ACCESSO ABBONATI
 

 

GUIDA ALLA DISCOGRAFIA

di
Gianni Schicchi

Giacomo Puccini

a cura di Fabrizio Moschini

 

 

1949 (12.03.1949 live)

 

 

Gianni Schicchi - Italo Tajo
Lauretta - Licia Albanese
Zita - Cloe Elmo
Rinuccio - Giuseppe Di Stefano
Betto - George Cehanovsky
Simone - Virgilio Lazzari

Marco - Gerhard Pechner
La Ciesca - Thelma Votipka
Spinelloccio - Melchiorre Luise
Amantio - Lorenzo Alvary
Pinellino - Osie Hawkins
Guccio - John Baker

Gherardo - Alessio De Paolis

Nella - Paula Lenchner

 

Direttore: Giuseppe Antonicelli
Orchestra del Metropolitan di New York

 

Edizioni

LP: Cetra
CD: GUILD, GOP

 


Edizione metropolitana dal suono abbastanza buono, che comunque non lascia comprendere del tutto le caratteristiche della direzione, peraltro piuttosto briosa, di Antonicelli, alla guida di un’orchestra un po’ bandistica e incerta. I nomi coinvolti sono di rilievo ed offrono una prestazione discreta. Si deve ricordare, tuttavia, che al Met, in quegli anni, il gusto con cui si affrontavano le opere buffe (al contrario di quello - assai più sobrio e appropriato di quanto costumava in Italia - che si apprezzava in quelle drammatiche), era sempre votato all’eccesso.
Non fa eccezione questa edizione, in cui tutti cantano ed interpretano un po’ sopra le righe, nell’evidente tentativo di trasmettere il messaggio comico all’ampia platea newyorkese, non in grado di comprendere pienamente il testo. Tremula e - come sempre - un po’ senile, l’Albanese si disimpegna più che accettabilmente. Di Stefano è colto nel momento di massimo fulgore vocale. Il timbro splendido e giovanile è adatto a Rinuccio e, in un’opera in cui l’articolazione della parola riveste un ruolo fondamentale, la dizione sempre esemplare giova alla riuscita del personaggio, compromesso tuttavia da un canto tenuto sempre sul forte, dall’accento monotono e piuttosto plebeo, più aduso alla "gente nova" che Rinuccio intende promuovere che alla famiglia-bene fiorentina di cui fa parte. Le difficoltà in zona acuta non sono molto rilevanti, anche perché coinvolgeranno quasi ogni interprete di questo ruolo, dalla scrittura tanto ostica. In ogni caso il duettino finale dell’opera tra Di Stefano e l’Albanese è di grande suggestione musicale, con un abbandono che profuma molto di finale primo di “Bohème”. Tajo è un buon protagonista, canta ed interpreta con un certo gusto, con voce piuttosto corta (omette il sol acuto su "sfidar"), vista la sua effettiva natura di basso, ma scantona nel parlato in misura che oggi suona antiquata. Eccessiva la Elmo come Zita, che strascica senza misura le “c” per ricordarci che siamo in Toscana. Il resto dei comprimari varia dall’accettabile al pessimo. Una curiosità è la chiusura dell’opera recitata da Tajo in inglese.

 

 

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1949  (05.10.1949 live, Torino)

 

 

Gianni Schicchi - Giuseppe Taddei
Lauretta - Grete Rapisardi
Zita - Agnese Dubbini
Rinuccio - Giuseppe Savio
Gherardo - Gino Del Signore
Nella - Renza Ferrari
Betto - Pierluigi Latinucci
Simone - Fernando Corena
Marco - Alberto Albertini
La Ciesca - Liana Avogadro
Spinelloccio - Franco Calabrese
Amantio - Franco Calabrese
Pinellino - Carlo Bacci
Guccio - Mario Fanti

 

Direttore: Alfredo Simonetto

Orchestra della RAI di Torino

 

LP: Cetra
CD: FONIT CETRA, PREISER, CANTUS


E’ un’edizione che ha tuttora la sua ragione di essere nello Schicchi del giovane Taddei, già grande esecutore, dalla vocalità esuberante ed intatta ed in grado di offrire al protagonista il timbro probabilmente più bello dell’intera discografia, oltre ad un’interpretazione che teme pochi confronti, dallo stile ancora oggi del tutto apprezzabile. Il resto, guidato dalla professionale e sicura bacchetta di Simonetto, si assesta sulla discreta routine ed a tratti risente troppo del gusto dell’epoca, anche se il cast interamente italiano giova molto alla riuscita complessiva di un’opera come questa.
 

