La traviata in streaming dal Costanzi

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il_bonazzo
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Re: La traviata in streaming dal Costanzi

Messaggio da il_bonazzo » 14 apr 2021 15:33

manrico64 ha scritto:
13 apr 2021 09:55
il_bonazzo ha scritto:
12 apr 2021 16:24
escamillo ha scritto:
11 apr 2021 22:26


Sono perfettamente d’accordo. Non so come si possa incensare un direttore che nel primo e nel secondo atto ha violentato opera e cantanti staccando tempi grottescamente frenetici. Manrico64 ha ragione, amami Alfredo è stato semplicemente devastato, totalmente e privato di pathos Fortunatamente dalla festa da Flora in poi la concitazione è scesa e L’orchestrazione ha raggiunto un livello anche pregevole. Ma ormai il danno era fatto.
C'è da dire una cosa, però: il tempo dell'Amami Alfredo staccato da Gatti potrà non piacere ma è quello indicato da Verdi, cioè un Allegro assai mosso con minima a 112 che parte da "Ch'ei qui non mi sorprenda...lascia che m'allontani" e che si mantiene costante fino alla fine della scena. La sosta sulla frase con l'allargando dell'orchestra è di tradizione, non è indicato in partitura dove invece ci sono delle lunghe legature sulle frasi con le note che sono accentate e senza corona, come se ci fosse un pianto singhiozzante e non lungo grido di dolore come ci ha abituato la tradizione. L'unica corona che c'è è nell'addio finale.
posso dirla in breve? Queste sono pippe mentali che hanno poco fondamento nella pratica. Primo perché spesso Verdi, come tanti altri compositori non inseriva le indicazioni metronomiche, quasi sempre aggiunte in seguito, forse nemmeno dagli stessi autori. Secondo: era un grande uomo di teatro e mai avrebbe mandato a rane una sua recita tenendo dei tempi insostenibili e antiteatrali. Ultimo: guardando la partitura è abbastanza chiaro che la scrittura (mi riferisco sempre all'Amami Alfredo) sia stata fatta per assecondare la voce dato che l'orchestra sotto non fa quasi nulla. Solo tremolii che cambiano armonia con la voce. E questo credo sia piuttosto significativo: un modo per dare respiro e andare col soprano.
Io continuo a pensarla diversamente: le indicazioni di metronomo saranno state pure scritte da altri, ma il tempo indicato lo ha scritto Verdi e quello qualcosa vorrà pur dire. A mio gusto personale la frase come l'ha staccata Gatti piace nell'economia del tutto, poi non nego che ci sia stata anche l'esigenza di fare necessità virtù, perchè per la vocalità dell'Oropesa gli allargando di tradizione l'avrebbero potuta mettere in difficoltà come peso specifico della voce e come espansione. Poi non è che per questo faccio la vestale del filologismo a tutti i costi, dico solo che in questa esecuzione e con questi cantanti le soluzioni dinamiche di Gatti mi piacciono. E comunque in linea generale a me disturba molto di più sentire l'Amami Alfredo dilatato fino allo spasimo con le tempeste foniche sotto, il soprano che spezza la frase in cinque, si mangia le parole e spesso viene coperto dall'orchestra, che poi fa una corsa, quella sì ridicola, dopo addio.


"Spengi quella telecamera! Spengila, t'ho detto!!!"
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daphnis
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Re: La traviata in streaming dal Costanzi

Messaggio da daphnis » 14 apr 2021 19:57

"in questa esecuzione e con questi cantanti le soluzioni dinamiche di Gatti mi piacciono. E comunque in linea generale a me disturba molto di più sentire l'Amami Alfredo dilatato fino allo spasimo con le tempeste foniche sotto, il soprano che spezza la frase in cinque, si mangia le parole e spesso viene coperto dall'orchestra, che poi fa una corsa, quella sì ridicola, dopo addio."


