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Franco Corelli - tenore
 (1921 - 2003)

 


La recensione di OperaClick

Note biografiche








Andrea Chenier alla Scala





































Ugonotti alla Scala







































 
Cavalleria Rusticana



Quando si scrive la storia dell’ultimo grande tenore eroico è davvero difficile distinguere la realtà dalla leggenda. Difficile districarsi tra gli innumerevoli aneddoti che si trovano in letteratura. Per di più Franco Corelli era uomo estremamente enigmatico e complicato, gentile e disponibile con gli amici ma estremamente geloso della sua privacy per tutti quegli anni in cui è stato una figura pubblica. Ne abbiamo avuto un prova diretta quando, alcune settimane fa, ci siamo recati all’ospedale Maggiore di Milano per verificare la fondatezza delle voci che lo volevano abbandonato a sé stesso: insieme al sollievo per averlo trovato in compagnia della moglie e di un suo allievo, abbiamo avuto la conferma che il maestro non desiderava mostrarsi ad alcuno e che, negli ultimi anni faceva persino difficoltà ad incontrare la sua biografa per lasciarsi intervistare.

Cercheremo dunque di attenerci alla cronaca, ripercorrendo la carriera di questo incredibile artista, attingendo dalle sue biografie, e riportando le voci registrate all’epoca dei suoi debutti e delle sue esecuzioni.

 

La sua data di nascita precisa non è annotata neanche nella sua biografia ufficiale (qualcuno si sbilancia su un 8 aprile 1921).

Franco Corelli non ha effettuato studi musicali regolari e si dice sia stato quasi completamente auto-didatta. O meglio, sembra che si facesse riportare quello che i suoi amici (che studiavano al Conservatorio) avevano appreso. Poi metteva in pratica le loro istruzioni, cercando di imitarli e si sottoponeva al loro giudizio.

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Il debutto


1951

Debutta il 26 agosto 1951 a Spoleto nel ruolo di Don Josè (con Lucia Danieli nel ruolo di Carmen), grazie anche all’aiuto del Maestro Ottavio Ziino. Fu un grande successo e in quell’occasione venne detto che aveva una voce di gamma e potenza straordinarie. Tuttavia, non ebbe altri ingaggi immediati e ci volle un po’ di tempo perché il management del Teatro dell’Opera di Roma si convincesse a concedere un’altra occasione all’ancora sconosciuto tenore.

 

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Da "Carmen" ad "Aida"


1952

Il 31 gennaio 1952 si presenta in "Giulietta e Romeo" di Zandonai con Mercedes Fortunati. Il suo mentore e amico, Ziino, è sul podio e Franco Corelli canta in tre rappresentazioni che, sembra, siano state eccellenti.

Dopo quattro mesi torna a Roma per una recita di "Adriana Lecouvreur" con Maria Caniglia, Maria Benedetti e Tito Gobbi, con cui si meritò il commento: "Ne è valso il rischio", dal direttore generale del Teatro dell’Opera.

Franco viene riconfermato per "Carmen" durante la stagione estiva di Caracalla, dove compare il 12 luglio con Pia Tassinari come protagonista. Dopo quattro ottime recite, debutta al Castello di San Giusto di Trieste, sempre con l’opera di Bizet, questa volta con Giulietta Simionato. In agosto ripete il suo successo a Sanremo e in ottobre a Torino, di nuovo con la Simionato.

Intanto Roma comincia a comprendere che Franco Corelli sta per diventare l’artista principale del suo Teatro: il 14 dicembre canta in "Boris Godunov" con Boris Christoff. La loro deve essere stata una collaborazione molto tempestosa, sfociata in un litigio a Roma nel 1958, dopo il quale non sono mai più apparsi insieme


1953

Dopo un debutto in "Carmen "al Massimo di Palermo, il 20 febbraio 1953, Corelli torna a Roma l’11 marzo per la prima mondiale di "Enea" di Guido Guerrini con Antonietta Stella e con Boris Christoff. Le su prestazioni sono sempre criticate ottimamente, ma l'opera è accolta negativamente e viene rappresentata solo due volte.

