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Re: Pereira c'è

Inviato: 19 mar 2019 18:20
da tower
mascherpa ha scritto:
19 mar 2019 15:42

L'enorme differenza con oggi, già sottolineata da molti, è che allora il teatro era molto spesso esaurito.
Non solo. Faccio l'esempio, dal mio punto di vista, più eclatante. Per la stagione 2018/2019 l'abbonamento in platea costa 2.400 euro più diritti di prelazione e prevede 11 opere.

Di queste 11 opere ben 9 sono tra i titolo proposti con ScalAperta tramite cui si può acquistare lo spettacolo al 50%. Facendo due calcoli si scopre che comprando le 11 opera singolarmente (di cui 9 con ScalaAperta) si spende per una poltrona in platea 1440 euro più diritti di prevendita.

Bisogna essere ben pigri o deficienti per spendere 1.000 euro più per avere la stessa cosa, no?

Tra i fantastici "benefit" offerti agli abbonati abbiamo: servizio di prenotazione taxi ( :scemo ), uno sconto del 35% per un parcheggio in piazza meda ( :felice ), uno sconto del 10% alla Scala Shop dove le cose costano sempre molto di più che su amazon ( :rider ), ingresso gratuito al museo della scala (prezzo al pubblico euro 9,75 :rotto ), un PORTA ABBONAMENTO ( :lol: :lol: :lol: ) e per concludere una fantastica agenda ( :roll: )

A questi si aggiungono:
- il diritto al mantenimento del posto per l'anno successivo (curioso sia indicato come benefit visto che per averlo dei sborsare il 10% di costo di prelazione. Mai visto un regolo più conveniente. Il tuo benefit ti costa solo 240 euro!!);
- il diritto a cambiare data a patto che lo si richieda almeno 48 ore prima (se ti ammali ti attacchi e tiri) e spendendo 10 euro per ogni cambio (sia mai che il benefit sia gratuito);
- unico vero vantaggio è il diritto di prelazione sull'acquisto di singoli biglietti ma, attenzione, 1 solo biglietto per spettacolo.

Insomma, il TOP del TOP del TOP.

Re: Pereira c'è

Inviato: 20 mar 2019 12:41
da daphnis
"Sono d'accordo sulle migliori annate del duo Barenboim-Lissner, sono d'accordo che Chailly non faccia impazzire ma non credo che Amsterdam e Lipsia siano istituzioni fuori di testa e che si siano affidate per anni ad un "barlafuss".....
Quindi, come al solito, non è che se non sei da 10 e magari pure con lode sei un totale "pirlun"...
Suvvia"

O.k. Ugo. Ma allora: si vuole il meglio, per la Scala, o ci si accontenta del non entusiasmante? Basta intendersi


marco vizzardelli

Re: Pereira c'è

Inviato: 20 mar 2019 13:28
da ugo54
daphnis ha scritto:
20 mar 2019 12:41
O.k. Ugo. Ma allora: si vuole il meglio, per la Scala, o ci si accontenta del non entusiasmante? Basta intendersi
marco vizzardelli
Certo che no. Non ci si deve mai accontentare!
Ma mi pare che la tua posizione contro Chailly, " a prescindere", sia troppo negativa.
Intanto, si da da fare con edizioni originali, che non saranno sicuramente la scoperta "dell'acqua calda" e di cui, io personalmente non ne trovo una stretta necessità, ma è un tentativo di "muovere" la cultura musicale italiana afflitta dal pantano di una crisi di sistema, economico e di programmazione infinita, che è davanti agli occhi di tutti. Nonostante sbandieramenti di facciata imbarazzanti, vedi Torino ( quasi il 16% in più di spettatori nella sola metà della stagione 2018-2019) o Bologna ( + 274.000 euro di incassi per lo stesso periodo)....
Direi: "bella forza" con quel palinsesto assai retrò!
Infarciamo le stagioni di Traviate, Bohème, Tosche e Rigoletti.....e poi stiamo a vedere se anche la Scala non subisce impennate.
Però, c'è sempre un però, il problema "caro biglietti" è gravissimo.
Pensa a Mascherpa che vola ad Amsterdam per delibarsi all'ascolto di Kurtag, declinando il sollucchero alla Scala per il motivo economico...
Lo avessi visto e frequentato alla "prima" mondiale probabilmente mi avrebbe convinto che il CAPOLAVORO era veramente tale!
A proposito: io rimasi incantato dal primo ascolto di Wozzeck!
Ma si sa: de gustibus :D
Ugo

Re: Pereira c'è

Inviato: 20 mar 2019 14:29
da daphnis
Se al puntiglio sulle "cosiddette" edizioni originali (ma: se Puccini "levava" non avrà avuto qualche buon motivo di farlo?) non fanno riscontro esecuzioni realmente avvincenti, si resta a metà del guado.
Ciascuna delle tre precedenti gestioni da me vissute: la memorabile Abbado-Grassi, Muti (che non mi era simpatico, ma sulla cui tensione ad un'eccellenza non discuto) con i relativi sovrintendenti, e Lissner-Barenboim con molti spettacoli di assoluto livello, nelle loro differenze, pregi o difetti di ciascuna, hanno mostrato un aspetto che io non riscontro nella attuale gestione artistico-musicale della Scala. Proprio quello che ho citato: una forte tensione alla eccellenza. Ciascuna delle tre ha dato spettacoli, ha vissuto "momenti" musicali di assoluto riferimento storico.
Ciò che, oggi, latita. Attualmente, in ogni senso (fa eccezione proprio adesso la direzione musorgskiana di Gergiev) si vola, complessivamente, più bassi. E, negli allestimenti scenici, il "credo" locale si è ridotto ad un... discutibile non far discutere.
E' il "momento" più modesto, di Scala,da me vissuto da quando, 51 anni fa, ho cominciato a frequentarla.
Manca proprio un'immagine "forte", del luogo.