 

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1956 (studio)

 

 

Gianni Schicchi - Renato Capecchi
Lauretta - Bruna Rizzoli
Zita - Vittoria Palombini
Rinuccio - Agostino Lazzari
Gherardo - Piero De Palma
Nella - Ornella Rovero
Betto - Plinio Clabassi
Simone - Giuseppe Modesti
Marco - Arturo La Porta
La Ciesca - Anna Minetto

 

Direttore: Francesco Molinari-Pradelli
Orchestra del San Carlo di Napoli

 

LP: PHILIPS
CD: FABBRI EDITORI


Mi piace molto la direzione di Molinari Pradelli che, alla testa dell’orchestra del San Carlo, mette in mostra il suo gran senso del teatro, senza tante raffinatezze, ma con un passo che non conosce cedimenti. Il tenore Lazzari è colto in buona forma e plasma un Rinuccio convincente. Più discutibile Bruna Rizzoli, una Lauretta di scarsa seduzione. Ancora peggio la Zita di Vittoria Palombini, dal gusto sorpassato e dal canto faticoso, la peggiore tra le cosiddette parti di fianco (le definisco così in tutte queste note, per convenzione, ma nello ‘Schicchi’ tali non sono; è un’opera corale in cui tutti sono protagonisti).
Chi si impone, nel bene e nel male, è Renato Capecchi, uno Schicchi che dilaga dalla prima all’ultima nota. Il canto non sarebbe malvagio, ma è persino difficile da seguire, per lo stordimento provocato dall’esasperata impostazione interpretativa di questo protagonista, che canta proponendo una dozzina di voci diverse. Non potendolo vedere, nel corso di tutta l’opera sembra di ascoltare davvero un numero imprecisato di cantanti che si alternano, frase per frase, nel ruolo di Schicchi. Indubbia personalità, ma, così espressa, pure troppa.

 

 

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1958 (studio)

 

 

Gianni Schicchi - Tito Gobbi
Lauretta - Victoria De Los Angeles
Zita - Anna Maria Canali
Rinuccio - Carlo Del Monte
Gherardo - Adelio Zagonara
Nella - Lydia Marimpietri
Betto - Saturno Meletti
Simone - Paolo Montarsolo
Marco - Fernando Valentini
La Ciesca - Giuliana Raymondi
Spinelloccio - Alfredo Mariotti
Nicolao - Alfredo Mariotti
Pinellino - Virgilio Stoco
Guccio - Paolo Caroli
 

Direttore: Gabriele Santini
Orchestra dell’Opera di Roma
 

LP: EMI

CD: EMI


La direzione di Santini è precisa, ma un filo noiosa ed avara di accenti, almeno fino all’ingresso di Schicchi. Da questo momento, come ispirato da Gobbi, anche questo grande accompagnatore si ravviva e riesce ad estorcere qualche colore dalla non più che discreta Orchestra dell’Opera di Roma. E’ un’edizione imprescindibile per la prima testimonianza ufficiale dello Schicchi di Gobbi, che tornerà ad incidere l’opera con Maazel, ma con mezzi ormai compromessi. Ad onta di qualche nota fissa e della scarsa capacità di modulare i suoni, Gobbi dà vita ad un protagonista di sicuro riferimento; dire che accenti ogni frase od ogni parola è riduttivo: Gobbi accenta ogni singola sillaba, in un gioco interpretativo alla lunga anche un po’ estremo e defatigante per l’ascoltatore, ma che non può non lasciare il segno e impone una personalità interpretativa difficilmente eguagliabile. Il suo “In testa la cappellina” mette i brividi ed è chiuso, peraltro, da un sol acuto su “sfidar” che è una vera folgore.
La De Los Angeles canta più che bene, con gusto e charme, abusando forse di quest’ultimo: un filo troppo per Lauretta e per il contesto. Carlo Dal Monte è Rinuccio: voce potenzialmente bella e molta sicurezza nel padroneggiare la tessitura acuta; ma canta tutto insensatamente forte, tutto proteso ad ostentare una voce di volume insolito per questo personaggio, di cui non mi pare venga minimamente reso il carattere. Oltre tutto il contrasto con la raffinata e un po’ affettata Lauretta della De Los Angeles è quanto mai stridente. Parti di fianco molto efficaci ed affiatate - solo talvolta inclini ad eccedere nei vezzi comici che si usavano all’epoca - dove spiccano nomi quali quelli di Anna Maria Canali come Zita e Paolo Montarsolo come Simone, tutti esaltati da una registrazione che mette (troppo) in primo piano le voci.
 

