TRIESTE – Con tre concerti di Natale, a San Dorligo della Valle, Santa Croce ed a Farra d’Isonzo lo scorso 19 dicembre, il basso triestino Alesandro Svab e i suoi ragazzi dell'Accademia di canto nata in seno alla struttura della "Pro Santa Croce", si sono presentati al pubblico delle tre località delle Provincie di Trieste e Gorizia. La “Pro Santa Croce” è un organismo che fa capo a Valentino e Betty Cossutta, lontani parenti del non dimenticato , ma mai abbastanza ricordato, Carlo, il grande tenore, da poco rientrati in patria dopo molti anni trascorsi a Oslo, ed è nato allo scopo di creare sul territorio carsico spazi all'aperto ed al chiuso dove preparare, offrendo ospitalità agli esecutori, un'attività turistica e culturale. L'Accademia è nata per dare la possibilità a giovani cantanti di tutto il mondo di crescere e lavorare insieme in un ottica di scambio interculturale oltre che per realizzare spettacoli. Proprio per questo motivo Svab sta dando gli ultimi ritocchi allo statuto dell’organismo e si rivolgerà all'Unione Europea per ottenere il patrocinio economico al neocostituito Laboratorio Giovani. La "Pro Santa Croce", ci spiegano i coniugi Cossutta, sta già promuovendo la località carsica nella sua cultura enogastronomica. Il primo passo è portare a termine i lavori per creare uno spazio alberghiero e, di conserva, si stanno adoperando per restaurare il Teatro “Albert Sirk” di Santa Croce. Le condizioni della sala sono abbastanza buone. C’è poi un piccolo Ridotto che dovrebbe essere intitolato, d’intesa con la vedova di Carlo, Nidia, alla memoria del grande Carlo Cossutta, il tenore che ha portato il nome di Trieste e di Santa Croce nel mondo. Il Ridotto diventerebbe sede permanente di manifestazioni collaterali a quelle ospitate nella sala grande. Il sogno sarebbe quello di creare un concorso internazionale intitolato a Carlo Cossutta. Alessandro Svab, che di Cossutta è cugino di secondo grado ed è nato, anche lui a Santa Croce, ha preso a cuore il progetto. Nei tre concerti ha presentato artisti debuttanti affiancandoli a elementi più esperti. A Santa Croce, venerdi scorso, in un Teatro Sirk che faceva registrare un lusinghiero tutto esaurito, si sono esibiti cantanti provenienti dal Giappone (il soprano Yukiko Sremova Kinjo molto apprezzabile nel celeberrimo "Babbino caro” del Gianni Schicchi), dalla Croazia (il soprano Vedrana Zerav e il mezzosoprano Vesna Topic), dalla Slovenia (il mezzosoprano Janja Konestabo e il basso Janez Kunavar), cui si univano tre elementi giovanissimi che fanno parte della nostra comunità slovenofona ossia Goran Ruzzier, basso, ascoltato nell’aria di Banco dal Macbeth di Verdi “Come dal ciel precipita”, Maja Grgic, soprano e Mojca Milic, anche lei soprano che ha svariato dalla Manon di Massenet al “Viljalied” della classica Vedova allegra di Léhar. Li accompagnava al pianoforte il ventunenne Jan Grbec. Lo stesso Svab si è unito ai giovani spaziando dal classico al più moderno con una felice esecuzione del cavallo di battaglia di Frank Sinatra, “My way”. Il finale, natalizio, ha visto tutti impegnati a eseguire in coro “Stille Nacht”.
Alessandro Cammarano