Carlo Tagliabue (1898-1978) -  Baritono

 

 Note biografiche

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Rigoletto

 

 

 

 

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Tagliabue insegna

"E' la solita storia del pastoreÖ"; al primo momento non ci credevo, ma continuando l'ascolto ho dovuto arrendermi: era Carlo Tagliabue, il grande baritono, che stava cantando - in tono e in piena voce - il Lamento di Federico! Parlo di una registrazione (una lezione di canto), ma il nipote di Tagliabue mi dice che il suo grande zio si dilettava ogni tanto a "giocare a fare il tenore"; in particolare ricorda un "Amor ti vieta" a quasi settant'anni di etŗÖ 

Questo dice giŗ qualcosa su un artista che Ť stato un cantante a tutto tondo, al di lŗ di ogni etichettatura. Certo, classificarlo tenore Ť chiaramente un'esagerazione, ma sicuramente Tagliabue Ť stato un cantante eclettico. Tesi forse controcorrente, ma vedremo poi il perchť. Andiamo per ora con ordine. 

Carlo Pietro Tagliabue nasce il 13 gennaio 1898 a Mariano Comense, e ben presto si trasferisce con la famiglia a Milano, dove il padre aveva trovato lavoro presso la Pirelli. Lž Carlo si divide tra la passione per la bicicletta (sognava di diventare ciclista, e a detta degli esperti la stoffa c'era) e la passione per il canto (anche se dai cori di voci bianche era sempre emarginatoÖ). Frequenta intanto la Civica Scuola di Musica di Milano, finchť viene chiamato alle armi per la Prima Guerra Mondiale (ove viene nominato sergente "per meriti di canto"). 

Rientrato dalla Guerra trova lavoro come impiegato, ma alla sera non rinuncia a cantare, sia nei ritrovi che assoldato per serenate. E in una di queste, viene sentito dal Mį Macchi, critico della Casa Sonzogno, che lo convince a studiare. Comincia cosž le lezioni da Leopoldo Gennai e da Guidotti, e dopo poco piý di un anno debutta in una serie di concerti a Chiasso, Chiesa Valmalenco, e altre localitŗ del genere. 

Nel 1922 il debutto in teatro; chiamato a sostituire il baritono che aveva dato forfait, debutta nell'Aida al Gaffurio di Lodi. Va cosž bene che viene confermato per ventidue repliche, poi per Loreley. Subito dopo Ť a Carpi, Palermo, Firenze, Catania, Bergamo, Genova e Ferrara. Poi parte per una lunga tournee in SudAmerica (un tour de force di Rigoletti, Pagliacci, Trovatori, Ö). Giŗ dall'inizio il repertorio si disegna tra Verdi e Wagner, dando da subito l'idea di un cantante che - e lo vedremo - per quanto verdiano a tutti gli effetti (uno degli ultimi, forse) risulta molto eclettico. 

Proprio gli impegni contrattuali in SudAmerica impediscono a Tagliabue il debutto alla Scala nel 1928, richiesto da Toscanini per la parte di Valentino nel Faust (altre due volte Tagliabue dovette dire No a Toscanini, sempre per impedimenti contrattuali, una volta per Falstaff - la parte di Ford - a Salisburgo, l'altra per Forza del Destino alla Scala). 

Poco male, perchť nella sala del Piermarini Tagliabue entra nel 1930 con la Loreley. E rimarrŗ quasi stabilmente alla Scala per 26 stagioni (l'addio nel 1956, come Germont accanto alla Callas), cantandovi piý di quaranta opere. Intanto, pian piano conquista tutti i palcoscenici d'Italia (compreso il Regio di Parma). E ancora tournee all'estero: SudAmerica, Portogallo, Inghilterra. In una di queste tournee sposa la prima ballerina della compagnia, la bellissima Ginevra Pratolongo: sarŗ il sostegno e il conforto di Tagliabue per tanti anni (fino a che Ginevra muore, negli anni '50, e per Tagliabue sarŗ un colpo che lo farŗ dubitare sul prosieguo della carriera). Nel 1937 Ť la volta del Metropolitan, ove Tagliabue tornerŗ per 3 stagioni. 