 

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1961 (studio)
 

 

Gianni Schicchi - Fernando Corena
Lauretta - Renata Tebaldi
Zita - Lucia Danieli
Rinuccio - Agostino Lazzari
Gherardo - Renato Ercolani
Nella - Dora Carral
Betto - Giovanni Foiani
Simone - Paolo Washington
Marco - Silvio Maionica
La Ciesca - Mitì Truccato-Pace
Spinelloccio - Giuseppe Morresi
Amantio - Giuseppe Morresi
Pinellino - Angelo Mercuriali
Guccio - Mario Frosini

 

Direttore: Lamberto Gardelli
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
 

LP: DECCA

CD: DECCA


Edizione deludente nel suo complesso. L’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino suona benissimo, ben diretta da Gardelli, poco fantasioso, ma solido ed efficace. La registrazione è brillante, ma sbilanciata nel rapporto voci-orchestra a favore di quest’ultima, oltre che un po’ riverberante. Agostino Lazzari, irriconoscibile dopo solo tre anni, è uno dei peggiori Rinuccio della discografia, sempre forzato e in costante difficoltà appena la tessitura sale. I comprimari, tutti italiani, offrono rendimenti alterni. La Tebaldi è una Lauretta sovrabbondante di peso vocale, dal timbro sempre strepitosamente bello, ma un po’ maturo; ammaliante, ma non del tutto adatto a Lauretta. Anche se questo "Trittico" fu registrato in un periodo di forma vocale precaria del soprano, gli acuti non proibitivi della parte sono solo leggermente fissi. L’esecuzione di “O mio babbino caro” è comunque di assoluto riferimento.
Ad affossare questa edizione è Fernando Corena, un protagonista dal canto incerto e dal fraseggio artefatto e pesante, fin dalle prime battute. Si può accentare tutto come fa Gobbi ed essere interessante in ogni parola, oppure accentare tutto come fa Corena, apparendo falso e noioso; questo Schicchi, giunto al momento del travestimento, dovendo ulteriormente caricare gli accenti, giunge a livelli di "caccole", birignao, parlato e artefazioni che per il mio gusto suonano insopportabili.
 

 

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1976 (studio)

 

 

Gianni Schicchi - Tito Gobbi
Lauretta - Ileana Cotrubas
Zita - Anna Di Stasio
Rinuccio - Placido Domingo
Gherardo - Florindo Andreolli
Nella - Scilly Fortunato
Betto - Alfredo Mariotti
Simone - Giancarlo Luccardi
Marco - Carlo Del Bosco
La Ciesca - Stefania Malagù
Spinelloccio - Leo Pudis
Amantio - Guido Mazzini
Pinellino - Nicola Troisi
Guccio - Bruno Grella

 

Direttore: Lorin Maazel

London Symphony Orchestra

 

LP: CBS
CD: CBS

L’edizione CBS (ora fuori catalogo ed in attesa - forse - di ristampa dalla Sony, disponibile, però, in un megabox a prezzo stracciato con l’integrale delle opere di Puccini) fu stampata in compact disc all’interno di un magnifico cofanetto extralusso e proponeva un cd assurdamente diviso in due sole track: dall’inizio fino a “O mio babbino caro”, esclusa; dalla suddetta aria, fino alla fine. Questo ‘Schicchi’ faceva parte di un ‘Trittico’ completo che la CBS realizzò con molte ambizioni, non del tutto riuscite. La direzione di Maazel, alla guida della London Symphony Orchestra è di altissimo livello musicale, riuscendo a cogliere e a consegnare all’ascoltatore ogni più piccolo particolare della partitura, centellinato e messo in cornice dalla bacchetta di questo grande direttore, il quale però non riesce ad evitare, come spesso gli accadeva, una pesantezza e una seriosità di fondo che nuoce alla teatralità di un’opera come lo ‘Schicchi’.
Domingo incide uno degli innumerevoli ruoli della sua carriera. Un inutile cimento: come ampiamente prevedibile, la tessitura di Rinuccio non gli si addice e lo mette in difficoltà in tutte le non facili salite all’acuto, in cui il suono si allarga o va nel naso. L’accento, poi, è quello di Cavaradossi. La Cotrubas è una Lauretta gradevole e un po’ smunta. Gobbi sarebbe in disarmo vocale, con timbro ulteriormente rinsecchito e schiarito; ma la linea di canto è sufficientemente integra per reggere un accento ancora esemplare. Di nuovo un protagonista demoniaco, dalla personalità unica e per certi versi ancora più interessante che con Santini. Davvero notevoli, forse le migliori in assoluto (con quelle dell’edizione Decca di Bartoletti), tutte le parti di fianco.

