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Tancredi Pasero  -  Basso
(Torino 11-1-1893  -  Milano 17-2-1983)

La recensione di OperaClick

Note biografiche




Dopo gli studi con Pessina, debuttò nel 1917 sul palcoscenico del Teatro Chiarella di Torino, nel ruolo del "Re" in Aida. 
L'anno successivo fu il Conte Rodolfo in Sonnambula presso il Teatro Eriteneo a Vicenza. 
Dal 1919 fu nei teatri di Modena, Bologna, Trieste e Roma. 
Nel 1922 debuttò nei grandi ruoli wagneriani a Trieste (Tannhäuser, Crepuscoli degli Dei); fu a Roma nel 1923 e oltre oceano nel 1924, più precisamente al Colon di Buenos Aires dove cantò sino al 1930; da ricordare il ruolo di Timur nella prima rappresentazione locale di Turandot. 
Dal 1926 al 1942, si esibì alla Scala debuttando il ruolo di Filippo II nel Don Carlos sotto la direzione d'Arturo Toscanini. 
Cantò in tutti i più grandi teatri del mondo, tra cui il Met dal 1929 al 1933 (dove partecipò alla 1° rappr.locale di Luisa Miller), il Covent Garden nel 1931 e l'Operà di Parigi nel 1935. 
Purtroppo come tutti i suoi contemporanei dovette subire il grosso handicap rappresentato dallo svolgimento della seconda guerra mondiale penalizzandogli la carriera proprio nel suo momento migliore. 
Tuttavia, dopo la guerra riprese in pieno l'attività artistica, cantando in Spagna, Portogallo, Francia e Italia. 
Fu una delle voci di basso più belle di tutti i tempi. La sua eccezionale estensione rafforzata da una pregevole tecnica, gli consentì di spaziare agevolmente dai ruoli di basso profondo (Sarastro) ai ruoli di basso-baritono (Escamillo). 
Cantò tutti i grandi ruoli per voce di basso scritti sia da Verdi che da Wagner ma cantò anche Mosè, Semiramide, Barbiere di Siviglia di Rossini, Poliuto di Donizetti, La Vestale di Spontini, Ugonotti di Meyerbeer, Il Franco Cacciatore di Weber, Boris Godunov di Musorgskij, Norma di Bellini, ecc. 
Partecipò ad importanti riprese d'opere antiche, da citare L'Incoronazione di Poppea (1937). 
Inoltre fu nei casts delle prime rappresentazioni assolute de Il Re di Giordano (1929), del Nerone di Mascagni (1935), dell'Orseolo di Pizzetti (1935), del Re Hassan di Ghedini (1939).

 

 

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