Il 9 aprile, Franco canta con Maria Meneghini Callas per la prima volta in "Norma". Tutti i partecipanti (tra cui Fedora Barbieri, Giulio Neri e Gabriele Santini) ottengono un entusiastico successo.

In seguito si esibisce ancora in "Carmen" a Roma, e quindi debutta al Maggio Musicale Fiorentino il 26 maggio, nella prima produzione italiana del "War and Peace" ("Guerra e Pace" di S. Prokofiev). Il successo di questo cast eccezionale, che annovera Rosanna Carteri, Fedora Barbieri, Cesy Broggini, Mirto Picchi, Ettore Bastianini, Anselmo Colzani, Renato Capecchi, Italo Tajo e Fernando Corena, è enorme e vi sono innumerevoli chiamate al proscenio.

Corelli, nella prima parte della sua carriera, si è dimostrato attento a variare il repertorio, cercando e ottenendo impegni prestigiosi in piccoli lavori noti o sconosciuti; sono state queste le produzioni che, per prime, lo hanno portato all’attenzione nazionale e internazionale, consacrandolo una delle principali attrazioni dell’Italia nel mondo, dopo nemmeno due anni di carriera.

Il 2 luglio, Franco canta il ruolo di Canio per la prima volta a Caracalla; Clara Petrella e Aldo Protti si sono uniti a lui in una delle sue pochissime apparizioni in quel ruolo durante tutta la sua carriera

Il resto dell'estate è impegnato con Don José a Bolzano, a Enna e a Napoli (Arena Flegrea) e in settembre ritorna a Spoleto per una rappresentazione di "Pagliacci". A Ravenna ancora in "Carmen", quindi in una straordinaria "Aida" con Caterina Mancini, Elena Nicolai, Aldo Protti e Giulio Neri.

Franco debutta al Teatro Verdi di Trieste come Pollione in “Norma” con la Callas il 19 novembre. Elena Nicolai e Boris Christoff completano l’iincredibile cast. L'anno finisce a Napoli, dove, il 19 dicembre, Franco debutta al San Carlo in "Carmen" con G. Simionato, Sena Jurinac e Ugo Savarese.


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Dalla Vestale all'Andrea Chenier


1954

Il 1954 inizia da Modena con "Norma" e poi a Parma con C. Mancini, E. Nicolai e Guglielmo Ferrara. Inoltre, nello stesso mese canta, anche a Pavia e Piacenza in Carmen con P. Tassinari. Alla fine di Gennaio ritorna a Roma per "Romulus " di Allegra, con Elisabetta Barbato e la stagione continua in marzo con Don Carlo": entusiastiche recensioni per il Nostro con C. Mancini, E. Nicolai, T. Gobbi, B. Christoff e G. Neri.

Franco conclude la sua stagione Roma con quattro rappresentazioni dell'"Ifigenia in Aulide" di Gluck, con Marcella Pobbe, E. Nicolai e B. Christoff. Corelli aveva impressionato per la facilità con cui affrontava una gamma incredibilmente varia di stili: proprio grazie a questa flessibilità appare a Firenze il 6 maggio nella prima italiana dell"Agnese di Hohenstaufen” di Spontini, con Lucille Udovick, Dorothy Dow, Gian Giacomo Guelfi, Francesco Albanese, Enzo Mascherini e Anselmo Colzani. Ancora una volta Franco viene accolto non solo con grande rispetto ma con genuino entusiasmo: la sua musicalità, in questo periodo, sembra davvero al di sopra di ogni critica.