 

 

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1979 (18.09.1979 live in Scheveningen - Nederland)

 

 

Gianni Schicchi - Renato Capecchi
Lauretta - Angela Bello
Zita - Brown Débria
Rinuccio - Douglas F. Ahlstedt
Gherardo - Nico Boer
Nella - Mary Willems
Betto - Lieuwe Visser
Simone - Pieter van den Berg
Marco - Meinard Kraak
La Ciesca - Inge Frölich
Spinelloccio - Tom Haenen
Amantio - Arthur Schildmeijer
Pivellino - Lodewijk Meeuwsen
Guccio - Paul Bindels
 

Direttore: Hans Vonk
Orchestra Filarmonica di Rotterdam

 

CD: BELLA VOCE


Pubblicato solo di recente, da una delle ormai purtroppo sempre più rare etichette specializzate in registrazioni pirata, è questo uno dei rari “Schicchi” disponibili sul mercato, derivanti da un recita dal vivo. Questa esecuzione serve alla casa discografica per completare - con discutibile operazione editoriale - un cofanetto di un Trittico completo, laddove le esecuzioni di “Tabarro” e “Suor Angelica” derivano da un Trittico ‘monco’, andato in scena a Vienna nel ’79. Lo “Schicchi” ha in comune con tali esecuzioni soltanto l’anno di esecuzione, riproducendo una recita allestita in una cittadina olandese, con i complessi di Rotterdam. Il registro comico dell’esecuzione è tenuto sempre a livelli sostenuti, con esagerazioni che in studio non sarebbero state tollerate. Capecchi era in là con gli anni e si sente. Il resto si assesta su una mediocre routine di una recita decentrata, se non fosse per la Zita di tale Débria Brown, che in ogni suo intervento inventa ‘cose’ talmente agghiaccianti (o divertenti, a seconda dei punti di vista) che occorre ascoltarle più volte per poterci credere.
 

 

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1982 (studio)

 

 

Gianni Schicchi - György Melis
Lauretta - Magda Kalmár
Zita - Zsuzsa Barlay
Rinuccio - Dénes Gulyás
Gherardo - Péter Korcsmáros
Nella - Zsuzsa Misura
Betto - Sándor Széki
Simone - József Gregor
Marco - Miklós Mersei
La Ciesca - Klári Jász
Spinelloccio - Sándor Palcsó
Amantio - István Gáti
Pinellino - András Rajna
Guccio - János Tóth

 

Direttore: János Ferencsik

Orchestra dell’Opera di Stato Ungherese

 

LP: HUNGAROTON

CD: HUNGAROTON

Nell’epoca della ‘cortina di ferro’ ogni paese dell’est europeo aveva orchestre di stato ed etichette di stato, per lo più totalmente autarchiche nell’incidere dischi, destinati prevalentemente al mercato interno. Autarchico al 100% è anche questo ‘Gianni Schicchi’, ungherese dal protagonista all’ultimo dei comprimari. L’edizione, pur non ponendosi ai vertici della discografia, non è da sottovalutare. Si percepisce un intenso ed ammirevole lavoro preparatorio sulla pronuncia italiana da parte di tutti gli interpreti, che oltre tutto non cantano affatto male, ma è chiaro come questa della Hungaroton, confrontata ad altre edizioni (e segnatamente con quelle in cui tutti gli interpreti minori sono italiani), dimostri una certa mancanza di idiomaticità e di totale padronanza del fraseggio. Notevole è il suono sprigionato dall’Orchestra di Stato Ungherese, ben diretta da Jànos Ferencsik, che offre una direzione varia e quanto mai interessante nel non assomigliare a nessun altra, alternando accelerazioni a rallentamenti, stimolanti musicalmente, ma che perdono per strada in più occasioni il passo teatrale. Non è un’opera solo comica lo ‘Schicchi’, costituendo invece una commedia quanto mai amara: è però pericoloso ricercare troppi accenti ‘noir’, pena perdere il senso di ironia. Mi pare che ciò accada più volte in questa direzione, che sprigiona spesso tinte scure e un po’ rabbrividenti, ma che sicuramente vale la pena di conoscere.
Gyorgy Melis è un protagonista dal timbro molto chiaro, dall’accento per lo più giusto, ma dalla personalità interpretativa non paragonabile ai mostri sacri che hanno rivestito il ruolo; questo Schicchi pacioccone pare l’antitesi del satanasso disegnato da Gobbi. Dénes Gulyàs si disimpegna discretamente nel ruolo di Rinuccio, con voce fresca, di colore gradevole e musicalmente educata, un po’ tirata su qualche acuto. Molto brava, invece, Magda Kalmar, dal timbro un po’ disuguale e leggermente più scuro di quanto siamo abituati ad ascoltare per Lauretta. Disperante è lo stampaggio del cd in una track unica.

