Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

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steccanella
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Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

Messaggio da steccanella » 15 gen 2020 11:02

Amici melomani, visto che la Scala si appresta a un nuovo Trovatore, e considerato che come diceva Toscanini "per allestire un Trovatore basta allinare il miglior soprano, tenore, baritono e mezzosoprano del mondo" e che lo stesso Giudici ammetteva a malincuore che è l'opera che consente ai melomani di affermare che l'opera è solo voci, Vi invito, come si faceva una volta per divertimento, a scrivere quali sono stati secondo voi i 4 interperti migliori, nei rispettivi ruoli, della Storia dell'opera, e senza ricorrere ai microsolchi a 78 giri.

Per me sono stati, in ordine di apparizione:

1) Leonora: Montserrat Caballé (Leontyne Price)
2) Conte di Luna: Sherrill Milnes (nel disco RCA diretto da Metha)
3) Manrico: Placido Domingo (Carlo Bergonzi)
4) Azucena: Fiorenza Cossotto (negli anni '80 la vidi in una recita in un teatro minore e vi assicuro che da sola valeva la tasferta)

Chi vuole scriva i suoi...


Elfo Catalano

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mascherpa
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Re: Il Trovatore: i cinque migliori che ho sentito in teatro

Messaggio da mascherpa » 15 gen 2020 12:00

Poiché il quesito non esclude il ricorso ai teatri, né i casi di rinunzia alla celebre puntatura (mentre trovo "non qualificabili" i casi di tonalità abbassata per darla da bere), per me i quattro migliori che ho sentito restano:

1) Leonora: Dimitra Theodossiou (al Fraschini di Pavia nel '98)
2) Conte di Luna: Piero Cappuccilli (all'Opera di Zurigo nel '79; per la cronaca c'era anche il Topone, già allora un po' lesso)
3) Manrico: Flaviano Labò (alla Scala nel '70)
4) Azucena: Fiorenza Cossotto (alla Scala nel '70)

I dischi per me in queste "classifiche" non contano.

5) Mi pare doveroso aggiungere il "mio" miglior direttore "trovadorico" dal vivo, che fu Giuseppe Patanè, ancora quella volta alla Scala.

P.S. Sarei grato se qualcuno mi chiarisse (attendibilmente...) quando Toscanini avrebbe esposto quell'opinione. A me risulta essere stata una battuta di Caruso che, in ogni caso piú seriamente, richiedeva "i cinque migliori cantanti del mondo".
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

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mascherpa
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Re: Il Trovatore: i cinque migliori che ho sentito in teatro

Messaggio da mascherpa » 15 gen 2020 13:34

Duplicato per errore
Ultima modifica di mascherpa il 16 gen 2020 07:33, modificato 1 volta in totale.
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UltrasFolgoreVerano
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Re: Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 15 gen 2020 17:57

Io tutta la vita Richard Tucker, il resto? Fuffa!

daphnis
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Re: Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

Messaggio da daphnis » 15 gen 2020 18:08

condivido Cossotto, tuttora insuperata, (amerei ascoltare, oggi, Rachvelishvili), anche se l'Azucena di gran lunga più divertente (sì, si sorrideva di gusto) fra i miei ascolti live è stata Nicole Lemieux a Salisburgo, ottimamente diretta da Daniele Gatti nell'allestimento di Hermanis (in ripresa imminente, alla Scala, sotto la bacchetta di Luisotti) che le attribuiva insoliti, ma tutt'altro che "sbagliati", anzi registicamente ben motivati, risvolti comici.
Fra i direttori ascoltati dal vivo ne Il Trovatore, ha un posto speciale nei miei ricordi l'allora ventottenne Omer Wellber, semplicemente fantastico, a Padova, a fine dicembre 2009 (rimpiango che, pur potendolo fare, non andai mai in trasferta ad ascoltare in quest'opera Herbert Von Karajan, le cui esecuzioni, live o non, disponibili, esprimono colori ed un senso del "cavalleresco" quale nessun altro, secondo me, ha eguagliato). E moltissimo rimpiango di non aver mai ascoltato dal vivo Il Trovatore diretto da quel meraviglioso, mai abbastanza riconosciuto, sommo verdiano, che ha nome Will Humburg: pur con cast discutibilissimo, la sua direzione nell'incisione-Naxos è spettacolosa, per timbrica e drammaturgia musicale: nego, infatti, che sia "opera di soli cantanti" visto che, se mal diretta, crolla letteralmente su se stessa e non c'è "do della Pira" che la salvi.


marco vizzardelli
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A proposito di quel Trovatore padovano, fu d'accordo Alberto Mattioli che scrisse su La Stampa un magnifico articolo, il 27 dicembre 2009 (bello da rileggere, fra l'altro, a pochi giorni dalla prima di Parsifal-Wellber, a Palermo, ove il maestro israeliano è nuovo direttore musicale). Eccolo:

