

Basta il nome della guest star Mariella Devia e l’auditorium di San Romano, a Lucca, si riempie in modo inverosimile. L’occasione è data dal tradizionale concerto di Natale che il Circolo Catalani offre a soci e simpatizzanti.
Il programma è aperto da Damiana Pinti e Francesco Marsiglia che spaziano da Mozart a Rossini, da Puccini a Donizetti; della Pinti ricordiamo l’appassionata interpretazione di Lasse couler mes larmes e di Marsiglia l’intenso Donizetti di Sogno soave e casto. Ma è il programma tutto che si snoda in modo molto piacevole e scorrevole, lasciando quel bellissimo senso di appagamento che sempre coglie l’ascoltatore – anche meno uso a frequentare i teatri d’opera – quando ha a che fare con voci preparate, curate e con un accompagnamento pianistico appassionato e di rango.
Infine l’attesa Mariella Devia. Di lei tutto si è detto e scritto: rimane in inalterata la meraviglia che ci colpisce nell’ascoltare esecuzioni pressoché perfette, nette e lineari come “la lama di un bisturi”; un’intonazione da diapason e la professionale – ma naturale – grazia nel saper porgere un simile incanto… e sia chiaro che gli aggettivi non paiono mai troppi.
Alla signora Devia spetta la chiusura del concerto, con le due arie di Puccini, il Donizetti di Anna Bolena – centellinato da una platea ammutolita – e l’esaudito bis con l’Addio del passato. Colpisce sempre più la serena professionalità di questa artista che fa dell’antidivismo una delle sue caratteristiche… ed è proprio con un sorriso sereno e disarmante che accetta di rispondere alla nostra domanda sul, per lei inusuale, Puccini…
Marilisa Lazzari