Concerto davvero interessante quello proposto dal coro “Accentus” in un quasi deserto Saloncino del Teatro della Pergola a Firenze lo scorso 17 febbraio. Interessante soprattutto per il repertorio proposto che accanto a pagine conosciute della polifonia tardo romantica e moderna affiancava trascrizioni corali di pagine strumentali di Wagner e Barber.
Formato da trentadue cantori, in gran parte francesi, il coro “Accentus” è diretto fin dalla sua fondazione dalla sua direttrice Laurence Equilbey, studi a Parigi e a Vienna con Harnoncourt. Il concerto si è aperto con un florilegio di composizioni polifoniche di Anton Brukner fra le quali abbiamo in particolare ammirato l’Ave Maria in fa maggiore per coro a sette voci, resa con esemplare purezza e chiarezza di linee vocali. Una breve incursione nella polifonia del ‘900 con il mottetto O sacrum convivium di Messiaen (curiosamente l’unico contributo alla liturgia stabilita del cattolicissimo compositore avignonese) ha introdotto l’affascinante e raramente eseguito Agnus di Samuel Barber. Si tratta in realtà della trascrizione per coro misto che Barber realizzò alla fine degli anni trenta del proprio Adagio per archi (a sua volta trascrizione del tempo lento del quartetto per archi op. 11): si tratta di una pagina affascinante che ogni appassionato di vocalità corale dovrebbe conoscere e a cui ha un po’ nociuto un’agogica molto tendente all’andante con moto più che all’adagio vero e proprio.
Tutta dedicata a Wagner la seconda parte del concerto con trascrizioni o meglio sarebbe dire riscritture a firma dei compositori Franck Krawczyk e Gérard Pesson. Il primo realizzò nel 1969 una trascrizione per coro dei Lieder Im Treibhaus e Träume rispettivamente secondo e quinto numero dei cosiddetti Wesendonk-Lieder mentre l’altro trascrisse nel 1958 l’Idillio di Sigfrido adattandovi come testo cantato un collage di lacerti estratti dal libretto del Siegfried e dai diari di Cosima Wagner e curato da Martin Kaltenecker. Ne escono due composizioni invero affascinanti e non si può non rimanere indifferenti alle difficoltà tecniche ed esecutive che queste due pagine contengono: in particolare l’arrangiamento dell’Idillio si rivela essere una trasposizione letterale dell’originale strumentale mantenendo anche la tonalità di Mi maggiore prevista da wagner, con le diverse voci e le diverse sezioni chiamate a sostituire gli strumenti dell’orchestrazione originale. Una prova di virtuosismo corale e vocale davvero notevole che si è conquistato una vera ovazione da parte del (poco) pubblico presente e premiata con due sublimi miniature brahmsiane.
PROGRAMMA
A. BRUCKNER:
Virga Jesse floruit
Os justi
Christus factus es
Vexilla Regis
Ave Maria
O. MESSIAEN
O sacrum convivium
S. BARBER:
Agnus Dei
R. WAGNER/F. Krawczyk
Im Treibhaus,Traüme (dai Wesendonk-Lieder)
R. WAGNER/G. Pesson:
Idillio di Sigfrido
Edoardo Saccenti