 

 

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1983 (11.02.1983 live, Milano)

 

 

Gianni Schicchi - Juan Pons
Lauretta - Cecilia Gasdia
Zita - Eleonora Jankovic
Rinuccio - Jury Marusin
Gherardo - Ferrero Poggi
Nella - Anna Baldasserini
Betto - Franco Boscolo
Simone - Mario Luperi
Marco - Giorgio Tadeo
La Ciesca - Nella Verri
Spinelloccio - Claudio Giombi
Amantio - Virgilio Carbonari
Pivellino - Pio Bonfanti
Guccio - Ruggero Altavilla
 

Direttore: Gianandrea Gavazzeni

Orchestra del Teatro alla Scala di Milano

 

DVD: KULTUR

 


L’uscita del DVD di Glyndebourne ha fatto ulteriormente invecchiare questa edizione, già carente di suo e che aveva il suo pregio principale nel far parte dell’unico Trittico completo disponibile (fino a poco tempo fa) in video, peraltro concentrato in un unico DVD. La scarsa qualità della ripresa nuoce ulteriormente ad uno spettacolo che ha poco di memorabile. L’ambientazione è quella ipertradizionale (oggi sembra una trovata bizzarra…) di un appartamento posto in un palazzone signorile tardo-medievale, con costumi dell’epoca. La regia di Sylvano Bussotti è abbastanza sciatta e convenzionale; nulla di riprovevole, ma nemmeno un’idea davvero divertente o interessante, a meno di considerare tale lo sgradevole ingresso nel finale d’opera di Pons con maschera orrida da demone. I parenti di Buoso sono corretti e nulla più, al pari della direzione di Gavazzeni, che in qualche momento diventa pesante e addirittura non va a tempo con i cantanti. In un’opera basata in gran parte sul ritmo, tutto ciò si traduce presto in sbadigli.
Pons ha tanta voce e la usa discretamente, ma il suo vero personaggio del ‘Trittico’ è Michele del Tabarro. Uno Schicchi professionale e niente di più. Meglio la Gasdia, gradevole Lauretta. Imbarazzante il Rinuccio di Yury Marusin, tenoretto russo capitato non si sa come alla Scala, conciato dal regista con un abitino e un caschetto in testa da fare invidia a certi vecchi filmati comici di Benny Hill; avrebbe timbro gradevole, ma canta in maniera a tratti rabbrividente, strappando a Del Monte la palma del peggior Rinuccio documentato.
 

 

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1987 (studio)

 

 

Gianni Schicchi - Rolando Panerai
Lauretta - Helen Donath
Zita - Vera Baniewicz
Rinuccio - Peter Seiffert
Gherardo - Tullio Pane
Nella - Valerie Errante
Betto - Gerhard Auer
Simone - Franco Federici
Marco - Robert Riener
La Ciesca - Mechthild Georg
Spinelloccio - Walter Zeh
Amantio - Raimund Grumbach
Pivellino - Marcel Rosca
Guccio - Axel Wagner

 

Direttore: Giuseppe Patané
Orchestra München R.O.

 

LP: EURODISC

CD: RCA

L’edizione nata Eurodisc e poi ristampata in cd dalla RCA è tra le più gradevoli nel suo complesso, innanzi di tutto per la direzione di Giuseppe Patané, il quale, senza cercare soluzioni sofisticate, coglie ottimamente tutti i variegati toni della partitura, vista non come un semplice intermezzo comico con spunti sentimental-melodici, ma qualcosa di assai più complesso: un’opera moderna, dall’orchestrazione geniale, in cui tutti ruoli sono fondamentali per comporre un complesso mosaico di caratteri. Panerai è un protagonista assai ‘idiomatico’, autentico toscano dalla voce di bel timbro, musicalità mai stata eccezionale e, nell’87, ormai messa a dura prova dalla lunga carriera alle spalle. Si percepisce come il personaggio sia conosciuto alla perfezione da parte di chi ancora oggi, passati gli 80, continua ad impersonarlo. La Donath è una Lauretta gradevole, mentre Peter Seiffert, ad onta di una pronuncia perfettibile, presta a Rinuccio una vocalità molto solida e un fraseggio raffinato. Le cosiddette parti di fianco, divise quasi equamente tra tedeschi ed italiani, sono affiatate ed apprezzabili.