marco vizzardelli

Re: Pereira c'è

Inviato: 20 mar 2019 18:27
da ugo54
Non discuto l'eccellenza di Muti direttore ma se permetti non condivido i suoi palinsesti.
Registi, cantanti e financo titoli non in linea con i miei gusti. E non mi azzarderei manco per niente di paragonare quelle stagioni con quelle della gestione Abbado.
Nel 2015-2016:
Giovanna d'Arco, il trionfo del tempo e del disinganno, la cena delle beffe, la fanciulla del West, L'enfant et les sotilèges + l'heure espagnole, der rosenkavalier, the turn of the screw, Porgy and Bess.
Nel 2016-2017:
Butterfly, Falstaff, Die Meistersinger, la gazza ladra, Don Giovanni, die entfurung aus dem serail, Hansel und Gretel, Tamerlano, der Freischutz
Nel 2017-2018:
Chénier, die fledermaus, Orphée et Eurydice, Don Pasquale, Francesca da Rimini, Fierrabras, Fidelio, Ernani, La finta giardiniera, Elektra.
Bé, a me sono piaciuti tanto e mi pare anche tanta roba.
Poi
come sempre.....de gustibus.
Ciao

Re: Pereira c'è

Inviato: 20 mar 2019 21:18
da Amfortas_Genova
Mi chiedo se tutte queste polemiche non porteranno a una accoglienza particolare (positiva o negativa, chissà) per l’Ariadne, dove il buon Pereira reciterà :rider

Purché se ne parli, visto che per ora ha venduto pochissimo :piango3

Re: Pereira c'è

Inviato: 20 mar 2019 22:59
da daphnis
"Nel 2017-2018:
Chénier, die fledermaus, Orphée et Eurydice, Don Pasquale, Francesca da Rimini, Fierrabras, Fidelio, Ernani, La finta giardiniera, Elektra".



Scusa, Ugo. ELEKTRA?
Stai parlando della mediocre ripresa della SUBLIME Elektra Salonen-Cherau, voluta e portata alla Scala da Stephane Lissner???
Dove sarebbe, qui, il merito di Pereira?


marco vizzardelli


P.s. Scrivi: "Non discuto l'eccellenza di Muti direttore ma se permetti non condivido i suoi palinsesti. Registi, cantanti e financo titoli non in linea con i miei gusti. E non mi azzarderei manco per niente di paragonare quelle stagioni con quelle della gestione Abbado"
Quanto a questo, Ugo, sono stradaccordo con te. Quei palinsesti facevano pena. Muti aveva un'idea di Scala impostata fondamentalmente su... se stesso. Da qui, il limite.
Gli anni Abbado-Grassi appartengono ad un'altra costellazione. Abbado abita artisticamente altrove.
Ma adesso, il direttore stabile è oggettivamente inferiore a Muti, e "gestionalmente" siamo al venghino venghino al Circo Barnum, e almeno... fosse pieno il teatro!

Re: Pereira c'è

Inviato: 21 mar 2019 08:58
da ugo54
Ma sì, ti do ragione, ma sei sempre troppo "viscerale" e "negativo" :D
Comunque a Teatro ci verranno sempre meno persone per i prezzi "monstre" non più sostenibili in tempi di prolungata crisi economica, che si sviluppa in tutti i settori.
La lirica è un lusso che si possono permettere in pochi.
E ahimè non ho fatto una grande scoperta.
:cry:

Re: Pereira c'è

Inviato: 21 mar 2019 10:20
da daphnis
Lo splendido Orfeo ed Euridice di Gluck di questi giorni a Roma (che non è proprio un titolo popolarissimo), dato a prezzi civili, vedeva l teatro strapieno di persone di ogni età, anche molti giovani. Non la babbioneria scaligera!
Dunque, volendo si può, e , se pensi come stava conciata qualche anno fa l'Opera di Roma, vuol proprio dire che volendo si può!

marco vizzardelli

Re: Pereira c'è

Inviato: 21 mar 2019 10:41
da Dr.Malatesta
daphnis ha scritto:
20 mar 2019 22:59
Quanto a questo, Ugo, sono stradaccordo con te. Quei palinsesti facevano pena. Muti aveva un'idea di Scala impostata fondamentalmente su... se stesso. Da qui, il limite.
Gli anni Abbado-Grassi appartengono ad un'altra costellazione. Abbado abita artisticamente altrove.
Io, invece, mi permetto di non essere affatto d'accordo: depurato della "leggenda nera", il periodo di Muti, per me, rimane interessantissimo - con le sue luci e ombre, ovviamente - e mi piace paragonarlo alla stagione abbadiana. Drettori diversi e con visioni musicali e interessi differenti, ma non ho mai compreso questa assurda contrapposizione per cui chi ama Abbado debba - statutariamente - "disprezzare" Muti e viceversa. Io ho vissuto personalmente quasi tutto il periodo di Muti e ne serbo un ottimo ricordo, con spettacoli anche esaltanti (non ho vissuto, per ragioni anagrafiche quello di Abbado, ma ne ho letto i resoconti: sicuramente diverso e al pari interessantissimo - anche se erano altri tempi - e ricchissimo). Non mi è mai piaciuto il gioco delle tifoserie.

Questo di Chailly - che è stato un direttore importante - è invece privo di reale prospettiva artistica: manca, secondo me, una cifra identitaria, un suono, un repertorio... A parte che lo vedo ancor più assente di Barenboim.

Io mi auguro che dal 2020 qualcosa cambi.