Nel Secondo Conflitto Mondiale Tagliabue rientra in Patria, diradando un poco gli impegni; all'inizio degli anni '50 comincia la "seconda carriera" di Tagliabue; si ritrovÚ - non piý giovanissimo - con la voce ancora intatta, e questo gli permise di cantare in definitiva con la nuova generazione di cantanti (se prima della guerra cantava con Pasero e la Caniglia, ora canta con la Callas e Di Stefano). 

La Scala comincia a metterlo un po' da parte, ma diviene il beniamino (assieme alla Tebaldi) del San Carlo, dove tornerŗ fino al 1958. Nel 1962 dŗ l'addio alle scene, a Forlž, con Pagliacci accanto a Gianni Poggi. Ancora per qualche anno terrŗ sporadici concerti (l'ultimo nel 1968 a Radio Juventud De Espana, a Madrid). 

Ma l'attivitŗ prediletta degli ultimi anni fu l'insegnamento, o meglio i "consigli ai cantanti". Era infatti - nel suo appartamento di via Milano a Monza - un via vai di giovani aspiranti cantanti e di professionisti affermati alla ricerca del segreto del belcanto, del respiro (la vera perla del canto "tagliabuesco", segreto che gli ha permesso di cantare per quarantenni senza compromessi e senza scorciatoie), dei filati, Ö Nomi come Di Sterno, Guelfi, Sordello, Ö, e giovani come Schiavi, testa, Ferrario, Giombi, Ö erano di casa da Tagliabue. 

Questo perchť Tagliabue Ť stato uno degli ultimi depositari dei segreti della vecchia scuola di canto; come ha scritto Lauri Volpi ("Voci Parallele") "Tagliabue Ť l'unico superstite di una scuola che sa come in Rigoletto, in Ballo in maschera, Trovatore, Traviata va cantato, misurato, respirato musicalmente un brano melodrammatico, secondo il magistero della grande arte". Altrove Celletti ha scritto ("Grandi Voci"): "Dotato di voce timbrata, calda e pastosa, Tagliabue Ť stato (con M. Basiola) uno degli ultimissimi baritoni italiani in grado di affrontare il repertorio romantico senza temerne le elevate tessiture e senza lederne le esigenze stilistiche. CiÚ in virtý d'un eccellente metodo di fonazione, al quale vanno anche attribuite la ricchezza di colori e di sfumature, la morbidezza, la suggestiva mezzavoce che Tagliabue poteva sfoggiare" (lo stesso Tagliabue in un'intervista ebbe a dire: "Non Ť vero che avevo una voce da far tintinnare i lampadari - dice il maestro - quello era Titta Ruffo ; la mia specialitŗ, se cosž posso dire, erano i filati, le mezzevoci, i pianissimi, che poi era tutta questione di fiato"). Proprio questo gli ha permesso di diventare un interessante baritono verdiano, raffinato e nel contempo vigoroso. 

Ha scritto Gualerzi: "Ť impossibile individuare un altro baritono che, al pari di Tagliabue, sappia coniugare il dominio del canto legato, il gusto per la frase tornita e la capacitŗ di colorire mediante un gioco di piani e di forti, con l'omogeneitŗ della gamma e la facilitŗ negli acuti - qualitŗ tutte che fanno il cantante verdiano, con inevitabile riferimento al buon tempo antico". Parimenti, Tagliabue fu interessante anche come wagneriano. 

Un episodio su tutti: canta Tannahuser a Napoli (esiste il CD di quella serata), terminata la romanza O tu bell'astro incantator, il maestro Bohm posa la bacchetta e si mette ad applaudire assieme al pubblicoÖ 

Nel 1973 la malattia; per cinque anni Tagliabue Ť costretto a letto, circondato dal ricordo e dall'affetto di tanti appassionati (uno su tutti, la Corale Verdi di Parma che gli consegnÚ uno stendardo), e soprattutto dall'amore dei nipoti Carlo e Carlina. 

Tagliabue muore il 5 aprile del 1978.

