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Spiritual Resistence |
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Music From Theresienstadt |
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| Wolfgang Holzmair | Baritono |
| Russell Ryan | Pianoforte |
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| Pavel Haas (1899-1944) | Four Songs After Words Of Chinese Poetry |
| Karel Berman (1919-1995) | Six Reminiscences (per Piano Solo) |
| Hans Krása (1899-1944) | Five Songs, Op. 4 |
| Viktor Ullmann (1898-1944) | Der Mensch Und Sein Tag, Op. 47 |
| Ilse Weber (1903-1944) | Ich Wandre Durch Theresienstadt |
| Zikmund Schul (1916-1944) | Die Nischt-gewesenen |
| Viktor Ullmann (1898-1944) | Der Müde Soldat |
| Gideon Klein (1919-1945) | Three Songs |
| Viktor Ullmann (1898-1944) | Three Songs, Op. 37 |
| Gideon Klein (1919-1945) | Lullaby |
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1 Cd |
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Bridge |
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Bridge 9280 |
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Theresienstadt, Theresienstadt,
wann wohl das Leid ein Ende hat,
wann sind wir wieder frei?
(Ilse Weber)
Un disco della memoria, un percorso attraverso pagine che ci riportano ad uno dei momenti più sconvolgenti della storia del Ventesimo secolo sulle note di musicisti legati a Theresienstadt, campo di concentramento nazista noto anche con il nome di Terezin: un ricordo di loro che sono scomparsi e forse anche un monito per noi viventi di oggi. Un CD che accompagna l'ascoltatore quasi fisicamente, con le Six Reminiscences per pianoforte solo di Karel Berman (l'unico compositore presente in questo CD che sia sopravvissuto agli orrori nazisti) che inframezzano le liriche, quasi una lugubre mussorgskiana Promenade che segna il percorso dei superstiti in un mondo di ombre.
Le varie composizioni furono scritte dagli autori prima di essere internati a Theresienstadt o anche mentre erano all'interno di quella che la propaganda nazista definiva l'ideale "città degli ebrei" con tanto di una sua autonoma "vita culturale", in realtà campo di concentramento ove morirono in moltissimi e dal quale ancora in maggior numero furono deportati ad Auschwitz. I nomi dei compositori di area cecoslovacca rappresentati in questo CD della Bridge dicono poco all'ascoltatore odierno, ma colpisce l'anno di morte, in comune per quasi tutti: il 1944. Alcuni di loro avevano studiato con Zemlinsky, Schönberg, Albert Roussel ed altri importanti maestri dell'epoca; da ciò deriva un sostanziale eclettismo di tendenze e di linguaggi che si ripercuote sulle composizioni contenute nel disco, ma che non ne inficia il discorso generale. Nel CD è contenuto anche un tenue brano poetico di Ilse Weber, quasi un epitaffio spettrale su tanto dolore.
I due interpreti si immedesimano con pertinenza, affiatamento e commozione nel clima di questa intelligente proposta discografica, sia il baritono Wolfgang Holzmair che il pianista Russell Ryan, anche se forse il cantante difetta un po' di fantasia e varietà nel fraseggio. Buona la registrazione e la presentazione del CD Bridge, booklet con i testi e la loro traduzione in inglese, come pure in inglese è l'utile saggio introduttivo.
Fabio Bardelli