Topolino. Sì, il giornaletto. Così ho letto per la prima volta il nome di Pier Miranda Ferraro, che si presentava ai giovanissimi lettori di Disney con una intervista, con alcune foto insieme alla moglie e ai suoi bambini: l'immagine rassicurante di un papà, ma anche quella di un eroe. Chi voleva poteva ricevere, tramite Topolino, una sua foto con l'autografo: la ebbi, naturalmente, e conservo ancora la sua foto di Otello, a colori, molto bella. Certo non era facile affermarsi in questo ruolo durante l'impero di Del Monaco. Tanti anni dopo - e già tanti anni fa - incontrai il Maestro Ferraro al Concorso presieduto da Tito Gobbi, nel "suo" Veneto, nel "loro" Veneto: era bello sentire parlare i due "vecchi" colleghi nel loro amato dialetto, cercare di capire qualche parola delle loro "quatro ciàcoe", rilassarsi dopo una giornata di lavoro, la sera, in una di quelle piccole trattorie nascoste nella campagna veneta, vicino Bassano, vicino Altivole... Chi pensava, trovandosi in compagnia di tali signori - signori davvero in tutti i sensi - al "superbo guerrier" e al suo pericolosissimo alfiere? Anche Pier Miranda Ferraro era uno di quei maestri con cui si entra subito in confidenza, che sembra di avere sempre conosciuto, lui e la signora Miranda - in omaggio alla quale aveva inventato il suo nome d'arte - loro e la loro cagnetta Dalila, vivace e deliziosa barboncina nera, pronta ad accoglierlo, se mancava mezz'ora, come se fosse tornato da una trionfale tournee dall'altra parte del mondo. E sì che nella carriera di Ferraro di questi viaggi ce ne furono tanti: inutile fare l'elenco dei teatri in cui ha cantato, qualunque grande teatro venga in mente, c'è, così come inutile ricordare i partner, i più grandi della sua epoca ci sono tutti, più interessante se mai nominare qualcuno dei suoi 45 ruoli: non solo Otello e Sansone, quelli per cui viene più ricordato, forse quelli che ha cantato di più, ma anche Don Alvaro, Enzo Grimaldo, Parsifal, anche Pollione e Gualtiero nel Pirata, perfino certi temutissimi ruoli mascagniani come Folco in Isabeau o Guglielmo Ratcliff. Autentico tenore drammatico, questo signore dalla figura non grande, ma con una sua imponenza, di belle proporzioni e intensa presenza scenica. La serietà nello studio della tecnica, oltre alle doti umane, ne aveva fatto negli ultimi decenni un insegnante amato e stimato, non solo in Italia. Si sa che in questi casi si rischia semrpe di dire cose retoriche o formule che vanno bene per chiunque, ma il rapporto coi giovani era importantissimo per "il Maestro Ferraro" - vogliamo chiamarlo ancora così - e cercava anche di aiutarli ad entrare nel mondo del teatro, con un'agenzia. Il rimpianto per la persona è inevitabile, resta, ma alla conclusione naturale di una vita felice, un Artista come Pier Miranda Ferraro lascia certo molti bei ricordi e molte lezioni importanti. Non solo di canto.
Le foto pubblicate in questa pagina sono tratte dal sito http://www.accademialiricaitaliana.it/
Amelia Imbarrato