 

Repertorio

Autore

Opera

Ruolo

Bellini Vincenzo

I Puritani

Sir Riccardo Forth

Berlioz Hector

L'infanzia di Cristo

Giuseppe

Bizet Georges

 

I pescatori di perle

Zurga

Carmen

Escamillo

Boito Arrigo

Nerone

Simon Mago

Brahms Johannes

Requiem Tedesco

 

Bucceri Gianni

Graziella

Giovanni

Catalani Alfredo

 

Loreley

Hermann

La Wally

Vincenzo Gellner

Catozzo Nino

I misteri gaudiosi

Giuseppe

Cicogna Giovanni

Baldo

Jacopo

Di Cagno Pasquale

Frida

 

Donizetti Gaetano

(La) Favorita

Alfonso XI  

Lucia di Lammermoor

Enrico Ashton  

Messa di Requiem

 

Giordano Umberto

Andrea Chenier

Carlo Gerard

Il Re

Re

Siberia

Gleby

Madame Sans-Gene

Napoleone

La cena delle beffe

Neri Chiaramantesi

Gomes Carlos Antonio

Il Guarany

Gonzales

Gounod Charles

Faust

Valentino 

Lattuada Felice 

Sandha

1į esecuzione

Leoncavallo Ruggero

Pagliacci

Tonio

Zazŗ

Cascart

Marinuzzi Gino

Palla de' Mozzi

protagonista 

Mascagni Pietro

Il piccolo Marat

Il soldato

Cavalleria rusticana

Alfio

Isabeau

Raimondo

L'amico Fritz

Rabbino David

Massenet Jules

Thais

Atanaele

Monleone Domenico

Il Mistero

 

Suona la ritirata

 

Montemezzi Italo

L'amore dei tre re

Manfredo

Perosi Lorenzo 

La risurrezione di Cristo

Cristo 

La trasfigurazione di Cristo

Cristo

MosŤ

MosŤ

Pietri Giuseppe 

Maristella

Don Taniello 

Pizzetti Ildebrando 

Lo Straniero

Scedeur - 1į esecuzione

Ponchielli Amilcare

Il figliuol prodigo

Amenofi

La Gioconda

Barnaba

Pizzetti Ildebrando 

Il Tabarro

Michele

La Boheme

Marcello

La Fanciulla del West

Jack Rance

Madama Butterfly

Sharpless

Manon Lescaut

Lescaut

Tosca

Scarpia

Respighi Ottorino

La Fiamma

Basilio - 1į esecuzione

Maria Egiziaca

Il pellegrino e Zosimo

Robbiani Igino 

Guido del popolo

Olivierotto

Rocca Ludovico 

In terra di leggenda

Re Kedar

Morte di Frine

Timocle - 1į esecuzione

Rossini Gioachino 

Il Barbiere di Siviglia

Figaro

MosŤ

Faraone

Saint-Saens Camille 

Sansone e Dalila

Sommo Sacerdote

Verdi Giuseppe 

Aida

Amonasro

Don Carlo

Rodrigo di Posa

Ernani

Don Carlo

Il Trovatore

Conte di Luna

I Vespri Siciliani

Guido di Monforte

La forza del destino

Don Carlo

La Traviata

Germont

Nabucco 

Nabucco

Otello 

Jago

Rigoletto

Rigoletto

Simon Boccanegra

Simone

Un ballo in maschera

Renato

Wagner Richard

Il crepuscolo degli dei

Gunther

Lohengrin

Federico di Telramondo

Tannhšuser

Wolfram

Tristano e Isotta

Kurvenaldo

Wolf Hugo 

El corregidor

Lukas

Zandonai Riccardo

Francesca da Rimini

Gianciotto

I cavalieri di Ekebý

Cristiano

 

Discografia

Opere complete: La forza del destino (2 edizioni), Il Trovatore, La Traviata, Cavalleria Rusticana, Francesca Da Rimini, La Favorita, Pagliacci, Cristoforo Colombo, Amico Fritz, Martha, I Vespri siciliani, Madame Sans Gene. 

Brani singoli: 38 incisioni live: Rigoletto, Tannhauser, La Traviata, Il Trovatore, Zazŗ 

VHS: Il Tabarro, La Traviata, Tosca

Bibliografia

Marchisio G. (cur.),  "Ricordando Carlo Tagliabue",  Assessorato alla Cultura, Comune di Mariano Comense, 1998 

Per approfondimenti, scambio di materiale, richiesta di copie del libro, scrivi a:  giomarchisio@libero.it.