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Piacenza: "Il Sordo" di e con Leo Nucci

Inviato: 02 gen 2020 23:10
da cavalieredanese
Il 31 dicembre a Piacenza si tiene solitamente al teatro municipale un concerto con al termine un brindisi per il nuovo anno. Questa volta , in luogo del concerto è stata rappresentata in prima assoluta un’opera in un atto con libretto di Leo Nucci e musica di Paolo Marcarini, musicista amico del baritono, che lo ha accompagnato in passato in concerto con il complesso musicale “Salotto ottocento”.
L’opera si intitola “Il Sordo…..sogno d’amore in una notte di San Silvestro”, in cui il Nostro interpretava Beethoven, con l’intento di ricordarne i 250 anni della nascita. La vicenda è molto semplice. Beethoven vive in una soffitta dove si lamenta della sordità con una coppia di allievi giovani, i quali vivono intanto una tribolata storia di amore. Entrano altri amici e festeggiano il capodanno. Intanto il musicista riflette sulle composizioni che dovrà scrivere e conclude che comporrà l’inno alla gioia.
La durata totale è 75 minuti comprensivi anche dell’inno nazionale suonato all’inizio. Il genere musicale è molto melodico e vira spesso verso l’operetta. Per dare un’idea. la composizione più nota che mi ha richiamato era “La rondine”, ma mi venivano in mente anche a Mascagni (Iris o Amico Fritz)o Giordano (Mala vita). Nucci ha dimostrato un volume ancora importante, anche se l’emissione non era sempre pulita. Ivan Defabiani (Joseph, allievo) mi ha impressionato per come è migliorato rispetto alla volta precedente che aveva cantato qui, credo circa 2 anni fa. La voce è bella e potente, ha tuttavia una tendenza a ingolare. Valida e spiritosa l’Anna (altra allieva) di Nunzia De Falco e corretto Davide Procaccini (basso), il terzo allievo. L’orchestra era la Filarmonica dell’Opera italiana Bruno Bartoletti diretta da Jacopo Brusa e il coro quello del conservatorio Nicolini il cui direttore era Ubaldi.
All’inizio era comparsa sul palcoscenico l’Avv. Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza, che ha sottolineato come il teatro municipale abbia ricevuto riconoscimenti da riviste musicali e che Mattioli abbia detto che il prossimo Falstaff in scena qui il 24 gennaio (con Salsi) sia una delle 23 opere che non si possono perdere nel 2020. Tra l’altro mi piacerebbe sapere quali sono le altre. Alla fine sono stati distribuiti calici con spumante e Leo Nucci ha brindato cantando insieme al pubblico. Lo spettacolo è stato ripreso dalla BBC ed è intenzione replicarlo in altri teatri.

Re: Piacenza: "Il Sordo" di e con Leo Nucci

Inviato: 03 gen 2020 12:23
da Mattioli
Buongiorno, vorrei precisare di non avere né detto né scritto quel che la sindaca di Piacenza mi attribuisce, almeno nei termini riferiti sopra. Vero è che, attribuendo dei premi semiseri all’annata lirica 2019, ho segnalato il Municipale come miglior teatro.
Scusate l’intrusione, buona giornata e auguri.

Alberto Mattioli

Re: Piacenza: "Il Sordo" di e con Leo Nucci

Inviato: 03 gen 2020 23:36
da cavalieredanese
Anzitutto mi sento onorato dell’intervento nel topic di Mattioli, con il quale mi scuso. Le informazioni sui riconoscimenti al Municipale erano vere ma le fonti erano scambiate; probabilmente non ho ascoltato con attenzione quello che ha detto la Barbieri. Intanto ho scoperto che l’elenco citato delle 23 opere viene da questo sito: https://theblogartpost.it/2019/12/27/opere-italia-2020/

Re: Piacenza: "Il Sordo" di e con Leo Nucci

Inviato: 03 gen 2020 23:57
da Dr.Malatesta
cavalieredanese ha scritto:
02 gen 2020 23:10
un’opera in un atto con libretto di Leo Nucci e musica di Paolo Marcarini, musicista amico del baritono, che lo ha accompagnato in passato in concerto con il complesso musicale “Salotto ottocento”...
...mmm chissà che “capolavoro”...

Re: Piacenza: "Il Sordo" di e con Leo Nucci

Inviato: 04 gen 2020 00:39
da albertoemme
...come dire “se non critico, non sono un intenditore”.-

Re: Piacenza: "Il Sordo" di e con Leo Nucci

Inviato: 04 gen 2020 00:53
da Dr.Malatesta
albertoemme ha scritto:
04 gen 2020 00:39
...come dire “se non critico, non sono un intenditore”.-
Dalle mie parti si direbbe: “ma va ciapà i ratt”