L'estate trascorre diverse città italiane con "Tosca" e "Carmen", sempre con rilevanti successi come il Don José a Caracalla, in agosto. Alla fine di settembre registra "Pagliacci" per la RAI di Milano e nell'autunno compare in "Carmen" a Bologna e a Rovigo, prima ritirarsi per un mese per prepararsi al suo debutto alla Scala. Si dice che Maria Callas, che aveva sempre l’ultima parola nelle decisioni per le produzioni a cui partecipava alla Scala, fosse molto contenta di cantare con Corelli per la serata di apertura nella "Vestale" di G. Spontini.


Il 7 dicembre, insieme a Ebe Stignani, Enzo Sordello, Nicola Rossi Lemeni e Luchino Visconti, il regista, poterono godere di uno dei più grandi trionfi nella storia del teatro lirico. Antonino Votto condusse l’orchestra in una lettura ampia, in cui ad ogni cantante era lasciata libertà di espressione, pur mantenendo equilibrio e coesione, tutte caratteristiche necessarie per far sì che quest’opera lirica, allora quasi sconosciuta, con così tante meravigliose pagine, potesse prendere il volo. Le cinque rappresentazioni furono accolte con un successo al limite dell’isterismo.

Non si sa come, ma Franco trova la forza e il tempo per apparire in "Norma" a Piacenza con C. Mancini prima della fine dell’anno.


1955

Franco canta ne "La Fanciulla del West" per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 26 gennaio 1955, insieme a Elisabetta Barbato e Gian Giacomo Guelfi, per quattro rappresentazioni. In febbraio canta in "Norma" con C. Mancini e, in marzo, in "Tosca" al Teatro Massimo Bellini di Catania con Adriana Guerrini e con Giuseppe Taddei.

Da questo momento in poi le rappresentazioni diventano così numerose che vale la pena di limitarsi a ricordare le più rilevanti.

Franco debutta al Teatro Sao Carlo di Lisbona in Carmen con G. Simionato, M. Pobbe, E. Campi e A. Colzani. Al suo ritorno in Italia, appare al Teatro Alighieri di Ravenna in "Norma" con C. Mancini E. Stignani e Ugo Novelli. Al giardino di Boboli a Firenze, il 26 giugno Corelli canta con Anita Cerquetti nella prima "Norma" di questo soprano e, dopo avere cantato per sei rappresentazioni di fronte a un pubblico estasiato, canta in una rappresentazione aggiuntiva con Lucy Kelston Ferraris.

I suoi impegni estivi comprendono "Norma" a Caracalla e un un debutto all’Arena di Verona dove canta dapprima in "Carmen" con la Simionato e successivamente in "Aida" con Antonietta Stella, Adriana Lazzarini e A. Protti. In agosto, a Messina, canta Radames nell'”Aida” con A. Cerquetti, in settembre partecipa a una Tosca per la Rai e in ottobre canta nella stessa opera a Torino con M. Caniglia e G. Guelfi. L 'anno prosegue con "Aida" a Catania e Napoli, "Fanciulla del West" a Trieste e una nuova produzione del "Giulio Cesare" di Haendel all’Opera di Roma. Per le quattro rappresentazioni Corelli, che canta il ruolo di Sesto; ottiene critiche eccellenti anche per la sua prestanza fisica.


1956

Nel 1956, Franco ritorna in febbraio a Venezia per "Carmen" con G. Simionato, la giovane Renata Scotto e G. Guelfi e dopo quattro sensazionali rappresentazioni appare con A. Cerquetti, Adriana Lazzarini e G. Guelfi in "Aida". Il 4 aprile Corelli canta in "Fanciulla del West" alla Scala. Gigliola Frazzoni e Tito Gobbi sono in gran forma e la voce di Franco non è mai stata di maggior effetto. La tensione raggiunta nel II atto e la sua sorprendente vocalità si dimostrano al di sopra di ogni critica.


Alla fine di aprile ritorna a Lisbona per "Giulietta e Romeo" e il 21 maggio con Maria Callas canta una, leggendaria "Fedora" di Giordano. Si dice che i Corelli avessero una copia di quel nastro. Non si sa se questo risponda a verità; in ogni caso, sarebbe una delle poche rappresentazioni della Callas alla Scala che non è documentata in registrazioni.

