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Gabriella Tucci - soprano
(Roma, 1929)

La recensione di OperaClick

Note biografiche



 


























Debuttò nel 1951 a Spoleto in Forza del Destino, con Beniamino Gigli essendosi classificata prima assoluta nel concorso per voci nuove. Dopo il necessario ed utile tirocinio in provincia, dal 1959 il soprano romano cominciò a calcare le scene dei più grandi teatri del mondo (Opera di Roma, Scala, Arena di Verona, Bologna, Firenze, Massimo di Palermo, Massimo Bellini di Catania, Metropolitan, Covent Garden, Vienna ecc.) conseguendo sempre grandissimi successi. 

Il suo repertorio, spaziante dal seicento al novecento, conta oltre 80 ruoli di cui ben 13 verdiani (Il Corsaro Luisa Miller, Rigoletto, Trovatore, Traviata, Simon Boccanegra, Ballo in maschera, Forza del Destino, Don Carlo, Aida, Otello, Falstaff, Requiem) primato forse mai eguagliato da nessun altro soprano. 

Per ben 13 stagioni consecutive fu la stella del Metropolitan ove realizzò ben 250 rappresentazioni ( seconda artista italiana, dopo Caruso, come numero di recite). Suoi partner furono i più celebrati cantanti (Del Monaco, Corelli; Bergonzi, Tucker, Bastianini, Cappuccilli, Protti, Cossotto ecc) con la guida delle bacchette più illustri ( Gavazzeni, Capuana, Von Karajan, Cleva, Abbado, Levine , Szell, Solti, ecc).

Caratteristiche fondamentali di Gabriella Tucci furono una perfetta dizione, e un colore di voce assolutamente unico per bellezza e per una dolcezza tipicamente femminile, ma in grado, quando l'autore lo richiedeva, di esprimere grande fierezza , nobiltà e perfino aggressività. Se a questo si aggiunge una tecnica agguerritissima, agilità fluide e ben articolate ed una ragguardevole estensione (il soprano romano toccava agevolmente il mi bemolle sovracuto) si comprende molto bene il motivo per cui l'OXFORD DICTONARY OF OPERA la definisce interprete di riferimento del repertorio verdiano, pucciniano e non solo.

Cantante quindi giustamente da collocare fra le più importanti della sua epoca che seppe dare a tutti i personaggi interpretati una verità vocale e drammatica di storica rilevanza. 

Si ascolti, per una chiara immediata esemplificazione, l'edizione live de Il Trovatore che la SCALA portò a Mosca con Bergonzi diretto da Gavazzeni. 

Solo pochissime Leonore riuscirono ad essere così intense, nostalgiche, amorose e sofferte. Nel canto della Tucci (si ascolti l'aria "D'amor sull'ali rosee" disponibile a piede della biografia) traspare una così forte trepidazione unita ad una dolcissima espansione amorosa evidenziata da tali eterei pianissimi da dare a questa Leonora i tratti della più avvolgente e coinvolgente femminilità. 

Nel successivo "Miserere" il canto della protagonista del dramma assume immediatamente le caratteristiche del più autentico stile verdiano: incisività, colore, scavo della parola.

Questa verità stilistico-interpretativa è comunque riscontrabile in tutte le interpretazioni di cui abbiamo conoscenza: nei vaneggiamenti di Elvira (I Puritani), nei tormenti di Butterffly, nei dubbi di Aida, nelle angosce di Violetta ed altri diversi personaggi.

Appunto per queste caratteristiche è possibile affermare che le prestazioni di Gabriella Tucci sono state di notevole modernità per l'accurata preparazione scenica favorita dalla sua notevole bellezza fisica, per la scelta dei costumi e per una totale aderenza alle sue eroine. 

In altre parole questa cantante non interpretava, ERA di volta in volta Maddalena piuttosto che Didon piuttosto che Gilda o Elisabetta di Valois e così via per tutti i suoi personaggi.

Vocalista di grande pregio ma anche travolgente attrice, le si può forse rimproverare unicamente d'aver trascurato parzialmente Donizetti e Bellini. 

D'altronde tutti i personaggi da lei portati in palcoscenico sono il frutto di un'intima convinzione (prima d'ogni cosa), della sua sensibilità creativa così come, con grande senso di responsabilità e di onestà nei confronti del pubblico, della conveniente adattabilità alla sua vocalità. 

Del resto in tutti i personaggi da Lei affrontati di cui ci restano le registrazioni (quasi tutte dal vivo) ci si rende conto di una immedesimazione vocale ed interpretativa veramente con pochi possibili confronti non solo per l'interpretazione eccellente, ma anche per un modulo di canto di grande nobiltà ed ispirazione.. 

In oltre trentacinque anni di carriera, tuttora gloriosamente attiva come attestano le ottime performances da Lei effettuate in USA, GIAPPONE, E RUSSIA, anche come regista (ha già debuttato La Signora delle Camelie di Dumas figlio e si accinge a mettere in scena la Madama Butterfly di David Belasco), ha lasciato un’eredità straordinaria alle giovani generazioni in ordine all’amore per l‘opera, a un metodo di lavoro che accoppia l’estro alla professionalità ed all’umiltà necessaria per la consapevolezza di essere stati chiamati ad assolvere la missione propria dell”umile ancella” nei confronti del “genio creator”.

Gabriella Tucci lo ha fatto, con amore, slancio, sacrificio e dedizione portando la grande melodia italiana ai pubblici di tutto il mondo.


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Brani audio


G. Bizet - Carmen - "Io dico no, non son paurosa"

direttore N. Verchi - Tokyo, Live 1958


G. Verdi - Il Trovatore - "D'amor sull'ali rosee"

direttore G. Gavazzeni - Mosca, Live  15 settembre 1964

 



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