Giovedì 15 luglio 2010 alle ore 21,45 è stata rappresentata l’opera “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, in un allestimento voluto, ideato e realizzato da Alberto Cupido e sua moglie Akiko Kuroda. Uno spettacolo pienamente riuscito, oltreché per la bravura degli interpreti, anche grazie alla competenza ed efficienza di Akiko Kuroda, alla quale è stata affidata la direzione artistica, incarico delicato e oltremodo impegnativo per la quantità di cose di cui si è dovuta occupare.
Alberto Cupido in ottima forma con la sua voce cristallina, sempre giovane, non ha lesinato acuti nel rispetto della partitura, e, con il suo entusiasmo e professionalità ha reso un Canio aderente anche psicologicamente al personaggio. Così Alberto Cupido, che qui è nato e cresciuto, ha voluto festeggiare i suoi trentacinque anni di carriera; da qui è partito con la sua splendida voce per portare in tutti i teatri del mondo questa arte tipicamente italiana che tanto ama.
Incontro la simpatica coppia alla fine della recita, soddisfatti e contenti come tutti i presenti, mi dicono: “Volevamo fare un omaggio alla nostra terra e alla nostra gente e quando abbiamo proposto la nostra idea, la dottoressa Bruzzone ci ha subito appoggiato e patrocinato. Avremmo voluto un cast di artisti interamente ligure, ma purtroppo non è stato possibile benché gli artisti liguri siano veramente tanti”.
Abbiamo comunque il baritono Roberto Servile, perfetto nella parte di Silvio da lui interpretata anche alla Scala e al Carlo Felice; poi per restare con i liguri il direttore d’orchestra Roberto Tolomelli e l’orchestra sinfonica di Chiavari; tra i non liguri Chiara Angella, soprano dotato di una voce ricca, giovane e fresca con una vena di sensualità come il personaggio di Nedda richiede; il baritono Silvio Zanon (Tonio) ha presentato le sue credenziali già nel prologo, per dimostrare poi la sua adeguatezza al personaggio anche con un certo “physique du rôle”, e ancora Kohei Yamamoto (Peppe) giovane tenore, allievo della loro scuola, già molto bravo e preparato, nonché il Coro dell’Opera di Parma, al pari della buona regia di Fausto Cosentino – “Tutti amici oltre che grandi professionisti – aggiungono Alberto e Akiko.
Qui tutti hanno lavorato con impegno e passione, non c’è stato bisogno di scene e costumi sfarzosi, la natura del luogo ha fornito tutto con i suoi colori impareggiabili e la sua atmosfera, in sottofondo arriva anche l’allegria dei turisti che gremiscono i numerosi ristoranti della piazzetta, uno spaccato di vita che accompagna e fa da sfondo alla rappresentazione. Ci auguriamo che questa ottima iniziativa non resti isolata.
Da alcuni anni Alberto Cupido e Akiko Kuroda si dedicano anche all’insegnamento a Rapallo dove risiedono, e tengono Master Class a Roma, Tokyo, Pisa e dove vengono richiesti.
Redazione