Corelli raccontava che era così preoccupato di cantare alla Scala in Fedora, lui quasi principiante, che se non ci fosse stata la Callas a coinvolgerlo profondamente nella parte avrebbe lasciato quella produzione. Il soprano Maria Curtis Verna, che assistette alla recita, diceva che probabilmente era stato l’evento più entusiasmante della sua vita lirica.

In Agosto ritorna a Verona per "Tosca" con Gigliola Frazzoni e T. Gobbi. Ci furono quattro appaluditissime rappresentazioni, tutte esaurite.

Nell'autunno Franco canta ad Adria in "Tosca" e a Trieste in "Aida". Si prende quindi un periodo di riposo e ritorna alla Scala per il "Giulio Cesare", alla prima del 10 dicembre. Il cast era esaltante: Virginia Zeani, G. Simionato, N. Rossi Lemeni e Mario Petri con Gianandrea Gavazzeni sul podio. Quattro rappresentazioni, tutte accolte dal rapimento di un pubblico non familiare con quell’opera. Ancora una volta Franco fa parlare di sè tanto per la sua presenza fisica quanto per la sua voce. Egli termina l 'anno alla Scala scala in "Aida" con A. Stella, G. Simionato, Dino Dondi e Nicola Zaccaria. All’epoca ormai molti consideravano Franco Corelli il miglior tenore lirico spinto in Italia.


1957

Il 1957 inizia dalla Scala con "Pagliacci" e alla fine di gennaio Franco appare in "Aida" a Roma con A. Cerquetti, G. Simionato, G.Guelfi e G. Neri. La “Fanciulla del West" viene ripresa a Napoli in febbraio con Maria Caniglia e in marzo il San Carlo presenta "Andrea Chenier" con una ripresa della stessa opera due settimane più tardi a Palermo. Franco canta Chenier a Lisbona con G. Frazzoni e T. Gobbi e ritorna quindi a Palermo per il "Don Carlo" (recensione del Giornale di Sicilia) con A. Cerquetti, A. Lazzarini, Enzo Mascherini e Bernard Ladysz.


E’ in quest’occasione che entra in scena Loretta Di Lelio: la futura moglie di Franco appare come Tebaldo nella produzione del Don Carlo. Loretta è figlia di Umberto di Lelio, un basso, specializzato in ruoli di buffo, ma che ha avuto successo anche nel repertorio verdiano.

Loretta ha ricevuto un’ampia formazione musicale prima di debuttare a Roma nel 1941. Ha cantato in un gran numero di ruoli da comprimario tra cui Flora in "Traviata", Ines in "Trovatore" e Kate Pinkerton. Non c'è alcuna documentazione del loro matrimonio ma probabilmente avviene più tardi nel 1957. In ogni caso, Loretta è stata una presenza fondamentale per la carriera professionale di Franco Corelli, anche se si racconta di scene burrascose, avvenute tra i due sia in privato che dietro le scene.


In maggio Franco canta in "Khovanscina" di Mussorgskij a Lisbona con B. Christoff e quindi a Madrid per "Tosca". Il 15 maggio Corelli debutta allo Staatsoper di Vienna come Radames con A. Stella, G. Simionato, A. Protti e N. Zaccaria, dopodichè egli ritorna ancora una volta a Lisbona, per il Simon Boccanegra con Marcella Pobbe, T. Gobbi e B. Christoff. A Enghien-les-Bains canta in "Norma" con Floriana Cavalli e il 27 giugno Franco debutta al Covent Garden di Londra in "Tosca" con Zinka Milanov e G. Guelfi. Ma l’evento, molto atteso, non ha un grande successo. Egli ritorna quindi in Italia, all’Arena di Verona cantando in "Norma" con A. Cerquetti, G. Simionato e G. Neri. All’Arena partecipa anche a cinque rappresetnazioni di "Carmen". La stagione estiva si conclude alle Terme di Caracalla dove canta in "Carmen "," Andrea Chenier", "Tosca" (nell’arco di cinque giorni) e" Aida". In autunno lo ritroviamo a Bilbao e a Oviedo, in Spagna, in “Pagliacci”, “Carmen” “Tosca” e in una delle sue rare apparizioni in "Fedora" al Teatro Campoamor di Oviedo. L’anno si conclude con le rappresentazioni di "Fanciulla" a Livorno e "Chenier" a Bergamo.