 

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1991 (Studio)

 

 

Gianni Schicchi - Leo Nucci
Lauretta - Mirella Freni
Zita - Ewa Podles
Rinuccio - Roberto Alagna
Gherardo - Riccardo Cassinelli
Nella - Barbara Frittoli
Betto - Giorgio Giorgetti
Simone - Enrico Fissore
Marco - Orazio Mori
La Ciesca - Nicoletta Curiel
Spinelloccio - Colin Cue (pseudonimo di Leo Nucci, ricavato da anagramma)
Amantio - Alfredo Mariotti
Pinellino - Dalibor Jenis
Guccio - Danilo Serraiocco

 

Direttore: Bruno Bartoletti
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

 

CD: DECCA

Eseguire lo “Schicchi” per l’Orchestra del Maggio equivale a suonare la “Salome” per i Wiener. Ecco quindi che l’orchestra fiorentina torna ad affrontare l’opera offrendo il proprio suono caldo e coinvolgente, in un’accuratissima incisione che si pone ai vertici della discografia. Bartoletti, giovandosi di una registrazione tecnicamente esemplare, è tra i migliori direttori che abbiano mai diretto lo “Schicchi”, trovando l’equilibrio ideale tra magistero musicale e ironia interpretativa; il tutto viene esaltato dall’eccellente incisione. Molto brava la Freni, dal timbro ancora giovanile, nonostante la lunga carriera alle spalle, che si percepisce solo da qualche leggera oscillazione e da un filo di cautela nell’aggredire gli acuti. Altrettanto bravo Alagna, corretto, musicale e vario; il Rinuccio che personalmente preferisco. Eccellente Nucci; in uno dei suoi ruoli favoriti, riesce nell’impresa che sembrava tanto ardua: unire ad un’interpretazione coinvolgente e abbastanza personale, un gusto sopraffino ed un canto ineccepibile; probabilmente, dal punto di vista del puro canto, è il migliore Schicchi documentato. Ottime tutte le parti di fianco (su tutte la Nella della Frittoli) con le curiosità costituite dal vocione scuro di una virtuosa belcantista come Ewa Podles nei panni della Zita e di Nucci che si ‘duplica’, firmandosi con uno pseudonimo anglosassone, impersonando anche Maestro Spinelloccio.


 

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1997 (studio)

 

 

Gianni Schicchi - José van Dam
Lauretta - Angela Gheorghiu
Zita - Felicity Palmer
Rinuccio - Roberto Alagna
Gherardo - Paolo Barbacini
Nella - Patrizia Ciofi
Betto - Carlos Chausson
Simone - Luigi Roni
Marco - Roberto Scaltriti
La Ciesca - Elena Zilio
Spinelloccio - Enrico Fissore
Amantio - Enrico Fissore
Pinellino - Simon Preece
Guccio - Noel Mann

 

Direttore: Antonio Pappano
London Symphony Orchestra

 

CD: EMI


L’ultimo trittico-kolossal messo in cantiere dalla EMI offre nella bacchetta di Pappano una delle migliori prove direttoriali della discografia. La registrazione eccellente esalta i colori dell’orchestra di Pappano, che propone un’ottica interpretativa simile a quella di Bartoletti, con una qualche maggiore variazione dinamica. Da eccelso pucciniano, il direttore rende bellissimi i brevi, ma numerosi involi melodici della partitura. Alagna replica la prova offerta con Bartoletti, con un timbro divenuto leggermente più scuro. La voce della Gheorghiu manca di naturale dolcezza, compensata da un’esecuzione costruita su languori e pianissimi un po’ manierati. E’ ammirevole, tuttavia il controllo del fiato e nel finale dell’opera la voce della Gheorghiu svetta sicura in acuto, più di qualsiasi altra interprete. Van Dam sulla carta costituiva una scommessa, che tuttavia appare vinta, in virtù di un notevole magistero artistico. Questo Schicchi straniero convince, sia dal punto di vista vocale, che da quello interpretativo. Il suo non essere italiano si tradisce con lo sfondone (stranamente non colto dal record producer) con cui Van Dam travestito da Buoso afferma “il testimone avrei voluto scriverlo con la scrittura mia” sostituendo la parola “testimone” a “testamento”, con ciò rendendo la frase incomprensibile.
Sontuoso il contorno delle fondamentali parti di fianco, con il veterano Luigi Roni come Simone, Patrizia Ciofi (nientemeno) come Nella ed Elena Zilio come Ciesca. La Zita di Felicity Palmer si apprezza molto di più vedendola sulla scena, ma anche nel solo ascolto si coglie l’abilità di questo contralto nell’utilizzare a fini espressivi questa voce ormai asprigna.