<Smettetela di parlar male della globalizzazione. Alla musica fa bene. Altrimenti non si spiegherebbe perché il miglior Verdi ascoltato da parecchio tempo in qua lo diriga un ventottenne che viene da Israele e ha una passione per la fisarmonica. Strano? Stranissimo. Eppure succede, oltretutto nel Trovatore, sempreVerdi forse non difficile da dirigere in generale ma difficilissimo da dirigere bene, e in un teatro non di grandi mezzi come il Verdi di Padova (ultima replica oggi alle 16, poi al Sociale di Rovigo dal 18 al 21 febbraio).
Lui si chiama Omer (senza acca, per fortuna: altrimenti le battute sui Simpson non gliele toglierebbe nessuno) di nome, Meir Wellber di cognome ed è un fenomeno. Si capisce anche che ne è consapevole ma, essendo di una simpatia travolgente e stralunata, evita di far sapere che lo sa. Però, come ha imparato a sue spese qualsiasi ragazzo di talento che ce l’abbia fatta, la bravura serve ma non basta. Ci vuole anche la fortuna che qualcuno si accorga che sei bravo. E qui la buona stella del giovin direttore si è materializzato nell’incontro con Daniel Barenboim, che non è solo il musicista tutto fare e a tutto tondo che sappiamo ma anche uno scopritore di talenti. È stato lui ad accorgersi che il baby maestro che macinava recite all’Opera di Tel Aviv meritava di non restarci per il resto della carriera. Così adesso quando alla Scala c’è Barenboim c’è anche Wellber. Per esempio, è stato lui a seguire tutta la preparazione musicale della Carmen che a Sant’Ambroeus ha aperto la stagione milanese (quella accompagnate da tutte le provincialissime polemiche sulla regia presunta «provocatoria» di Emma Dante: ma fare la gita a Chiasso per vedere un po’ quel che succede nel mondo civilizzato, mai?).
Ma non divaghiamo, perché l’aneddoto è ghiotto. Siamo al 1° dicembre e Barenboim che dirige la prova generale aperta per i lavoratori della Scala e i loro familiari. Wellber arriva senza partitura e Barenboim s’inquieta: come mai? «Maestro, ormai la Carmen credo di saperla». «La sai?» «La so». Arrivato al quarto atto, Barenboim fa lo scherzetto: scende dal podio e intima al suo pupillo di salirci. Wellber non si scompone, sale e dirige venti minuti di Bizet, a memoria e benissimo. E intanto superDaniel si aggira per la platea fra gli spettatori basiti proclamando soddisfatto a destra e a manca: «Ma allora la sa, la sa».
Del resto, l’antibamboccione israeliano ha sempre respirato musica. Suona pianoforte e violino, ma la passionaccia è la fisarmonica, perché la città dov’è nato, Beer Sheva, era piena di ebrei immigrati dall’Europa orientale che la suonavano. E forse la fisarmonica gli è servita per cogliere in pieno il sapore di quelle ballate da piazza padana che Verdi ha disseminato nel suo Trovatore aristocratico e popolare insieme. Del resto, Wellber ama moltissimo l’opera italiana, mentre da buon israeliano si trova a disagio con quell’antisemita delirante di Wagner, eseguitissimo invece da Barenboim: «Ma mi sta convincendo a studiarlo - racconta - e gli farò da assistente l’anno prossimo alla Scala quando dirigerà L’oro del Reno». Il tedesco lo parla già, come l’ebraico, l’italiano e l’inglese. Ma sta studiando come quinta lingua il francese, che gli servirà quando dirigerà alla Scala, nel 2014, il Werther di Massenet.
Wellber si era già imposto all’attenzione generale l’anno scorso, sempre a Padova, dove un direttore artistico insolitamente sveglio per gli usi e malcostumi italiani, Federico Faggion, gli aveva affidato un’Aida che lasciò tutti a bocca aperta. Però poteva essere un caso o una serata fortunata.
Così quest’anno, quando è stato scritturato per Il trovatore, tutti l’aspettavano al varco. Ma la trasferta a Padova ha confermato che il ragazzo davvero non scherza. E si concede perfino qualche gigionata, non tanto per il gesto talvolta un po’ esibizionista ma bellissimo (e poi non bisogna farsi ingannare dai suoi salti: in realtà gli attacchi gli dà tutti, rasserenando solisti, coro e orchestra), ma per il numero che ha tirato fuori al quarto atto. Leonora aveva appena attaccato «D’amor sull’ali rosee» quando, in mezzo a questo Leopardi fatto musica, si è sentita squillare violentissima e villana una sirena, perché il teatro Verdi è piccolo e dà sulla strada.
A Wellber è bastato alzare una mano per bloccare primadonna e orchestra, aspettare che la polizia o i pompieri o quel che era si fossero allontanati e poi riprendere con rinnovata intensità. E concludere un Trovatore da brivido, di lirismi incantati ed eroismi dementi, incandescente e lunare, adolescenziale e forsennato, antico per memorie e passioni e radici eppure nuovissimo. In una parola, per ridarci il nostro Verdi. Che poi questo Verdi arcitaliano lo faccia un ragazzo israeliano è strano ma è vero. Ed è anche molto bello>. (alberto mattioli)

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Tebaldiano
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Re: Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

Messaggio da Tebaldiano » 16 gen 2020 02:30

Bergonzi (Bjorling o Lauri Volpi o Tucker), Leontyne Price (Callas o Radvanovsky o Caballé), Cossotto (Verrett), Cappuccilli (Warren o Tagliabue o Hvorostovsky).

