretta” alle pagine conclusive del finale del III tempo) hanno avuto un riscontro immediato nella risposta dell’orchestra, guidata con sicurezza e vivissima attenzione da Sesto Quatrini che, mai coprendo il solista, ha supportato in ogni modo la visione del pianista giapponese raccogliendo le dinamiche ove necessario (le perorazioni di ottoni e percussioni erano sorvegliate in modo da far risaltare gli accordi del solista). Successo intensissimo con due bis funambolici: la Marcia dei Nani (dai “Pezzi Lirici, op 54 n.3”) sempre di Grieg, e lo studio "La Campanella" di Liszt (dai “Grandes Études après Paganini, op. 168 n.3), di esecuzione perfetta, tesa e vibrata come un filo di acciaio e con attenta calibratura dinamica non coloristica.
Il brano di Del Corno, dal titolo "Maggese", ci è parso un condensato in quindici minuti di una sinfonia in quattro tempi, molto piacevole, di pregevole fattura e di effetto accogliente, diremmo cinematografico.
Nei "Pini di Roma" Quatrini, con precisione, flessibilità agogica, senso del canto, accuratezza e chiarezza strutturale, ha avvinto e convinto, soprattutto con la capacità tecnica di costruire, nel finale, un crescendo perfetto con una presenza di suono impressionante e contemporaneamente elegante nella quale c'era un equilibrio stupefacente, costruito sul sontuoso bordone dell’organo. Un Respighi non colorista, non circonfuso da fumisterie esotiche o mitteleuropee, ma espressione del Novecento , e particolarmente del Novecento italiano, classico e teatrale. Di impatto.
Orchestra, al solito, eccellente.
Grazie per l'ospitalità.



Don Carlo
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Re: Sesto Quatrini e Nobuyuki Tsujii con l'OSM

Messaggio da Don Carlo » 16 apr 2024 12:33

Ero presente domenica pomeriggio, gran bel pomeriggio. Il finale di Respighi con la marcia sulla Appia è un po' troppo fascista; ci sta bene una video proiezione alla Blasetti. Comunque di impatto anche se facendo un paragone con un poema qualsiasi di Strauss (escluso dall'Italia) i Pini spariscono.

commentimusicali
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Re: Sesto Quatrini e Nobuyuki Tsujii con l'OSM

Messaggio da commentimusicali » 16 apr 2024 13:01

Don Carlo ha scritto:
16 apr 2024 12:33
Ero presente domenica pomeriggio, gran bel pomeriggio. Il finale di Respighi con la marcia sulla Appia è un po' troppo fascista; ci sta bene una video proiezione alla Blasetti. Comunque di impatto anche se facendo un paragone con un poema qualsiasi di Strauss (escluso dall'Italia) i Pini spariscono.
Il percorso di Respighi procede da Rimsky-Korsakoff (e quindi da Berlioz-Meyerbeer), più orientato al colore e alla spettacolarità descrittiva.
Strauss procede da Wagner e Liszt con maggior orientamento all’interiorità. È senz’altro di un livello contenutistico differente (però “Macbeth”rispetto a “Fontane” non largheggia). Tecnicamente anche Respighi è piuttosto arduo (nelle “Feste” ancor più che nei “Pini”).
Sul “fascismo” di Respighi è qualcosa che ho sentito più “urtare” gli ascoltatori che i musicisti. In talune interpretazioni, penso a Sinopoli soprattutto, ma anche a Karajan, Respighi ottiene una grande valorizzazione mitteleuropea: si vede che in nuce in partitura può essere còlta ed evidenziata. L’idea del fonografo con l’usignolo anticipa i nastri di Darmstadt di trent’anni :-)

daphnis
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Re: Sesto Quatrini e Nobuyuki Tsujii con l'OSM

Messaggio da daphnis » 16 apr 2024 13:38

Sesto Quatrini e' direttore professional, peraltro scoperto da diversi anni da Giudici e Mattioli in piu' e piu' ottime produzioni operistiche.


marco vizzardelli

daphnis
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Re: Sesto Quatrini e Nobuyuki Tsujii con l'OSM

Messaggio da daphnis » 17 apr 2024 00:29

I Pini di Roma sono stati un "must" interpretativo del grande Georges Pretre.
Lo sono per il sommo Esa-Pekka Salonen, e ho detto tutto.
Lo sono, assieme agli altri poemi romani di Respighi, per un direttore che piu' antifascista non si puo', quale il pure grandissimo Ivan Fischer.

Per tutti costoro sono stati e sono, semplicemente, splendida musica. E concordo con loro.

marco vizzardelli

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