Il Festival Pucciniano

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mascherpa
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da mascherpa » 23 lug 2019 16:50

Giulio Santini ha scritto:
22 lug 2019 17:40
Però noi italiani non si direbbe mai né Horthy Miklós né... Zedong Mao...
(Traslitterazioni a parte).
(Toscanismo a parte...), anche a mio parere scrivere He Hui in un contesto italiano va lasciato alle Questure.

Per contro, gli Ungheresi, che secondo la loro regola dicono e scrivono Bartók Béla (essendo per loro il cognome una mera apposizione del nome personale), non scriverebbero però Verdi Giuseppe nemmeno in un contesto della loro lingua.


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Giulio Santini
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da Giulio Santini » 23 lug 2019 17:10

Ma scrivere, in relazione ai non europei, Jinping Xi, è la versione decisamente più inconsueta (mentre, per gli ungheresi, il problema non si pone affatto)... chiedo venia del (voluto) toscanismo.

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mascherpa
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da mascherpa » 23 lug 2019 17:31

Giulio Santini ha scritto:
23 lug 2019 17:10
Ma scrivere, in relazione ai non europei, Jinping Xi, è la versione decisamente più inconsueta...
Senza dubbio. C'è da chiedersi, però, quanto sia diffusa, tra noi italiani, la consapevolezza che Xi è il cognome.
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da Giulio Santini » 23 lug 2019 17:34

mascherpa ha scritto:
23 lug 2019 17:31
Giulio Santini ha scritto:
23 lug 2019 17:10
Ma scrivere, in relazione ai non europei, Jinping Xi, è la versione decisamente più inconsueta...
Senza dubbio. C'è da chiedersi, però, quanto sia diffusa, tra noi italiani, la consapevolezza che Xi è il cognome.
A favore del fatto che (inconsciamente?) lo sentiamo tale, si potrebbe citare il fatto che nessuno ha mai detto Zedong o Xiaoping... Personalmente una consapevolezza pur vaga del semplice meccanismo dell'onomastica orientale l'ho acquisita tardino e di certo non a scuola.
Ps. Per i giapponesi vale lo stesso che per gli ungheresi, ma non per i coreani (Chung a parte)...

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mascherpa
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da mascherpa » 26 lug 2019 13:04

Giulio Santini ha scritto:
23 lug 2019 17:34
Personalmente una consapevolezza pur vaga del semplice meccanismo dell'onomastica orientale l'ho acquisita tardino e di certo non a scuola.
Per quel che mi riguarda, solo stamattina mi sono reso conto, con un certo raccapriccio, che in cinese Liu è un cognome.

Molto formali con la servitú, quindi, sia Timur sia Calàf... (direi more germanico: anche Wozzeck non viene mai chiamato Franz dai suoi superiori, che per di piú ne accentano il cognome in due modi diversi: il capitano sulla "o", il dottore sulla "e").
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da Janis&Opera » 26 lug 2019 13:51

mascherpa ha scritto:
26 lug 2019 13:04
Giulio Santini ha scritto:
23 lug 2019 17:34
Personalmente una consapevolezza pur vaga del semplice meccanismo dell'onomastica orientale l'ho acquisita tardino e di certo non a scuola.
Per quel che mi riguarda, solo stamattina mi sono reso conto, con un certo raccapriccio, che in cinese Liu è un cognome.

Molto formali con la servitú, quindi, sia Timur sia Calàf... (direi more germanico: anche Wozzeck non viene mai chiamato Franz dai suoi superiori, che per di piú ne accentano il cognome in due modi diversi: il capitano sulla "o", il dottore sulla "e").
La mia sarà una lettura superficiale ma sono propensa a pensare che il nome Liu sia stato scelto perchè era un nome "d'effetto": corto, quindi facile da ricordare (per il pubblico), che suonava bene e che, suonando al nostro orecchio di Italiani come un nomignolo, potesse esprimere dolcezza e affetto, caratteristiche peculiari del personaggio Liù. Un appellativo che voleva essere tutt'altro che formale.

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Giulio Santini
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da Giulio Santini » 26 lug 2019 13:55

Janis&Opera ha scritto:
26 lug 2019 13:51
mascherpa ha scritto:
26 lug 2019 13:04
Giulio Santini ha scritto:
23 lug 2019 17:34
Personalmente una consapevolezza pur vaga del semplice meccanismo dell'onomastica orientale l'ho acquisita tardino e di certo non a scuola.
Per quel che mi riguarda, solo stamattina mi sono reso conto, con un certo raccapriccio, che in cinese Liu è un cognome.

Molto formali con la servitú, quindi, sia Timur sia Calàf... (direi more germanico: anche Wozzeck non viene mai chiamato Franz dai suoi superiori, che per di piú ne accentano il cognome in due modi diversi: il capitano sulla "o", il dottore sulla "e").
La mia sarà una lettura superficiale ma sono propensa a pensare che il nome Liu sia stato scelto perchè era un nome "d'effetto": corto, quindi facile da ricordare (per il pubblico), che suonava bene e che, suonando al nostro orecchio di Italiani come un nomignolo, potesse esprimere dolcezza e affetto, caratteristiche peculiari del personaggio Liù. Un appellativo che voleva essere tutt'altro che formale.
Magari ci sono anche delle rime: Liù/più etc. Ma, tra di loro, i cinesi si chiamano per nome o per cognome?

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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da Tebaldiano » 26 lug 2019 18:01

Ci riproviamo stasera. Nuova Fanciulla del West. Non dirige Veronesi e non canta la Guleghina.
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da gabrieleburchi » 27 lug 2019 10:42

Ieri col cambio direttore e soprano ne ha giovato tutto lo spettacolo: Irene Cerboncini è stata una Minnie generosa, dalla voce interessante e Gianna Fratta ha diretto se non altro con mestiere la bella partitura. Il resto del cast ha funzionato meglio, come ci si aspettava essendo una replica.
Uno spettacolo bello che merita di girare e un'altra piacevole serata fronte lago.
Ad oggi siamo 2 serate negative (Fanciulla 1 e Bohème) contro 2 positive (Turandot e Fanciulla2).
Lasciatemi seguire il mio destino

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mascherpa
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Re: Il Festival Pucciniano

Messaggio da mascherpa » 27 lug 2019 11:21

Janis&Opera ha scritto:
26 lug 2019 13:51
...sono propensa a pensare che il nome Liu sia stato scelto perchè era un nome "d'effetto": corto, quindi facile da ricordare (per il pubblico), che suonava bene e che, suonando al nostro orecchio di Italiani come un nomignolo, potesse esprimere dolcezza e affetto, caratteristiche peculiari del personaggio Liù. Un appellativo che voleva essere tutt'altro che formale.
Su tutto questo non c'è dubbio, ed era lungi da me supporre seriamente che Calàf o Timur trattino Liù in modo formale... Non so se il nome (indubbiamente vezzeggiativo) Liú preesistesse o no, in italiano, all'opera di Puccini & C. Di certo non lo si trova né in Gozzi, né nello Schiller ritradotto che Simoni mise in mano a Puccini.
La mia curiosità, quindi, è (ed era) se il cognome Liu sia stato convertito nel nome Liú. Credo non sarebbe difficile trovare nei libretti d'opera altri casi di capovolgimento, intenzionale o accidentale, del senso originario d'un nome o persino d'una parola. In un errore buffissimo, che ho già ricordato anni fa, sono incorsi i curatori dei soprattitoli d'un Don Carlo berlinese, che hanno fatto diventare Samuel "il diavolo", evidentemente passando per Samiel...
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