 

 

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2002 (Studio)

 

 

Gianni Schicchi - Alberto Rinaldi
Lauretta - Tatiana Lisnic
Zita - Mabel Perelstein
Rinuccio - Stefano Secco
Gherardo - Gerardo Lopez
Nella - Sara Galli
Betto - José A. Garcia Quijada
Simone - Felipe Bou
Marco - Celestino Varala
La Ciesca - Claudia Marchi
Spinelloccio - Carlos Ruiz
Amantio - Javier Zorilla
Pinellino - Antonio Torres
Guccio - Antonio Torres

 

Direttore: Alexander Rahbari
Orchestra Filarmonica di Malaga

 

CD: NAXOS



E’ un’edizione assai più che dignitosa e realizzata con cura dalla Naxos. Rinaldi è un protagonista di voce di bel timbro, molto corretto, dal fraseggio vario e di una certa eleganza, pur senza sfoggiare una personalità paragonabile a quella degli interpreti di riferimento. E’ molto interessante il Rinuccio di Stefano Secco, che canta con gusto e molta sicurezza e che reputo uno dei migliori della discografia. Buona l’orchestra di Malaga; direzione di Rahbari molto attenta nella ricerca di colori, ma a volte un po’ slentata, come nell’”O mio babbino caro”, tenuto su un tempo letargico e non ravvivato dalla pur brava Lauretta di Tatiana Lisnic. Apprezzabili tutti gli interpreti delle parti di fianco.

 


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2004 (live, Glyndebourne)

 

 

Gianni Schicchi - Alessandro Corbelli
Lauretta - Sally Matthews
Zita - Felicity Palmer
Rinuccio - Massimo Giordano
Gherardo - Adrian Thompson
Nella - Olga Shalaewa
Betto - Maxim Mikhailov
Simone - Luigi Roni
Marco - Riccardo Novaro
La Ciesca - Marie McLaughlin
Spinelloccio - Viacheslav Voynarovskiy
Amantio - Richard Mosley-Evans
Pinellino - James Gower
Guccio - Robert Davies

 

Direttore: Vladimir Jurovski

London Philarmonic Orchestra

 

