Un volume a più mani su uno dei meno conosciuti musicisti italiani del Ventesimo Secolo è il tributo doveroso della Casa Editrice Nardini di Firenze al romano Carlo Zecchi, nato nel 1903 e scomparso a Salisburgo nel 1984. Nome quasi mitico e avvolto da quell'aura di leggenda riservata ai grandi e appartati protagonisti della musica, dei quali il grande pubblico conosce poco, e in genere per sentito dire.
Pianista brillante, didatta insigne, direttore d'orchestra, "personaggio": ce n'è abbastanza perchè l'impostazione "a più mani" del libro (che è sempre un rischio di disomogeneità) non sia un limite ma una risorsa, grazie soprattutto ai saggi ampi e articolati di Riccardo Risaliti e Michele Selvini. Il primo ripercorre con ricchezza di particolari la vita artistica di Zecchi, la prima parte della carriera (fino al 1938) come solista, e il periodo successivo come collaboratore in concerti da camera di illustri colleghi e, poi, direttore d'orchestra. Analizza inoltre con assoluta pertinenza il lascito discografico del pianista Zecchi, soffermandosi anche sul repertorio solistico. Selvini invece analizza con passione lo Zecchi direttore d'orchestra ripercorrendone i concerti, i rapporti con le orchestre, i programmi, e poi il docente e le registrazioni lasciateci da Zecchi in qualità di direttore.
Una antologia di interviste, o parte di esse, rilasciate da Carlo Zecchi è riportata in un successivo interessantissimo capitolo da Daniele Lombardi, musicista e curatore (in senso generale) del volume.
Per coloro che non hanno mai avuto modo di sentirlo suonare, è sufficiente il CD allegato al libro, con registrazioni sorprendenti anche se di qualità tecnica alterna; gli autori presentati nel CD sono Chopin, Liszt, Strawinsky, Scarlatti, Debussy e Mozart. Il lascito discografico di Zecchi pianista è purtroppo assai limitato, e l'artista stesso non ha mai mostrato grande interesse per la possibilità (già nell'ultima fase dei suoi anni da solista le possibilità tecniche di registrazione erano ad un discreto livello, certamente tali da assicurare testimonianze di un repertorio assai più vasto) di lasciare proprie testimonianze sonore.
Il volume è corredato da molte ed interessanti foto (una autentica miniera) che ritraggono Carlo Zecchi con protagonisti della musica suoi contemporanei, ed altre di carattere "privato" anche molto curiose, spiritose e divertenti. Ottima la presentazione editoriale di questo bellissimo ed illuminante volume e del CD allegato, secondo i consueti standard della Nardini Editore.
Fabio Bardelli