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Dal Pirata agli Ugonotti


1958

Il 2 gennaio del 1958, con il presidente di Italia, Giovanni Gronchi, nel pubblico, si apre con "Norma" la stagione d’opera di Roma. Un'ora più tardi, quella stagione si interrompe bruscamente quando Maria Callas lascia il teatro, dandosi malata. Corelli, Miriam Pirazzini, Giulio Neri e Gabriele Santini vengono informati che la rappresentazione non continuerà. Gran parte d'Italia, specialmente la stampa, ritengono l’evento un insulto al presidente e alla nazione. La Callas viene informata che i suoi servizi non sono più necessari e due sere dopo Anita Cerquetti appare sul palcoscenico del Teatro dell’Opera, facendo la pendolare fra Roma e Napoli, dove aveva iniziato la stagione. Tra i cantanti che sono rimasti in difesa di Maria ci sono G. Simionato e Corelli, che rimangono dalla parte della “Diva”.


Tre settimane più tardi, durante le repliche di "Don Carlo", B. Christoff, si adira con Corelli durante le prove e nella scena dell’"Auto da Fe", punta la spada contro quella del "figlio”: Tito Gobbi si interpone tra i due, a proprio rischio, ma riesce a far terminare il “duello”. Santini cerca di intervenire, ma Christoff si oppone a tutti i tentativi di riconciliazione. Il grande ma capriccioso basso esce precipitosamente fuori dal teatro e informerà Santini che non avrebbe più partecipato alla produzione. Lo sostiutirà Mario Petri con la delusione di molti che avevano già acquistato il biglietto. A. Stella, G. Neri  e C. Mancini, completano il cast: la rappresentazione ebbe un successo enorme.


Il 6 febbraio Franco appare a Palermo in "Fanciulla" con Magda Olivero: la loro collaborazione viene definita qualcosa di unico. Segue "Norma" con A. Cerquetti, G. Simionato e G. Modesti. Loretta canta il ruolo di Clotilde. Serafin dirige quattro recite letteralmente entusiasmanti. Il successo è tale che per far svuotare il teatro è necessario spegnere le luci ogni sera. A Napoli, Franco canta con Renata Tebaldi in "Tosca" e successivamente in rappresentazioni di "Forza del Destino" con R Tebaldi, Oralia Domiguez, E. Bastianini e B. Christoff. Molti ascoltatori la considerano la più bella esecuzione dell'opera mai sentita.


Il 19 maggio Corelli canta con M. Callas e E. Bastianini ne "Il Pirata" alla Scala, nella famosa produzione un cui, per un dissidio con il sovritendente Ghirighelli, nell'ultima delle cinque recite, Maria punta il dito verso di lui sulle parole in cui "Palco funesto"

 
Corelli va a Wiesbaden, a Stoccarda e a Monaco con "Tosca" in giugno e in luglio appare di nuovo a Caracalla in "Pagliacci" e in "Aida". A Verona canta in "Turandot" e per la prima volta con Leontyne Price in "Aida". Dopo le repliche di "Turandot" e "Tosca" a Caracalla, Franco canta in "Tosca" a Bergamo e in "Trovatore" a Bologna. Il 29 novembre è la volta di “Andrea Chenier" al San Carlo di Napoli con A. Stella e E. Bastianini e il 17 dicembre, Corelli ritorna alla Scala per "Turandot" con Birgit Nilsson e Rosanna Carteri. L'anno finisce alla Scala con la prima italiana dell'”Eracle” di Haendel con Elizabeth Schwarzkopf, F. Barbieri, E. Bastianini e Jerome Hines.