DVD: OPUS ARTE

Ecco un’edizione che mi sento di consigliare vivamente. La regista Annabel Arden è un’affermata attrice di prosa, che nell’occasione ha creato uno spettacolo sensazionale, a mio avviso una delle riuscite maggiori del teatro d’opera filmato degli ultimi dieci anni. Trasposto in un’epoca assai più vicina ai giorni nostri di quanto preveda il libretto (più o meno in atmosfera ‘belle-epoque’ ed in un interno che di fiorentino non ha nulla), questo Schicchi regge benissimo gli spostamenti di tempo e luogo e si avvale di un lavoro certosino sulla recitazione, di un livello quale solo gli inglesi sono capaci di raggiungere. Tutti i cantanti si muovono ed interpretano in maniera perfetta, con la mimica del corpo e dei volti curati secondo per secondo (si vedano le controscene degli interpreti che stanno, di volta in volta, in silenzio), ma con una apparente naturalezza che dà l’idea di una compagnia teatrale affiatata, che gira con lo stesso spettacolo da anni e che continua a divertirsi un sacco. Culmine di tutto ciò sono il protagonista e il contralto Felicity Palmer, strepitosa nel ruolo della gretta signora-bene fiorentina di inizio ‘900, tanto da sembrare toscana di nascita; una Zita interpretata in maniera magistrale e cantata accettabilmente; poco importa se la pronuncia è molto ‘british’ e la voce, mai stata straordinaria, è ormai usurata, scomposta in un numero imprecisato di colori e a disagio negli scarti verso l’acuto. La regia televisiva indugia in primi piani sulla Palmer, una Zita recitata come riuscirebbe alla migliore Maggie Smith e che diventa - a ragione - la vera coprotagonista dell’opera.
Jurovsky offre una prova eccellente, con una direzione precisa e briosa, dal passo incalzante, che si fonde a meraviglia con l’impostazione registica.
Alessandro Corbelli è sicuramente uno dei migliori Schicchi di cui si abbia traccia sonora (e visiva) e il mio preferito in assoluto; capace di raccogliere il meglio di tutti i grandi che lo hanno preceduto, dotato di una personalità interpretativa in nulla inferiore a quella (pur così diversa nell’impostazione) di Gobbi, ma presentata con un’ottica che guarda più al gusto moderno di Nucci. Di quest’ultimo Corbelli condivide la correttezza musicale e il gusto sopraffino con cui viene reso il personaggio, ma lo sopravanza come varietà di accento. Il personaggio di Corbelli è straordinario sin dai primi secondi in cui entra in scena, tosto, furbissimo e burbero paesanotto, che la sa più lunga di tutti i cittadini che lo circondano. Un capolavoro.
Il resto del cast canta bene o almeno discretamente, con il solito Roni come Simone, anche se il medico bolognese ha l’accento russo e la Lauretta di Sally Matthews è solo genericamente gradevole e di pronuncia albionica. Massimo Giordano invece trova in Rinuccio il suo personaggio d’elezione, ha il fisico del ruolo e voce di bel colore argentino, padroneggia la tessitura con solo occasionali difficoltà nel settore acuto.
Altissima definizione audio e video e contenuti speciali completano un prodotto di eccellente qualità.


 

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2007 (Live, 8.2.2007 Modena)
 

 

Gianni Schicchi - Alberto Mastromarino
Lauretta - Amarilli Nizza
Zita - Annamaria Chiuri
Rinuccio - Andrea Giovannini
Gherardo - Alessandro Cosentino
Nella - Tiziana Tramonti
Betto - Maurizio Lo Piccolo
Simone - Alessandro Spina
Marco - Mirko Quadrello
La Ciesca - Katarina Nikolic
Spinelloccio - Gian Luca Ricci
Amantio - Alessandro Busi
Pivellino - Romano Franci
Guccio - Antonio Manosperti

 

Direttore: Julian Reynolds

Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini

 

DVD: TDK

 

C’era bisogno di una nuova edizione video del trittico completo. La TDK ha ripreso la produzione andata in scena in numerosi teatri di tradizione italiani, con la riuscita regia di Cristina Pezzoli, che concepisce uno Schicchi di gusto moderno, ma un po’ tetro, con costumi di epoche varie, incorniciati in un ambiente scarno, di un tardo medioevo molto stilizzato. I personaggi risolti in chiave ‘fumettistica’, tendono al grottesco, con l’originale eccezione del protagonista, vestito in un sobrio abito con panciotto. Soprattutto i due giovani amanti hanno ricevuto un trattamento drastico dalla regista, che li caratterizza con una buona dose di ironia: Rinuccio sembra uscito dalle strisce del Signor Bonaventura, mentre - seppure impersonata dalla bella Amarilli Nizza - Lauretta, con un abitone da bimba scema e improbabili capelli lisci lunghi, neri corvini (stile Cher), si trasforma in una racchia.
La parte musicale è di discreto livello. Come per Pons, anche per Alberto Mastromarino il vero personaggio del Trittico è Michele del ‘Tabarro’. Qui esibisce un buon mestiere, mezzi notevoli, musicalità incerta. La Nizza va lodata per avere accettato il duro cimento di affrontare in teatro tutti i ruoli femminili del ‘Trittico’. Della sua Lauretta si apprezzano il timbro discreto, un canto abbastanza sicuro, bellissime smorzature. Piuttosto bravi ed affiatati anche tutti gli altri, compreso il giovane tenore Andrea Giovannini, buon Rinuccio. La direzione di Reynolds non è tra le migliori della discografia: alquanto piatta e a volte troppo lenta. La stessa orchestra ‘Toscanini’ non suona al suo meglio.

 

 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


bozzetto originale per
costume Gianni Schicchi (1918)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Tito Gobbi (Gianni Schicchi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Alessandro Corbelli
(Gianni Schicchi)

regia di Jack O'Brien
dir. James Levine
 Met New York 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Sally Matthews
(Lauretta)

dir.
Vladimir Jurovski
 Glyndebourne 2004
(video da catalogo Naxos)

 

 

 

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