Tra l’altro questo cast ideale è stato messo insieme a Buenos Aires nel 1969. Però in quell’occasione Bergonzi e Price, ancora grandissimi, erano inferiori a loro stessi di qualche anno prima, specie al cospetto di Cossotto e Cappuccilli, due fiumi in piena.

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fracapi
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Re: Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

Messaggio da fracapi » 16 gen 2020 11:40

mi limito al tenore ( penso di essere un esperto solo in questo ruolo ), in cui volente o nolente e in quest'opera e' il cantante piu' atteso : Franco Corelli . Chi ha una presenza scenica migliore per prestanza fisica di lui , per un personaggio che richiede fascino , giovinezza e romanticismo ? Corelli ha la dizione , il timbro scuro per questo ruolo tragico , inarrivavile volume e squillo ,diminuendi , messa in voce ecc .non gli manca niente . Qui senza trucco o inganno canta dal vivo ( ma ci sono anche altre sue interpretazioni nel ruolo su youtube ). Il Peggiore tra i grandi : Domingo , un Manrico senza acuti ( via.... ). Inoltre a leggere le cronache in ben pochi hanno suscitato tanto un successo personale quanto lui in questo personaggio . Magari sara' un successo di " loggionismo " , ma per me W il loggionismo e le sue tradizioni dal vivo.



inoltre mica gli altri cantanti sono mica male...
x il " loggionismo " Corelli "nella tana del lupo " il posto piu' difficile del mondo ( allora ) per cantare il Trovatore a 1,35 l'allarmi...


Negli ultimi 20 anni dal vivo non ho mai ascoltato un grandissimo Manrico , ma solo bravi Manrico , il migliore per me Piero Giuliacci nel secondo cast a Firenze anni 90 , nel primo cast un mediocre Alagna

fracapi
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Re: Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

Messaggio da fracapi » 16 gen 2020 11:54

fracapi ha scritto:
16 gen 2020 11:40
mi limito al tenore ( penso di essere un esperto solo in questo ruolo ), in cui volente o nolente e in quest'opera e' il cantante piu' atteso : Franco Corelli . Chi ha una presenza scenica migliore per prestanza fisica di lui , per un personaggio che richiede fascino , giovinezza e romanticismo ? Corelli ha la dizione , il timbro scuro per questo ruolo tragico , inarrivavile volume e squillo ,diminuendi , messa in voce ecc .non gli manca niente . Qui senza trucco o inganno canta dal vivo ( ma ci sono anche altre sue interpretazioni nel ruolo su youtube ). Il Peggiore tra i grandi : Domingo , un Manrico senza acuti ( via.... ). Inoltre a leggere le cronache in ben pochi hanno suscitato tanto un successo personale quanto lui in questo personaggio . Magari sara' un successo di " loggionismo " , ma per me W il loggionismo e le sue tradizioni dal vivo.



inoltre mica gli altri cantanti sono mica male...
x il " loggionismo " Corelli "nella tana del lupo " il posto piu' difficile del mondo ( allora ) per cantare il Trovatore a 1,35 l'allarmi...


Negli ultimi 20 anni dal vivo non ho mai ascoltato un grandissimo Manrico , ma solo bravi Manrico , il migliore per me Piero Giuliacci nel secondo cast a Firenze anni 90 , nel primo cast un mediocre Alagna
.. scusate la mia dimenticanza, ma ho trovato il mio migliore trovatore , naturalmente dal vivo :
tutti i cantanti ed il direttore sono insuperabili ( per me ).

Franco Corelli--Manrico
Leontyne Price--Leonora
Ettore Bastianini--Di Luna
Giulietta Simionato--Azucena
Herbert von Karajan--Conductor
Wiener Philharmoniker
1962

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massenetiana
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Re: Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

Messaggio da massenetiana » 16 gen 2020 16:47

Franco Corelli (e poi Jussi Bjorling)
Maria Callas (sempre la migliore :love: )
Fiorenza Cossotto
Piero Cappuccilli
massenetiana sfegatata

" 'A morte 'o ssaje ched'è? È una livella"
(Antonio De Curtis, 'A livella)

"Ogni napoletano è vesuviano, ogni napoletano è precario ma determinato"
(Maurizio De Giovanni)

albertoemme
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Re: Il Trovatore opera di cantanti: quale il cast ideale della storia?

Messaggio da albertoemme » 16 gen 2020 16:48

Io mi ficco in questo divertente gioco ed espongo la seguente formazione ideale:
Lauri Volpi, Callas, Cappuccilli, Stignani, Pasero. Circa il direttore, sto aspettando ancora una direzione azzurra.-

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