1959

Il 1959 doveva essere un anno particolarmente denso di impegni per Franco. Parma lo vede in "Turandot", e Palermo nella stessa opera e in "Carmen"; alla Scala canta "Ernani" con Margherita Roberti, E. Bastianini e N. Rossi Lemeni.

Al San Carlo di Lisbona partecipa a "Turandot" con Inge Borkh e a "Il Trovatore" con Régine Crespin, a Genova riprende "Il Trovatore" con Leyla Gencer, F. Barbieri e A. Colzani e alla Scala il 9 aprile, canta in "Carmen” con G. Simionato. Dopo le repliche di "Trovatore" e una serata di gala a Milano, Franco ritorna a Verona e a Caracalla per "Il Trovatore". A Bilbao canta nella stessa opera, in "Aida" e "Turandot". A Livorno canta in "Tosca" con R. Tebaldi e con A. Colzani. Il 29 novembre Franco appare con Magda Olivero, G. Simionato e E. Bastianini nella celebre ripresa di "Adriana Lecouvreur" a Napoli. La serata è un successo straripante per tutti i partecipanti. La Olivero era stata convinta a cantarte con soli due giorni di preavviso per sostituire la Tebaldi, indisposta. L’entusiasmo cui si assistite alla prima chiamata di Magda Olivero è stata definita una delle cose più emozionanti nella storia del teatro lirico. Il 22 dicembre Franco ritorna a Bologna per "Andrea Chenier".


1960

La sequenza di trionfi continua per tutto il 1960, con "Chenier "" Turandot" e "Carmen" alla Scala, "Trovatore" a Napoli, il debutto a Montecarlo in "Turandot", "Forza del Destino" e "Turandot" a Venezia, “Andrea Chenier” a Vienna, “Fanciulladel West" con la Olivero a Verona, “Tosca" sempre con la Olivero e "Fanciulla" con G. Frazzoni a Caracalla, le registrazioni di "Norma" con M. Callas e con Christa Ludwig a Milano, “Pagliacci " con Lucine Amara e T. Gobbi, il debutto a Losanna in "Turandot" e, il 7 dicembre, un'altra serata di apertura alla Scala. "Poliuto" era stato scelto per ripresentare Maria Callas al pubblico e le aspettative degli affezionati erano enormi. La presenza di E. Bastianini e Corelli completano il cast e le ovazioni sono di un’intensità mai sentita. Corelli è stupendamente in voce, così come Bastianini. La Callas, che mostra difficoltà per buona parte della serata, nella scena finale libera la sua voce che si libra sopra l'orchestra, il coro e gli altri solisti. E’ noto che Maria era molto nervosa e che Franco e Ettore furono particolarmente solerti e gentili nel risolverle molti problemi durante le settimane di prove. Superata la tensione di questo evento Franco si prepara per il suo debutto al Metropolitan Opera di New York.


1961

Nell’ambito delle commemorazioni per il sessantesimo anniversario della morte di Giuseppe Verdi, Leontyne Price e Franco Corelli debuttano al Met in "Il Trovatore" il 27 gennaio 1961. E’ un trionfo senza precedenti per entrambi i cantanti e l'occasione viene riportata sulla prima pagina della maggior parte dei quotidiani di New York. Il 24 marzo, Franco appare in una nuova produzione di "Turandot" con Birgit Nilsson e Anna Moffo.

La sua prima stagione a New York termina con due rappresentazioni di "Don Carlo". Il Met va in tourneé con Franco a Cleveland, Atlanta, St. Louis, Chicago, Minneapolis, Detroit e Toronto, e ogni tappa è segnata da grandi successi. L'America ama Franco che restituisce l’affetto. Nel corso dei succcesivi vent’anni, Corelli considererà il Metropolitan Opera il suo centro artistico e New York la sua casa.