Pienamente d'accordo con te. E' quanto sostengo anche io.
Dopodiché, in senso più generale, cioé nel complesso dell'operazione, confermo quel che ho scritto più a lungo nel mio primo intervento. Cioé che non considero questa Traviata una riuscita compiuta quanto era stato Il Barbiere di Siviglia datoci da Gatti e Martone. Ma non per quelle scelte di tempo di Gatti di cui qui si è parlato, a mio avvio motivatissime ed appropriate. Ma per una drammaturgia, in primo luogo scenica, ma (ultimo atto in particolare) alla quale alla fine anche il direttore è quasi costretto a tener dietro, che va via via (non al momento di Amami Alfredo che anzi, con il duetto Violetta-Papà Germont è la fase di maggior pregio) sfilacciandosi. Trovo abbia espresso correttamente il concetto l'altro Marco che qui scrive, quando nota che un po' tutti, all'ultimo atto, sembrano avere le "pile" (drammaturgiche, interpretative) scariche. E un sottile tedio - potreste anche chiamarlo mancanza di spontaneità, a furia di studio, ne è la spia. Come se, avendo fin troppo scandagliato il materiale, con fin troppo studio e (soprattutto Martone) con troppa didascalica carne al fuoco, l'efficacia drammatica fosse andata un po' persa, via via. Aggiungo tuttavia che il finale richiederebbe una "presenza" - di nome... Alfredo - qui "non pervenuto". Mai. Dall'inizio alla fine. Pirgu poteva essere una scelta motivata dal tipo di impostazione scelta, con una visione così nera e preponderante della figura paterna, Ma, in pratica si è rivelato una "assenza" vocale molto penalizzante.
Risultato artistico mi sembra una Traviata con motivi di fascino (sicuramente, tutto quanto attiene al rapporto fra i vari personaggi e Papà Germont, qui era rivelatoria) ma come annodata su se stessa. Da ascoltatore che non sa un grammo di quanto di musica sa il direttore, ma che ha una sua sensibilità, mi sento di dire che esista, soprattutto nella lettura di Verdi, un confine, da non oltrepassare, fra intelligenza (che è totalmente propria dell'autore medesimo) e "cerebralità" (che per fortuna non gli è propria, altrimenti la sua non sarebbe la musica universalmente amata che è). La Traviata di Roma (non il Tcherniakov e la sua insalata, intelligente e non compresa a Milano) forse, "pendeva" un po' da quella parte, in scena e un po' anche in musica, alla fine...
Altro discorso, e di questo va dato merito all'Opera di Roma, i buoni numeri degli ascolti e visioni televisive.A patto di non cadere nella tentazione che lo streaming sia "sostitutivo" del teatro dal vivo. O che il direttore, senza pubblico, "si concentri di più". Idea pericolosa, alla lunga.... "concentrarsi" troppo...

marco vizzardelli

ZetaZeta
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Re: La traviata in streaming dal Costanzi

Messaggio da ZetaZeta » 15 apr 2021 14:47

Martino Badoéro di Sanval ha scritto:
14 apr 2021 12:33
ZetaZeta ha scritto:
13 apr 2021 21:53
Come insegna il Concilio di Trento, scrittura e tradizione stanno sullo stesso piano e sono le fonti della Rivelazione.
Mutatis mutandis mi parrebbe un sano approccio anche nell'opera. :pip
Un approccio decisamente insano all'opera, il teatro e la musica non puoi fissarli e cristallizzarli nel tempo, cambiano i gusti, le voci, i suoni degli strumenti, le acustiche delle sale teatrali. Questo è far ammuffire l'opera, non rivitalizzarla.
La musica ha una partitura e una libretto che vanno rispettati, pur con adattamenti.
Se poi parli di vita...è molto più vivo un loggione che s'incaxxa di una regia a bischero di quelle moderne.

