Chung all’Opera di Firenze - Seconda di Mahler

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marco_
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Chung all’Opera di Firenze - Seconda di Mahler

Messaggio da marco_ » 05 mag 2021 21:20

Stasera è stato proposto Mahler sotto una luce Orientale, non tanto per le origini di Chung quanto per il fluire semplice della complessità.

Con un’economia del gesto splendida, che ricorre quasi solo a moti circolari del braccio destro, fa entrare in trance orchestra e pubblico in un viaggio luminoso, ottimistico, sensibile. Le mutevolezze dinamica e soprattutto agogica sono continue, ma non è il cesello dei particolari -peraltro di trasparenza estrema- a interessarlo. Il Maestro sembra preferire un percorso di tensione crescente senza soluzioni di continuità, eccezion fatta per alcune oasi di contemplazione in rallentando estremi ma nient’affatto enfatici.

Così i primi tre movimenti, pur caratterizzati ciascuno in modo marcato, appaiono un unico blocco ritmico. Quindi le prime frasi del Lied, apogeo del concerto, spostano il baricentro dalla testa a pancia e cuore, e rimangono impresse per la fusione degli archi col bellissimo fraseggio della Huckle. Segue un quinto movimento selvaggio come da prescrizione dell’autore, che trascolora progressivamente in un inno interiorizzato come nel ricordo o nella contemplazione. Intensa ma serena.

Bene l’orchestra, a dispetto di qualche sbavatura negli attacchi forse inevitabile coi virtuosismi continui richiesti dal podio. Ottimo il coro, purtroppo penalizzato dal cantare con le mascherine.

Pubblico assai più folto che all’Adriana venerdì scorso, e altrettanto caloroso nell’applaudire al termine e commentare all’uscita chi la scelta dei tempi, chi lo smalto dei fiati, chi la grandezza di Mahler…



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