 
In giugno Corelli ritorna in Italia dove appare in "Andrea Chenier" a Venezia e in "Carmen" all’Arena di Verona. Dopo "Trovatore" a Berlino, Franco debutta con successo a Barcellona in "Tosca". La potenza della sua voce suscita l’apprezzamento dei critici, che esprimono grande sorpresa per il suo fraseggio.

Il 7 dicembre Franco apre la stagione della Scala con A. Stella e E. Bastianini in "La Battaglia di Legnano", in commemorazione del centenario dell’unità d’Italia. E’ un altro trionfo e, come molte sue performance, è stata riversata su CD.


1962

Dopo un debutto a Nizza in "Tosca" all'inizio del 1962, Franco ritorna a Napoli per "Turandot" e il 27 gennaio, canta per l’apertura della stagione al Met. "Tosca" viene eseguita per cinque sere con cinque differenti soprani: Margherita Roberti, Birgit Nilsson, Zinka Milanov, Licia Albanese e Leontyne Price. Il 16 febbraio, Franco canta Radames in “Aida” con Leonie Rysanek che era in crisi vocale. Si dice che Franco, molto preoccupato, per le proprie prestazioni abbia chiamato il suo buon amico, Carlo Bergonzi, per un consiglio e che questi gli abbia detto "Stai lontano da Lei il più possibile". E così fece!

La sua stagione al Met continua con "Turandot" e “Gioconda” e in aprile va a Philadelphia per "Carmen" con Marilyn Horne e con A. Colzani.

In maggio, Corelli ritorna alla Scala per "Turandot" e il 28, canta nella prima della leggendaria produzione degli "Gli Ugonotti" con Joan Sutherland, con G. Simionato, Fiorenza Cossotto, Nicolai Ghiaurov, Giorgio Tozzi e Vladimiro Ganzarolli. La performance è ben nota grazie alle registrazioni ed è considerata da molti una delle più grandi serate della storia del bel canto. La Simionato “duella” nota per nota con Franco, e più in alto vanno, più diventano entusiasmanti.

 
La leggenda prosegue a Salisburgo ne "Il Trovatore" con L. Price, G. Simionato e E. Bastianini sotto la guida di Herbert von Karajan, tutti in forma smagliante: la fama di Franco è all’apice.

Dopo alcune rappresentazioni di “Turandot” e "Tosca" a Vienna con Leontyne Price, Franco e Loretta volano a New York per aprire la stagione del Met. Il 15 ottobre Franco, Eileen Farrell e Robert Merrill cantano in "Andrea Chenier”.

La stagione di Franco continua con "Ernani" e "Aida" in novembre, seguita da un'altra serata di apertura alla Scala, con “Il Trovatore” con A. Stella, F. Cossotto e E. Bastianini.


1963

Il 21 gennaio 1963, Franco e Renata Tebaldi appaiono in una rappresentazione di beneficienza di "Adriana Lecouvreur". Corelli è in forma stupenda, ma è evidente che la Tebaldi ha qualche difficoltà vocale. I suoi ammiratori non perdono occasione per applaudirla, ma le critiche non sono positive e prima che la stagione finisca, lei decide di lasciare il teatro per un periodo di riposo e studio. Franco canta in una rappresentazione di "Turandot" con B. Nilsson e con L. Albanese prima di ritornare a Roma, e quindi a Montecarlo in " Il Trovatore". Il 13 di aprile, Franco canta in "Adriana" al Met e quindi va in toruneè con la compagnia con "Tosca", “Pagliacci" e "Cavalleria Rusticana".


L'autunno passa a Vienna dove canta Turiddu, Don Carlo, Manrico e incide Carmen.

Il 7 dicembre, inaugura la stagione della Scala per il terzo anno consecutivo con "Cavalleria Rusticana" con la Simionato. La tensione è al calor bianco, e il duetto tra Santuzza e Turiddu non è mai stato più entusiasmante.

Continua...

 

 

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