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Martino Badoéro di Sanval
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Re: La traviata in streaming dal Costanzi

Messaggio da Martino Badoéro di Sanval » 15 apr 2021 15:07

ZetaZeta ha scritto:
15 apr 2021 14:47
Se poi parli di vita...è molto più vivo un loggione che s'incaxxa di una regia a bischero di quelle moderne.
Il loggione si incaponisce anche per regie non a bischero e "tradizionali", visto che questa messa in scena di Martone, pur non avendola vista, mi è sembrata tutto fuorché "moderna". (L'ultima volta che ricordi di un loggione che mormorava contro una messa in scena "tradizionale" è stato nel 2012 in Arena, all'ennesimo cambioscena inutile del Don Giovanni areniano, con alcune grida tipo "Zeffirelli, la regia è ritmo!".)
Se poi il loggione mormora per ogni cosa perché non si vuole mettere in testa che con questo virus maledetto non si possono più fare delle messe in scena non dico tradizionali, ma quanto meno normali (con pubblico in sala, senza distanziamento tra solisti, coro e orchestra), e che deve accettare questo compromesso (visto che a fare le opere in forma di concerto non fai altro che danneggiare altri lavoratori dello spettacolo), sono problemi loro.
Non posso credere che un fatto del genere sia accaduto in un posto così tranquillo come Cabot Cove...

daphnis
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Re: La traviata in streaming dal Costanzi

Messaggio da daphnis » 17 apr 2021 02:50

A proposito di tempi, questo sommo interprete si attiene (be', per modo di dire... con una accensione pazzesca!!) alla tradizione in " Amami Alfredo". Ma, altrove, quanto a "velocità" (ammesso che velocità e lentezza siano categorie....mah) es. "Si Ridesti In Ciel L'Aurora" (peraltro memorabile!!), o "Non sapete quale affetto", in se stesso sarebbe forse il recordman. Ma è anche il record dell'espressione!!! Comunque è sempre un'esperienza favolosa riascoltarlo-

https://youtu.be/7p-utEfomlA

Eppure (Otello 1976) alcuni...
https://youtu.be/GQY_mwgisfo

Mah...

marco vizzardelli

ZetaZeta
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Re: La traviata in streaming dal Costanzi

Messaggio da ZetaZeta » 18 apr 2021 06:22

Martino Badoéro di Sanval ha scritto:
15 apr 2021 15:07
ZetaZeta ha scritto:
15 apr 2021 14:47
Se poi parli di vita...è molto più vivo un loggione che s'incaxxa di una regia a bischero di quelle moderne.
Il loggione si incaponisce anche per regie non a bischero e "tradizionali", visto che questa messa in scena di Martone, pur non avendola vista, mi è sembrata tutto fuorché "moderna". (L'ultima volta che ricordi di un loggione che mormorava contro una messa in scena "tradizionale" è stato nel 2012 in Arena, all'ennesimo cambioscena inutile del Don Giovanni areniano, con alcune grida tipo "Zeffirelli, la regia è ritmo!".)
Se poi il loggione mormora per ogni cosa perché non si vuole mettere in testa che con questo virus maledetto non si possono più fare delle messe in scena non dico tradizionali, ma quanto meno normali (con pubblico in sala, senza distanziamento tra solisti, coro e orchestra), e che deve accettare questo compromesso (visto che a fare le opere in forma di concerto non fai altro che danneggiare altri lavoratori dello spettacolo), sono problemi loro.
Il mio era un discorso generale, non relativo alla Traviata di Martone, che ho visto a pezzi e sulla quale non posso pronunciarmi.

RUIZ
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Re: La traviata in streaming dal Costanzi

Messaggio da RUIZ » 22 apr 2021 11:39

Finalmente sono riuscito a vederla ieri sera. Trovo Gatti un ottimo direttore ma devo dire che le sue performances in Verdi non mi hanno mai entusismato. Anche qui, bizzarra scelta dei tempi( e non parlo del tanto discusso "Amami Alfredo" che ci poteva stare) colori un pò tenui, qualche accenno di pathos qua e là. Una Traviata che passa via, un pò sbiadita.... niente di che ( cosa che avevo già notato in Rigoletto che, dal punto di vista drammatico, offre occasioni a bizzeffe). Ha anche a disposizione cantanti mediocri: a parte la Oropesa che porta a casa ampiamente la sufficienza, non mi ha convinto il Germont di Frontali
( artista intelligente ma in Verdi gli affiderei al massimo la parte di Ford) e soprattutto Alfredo ( veramente sembrava Tamino che cantava Alfredo). La regia ha fatto quello che ha potuto. Certo....avevamo capito che alle feste di Flora regna sovrana la depravazione....anche meno....

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