L. van Beethoven - dalla Sinfonia n. 1: Primo e quarto movimento
I. Nuti - Fleurs maladives
M. Castelnuovo Tedesco - Concerto per due chitarre e orch. op. 201
C. M. von Weber - Ouverture da Oberon
Nell'ambito dei saggi di classe del Conservatorio Cherubini di Firenze si è esibita l'Orchestra di livello avanzato; alcuni brani sono stati diretti da Piergiorgio Del Nunzio, altri dal titolare della classe di esercitazioni orchestrali Paolo Ponziano Ciardi.
Indubbiamente la curiosità della serata era quella di ascoltare in prima esecuzione assoluta un brano della compositrice fiorentina Ippolita Nuti, diplomatasi appena l'anno scorso. Il breve ed interessante brano ha come strumento solista il sassofono contralto, suonato nell'occasione da Marco Caverni. Il titolo "Fleurs maladives" è il nome che Charles Baudelaire ha dato ai suoi "Fiori del male" nella dedica a Theophile Gauthier. Alcuni dei brani che lo compongono rimandano ai "Fiori"; tutti comunque sono correlati a tale raccolta e ne suggeriscono certe atmosfere, con la complicità del suono a tratti aspro a tratti suadente del sax solista. L'esecuzione è sembrato fosse stata preparata accuratamente ed è stata vivamente apprezzata dal pubblico. Un po' in sottordine invece gli altri brani proposti durante la serata.
Facciamo alcune domane alla giovane compositrice:
- Anzitutto alcuni cenni al tuo curriculum.
"Mi sono diplomata in direzione di coro nel 1999, in strumentazione per fiati nel 2004 e l'anno scorso anche in composizione."
- Che effetto fa diplomarsi in composizione oggi, diventare collega di Clara Wieck e di Cécile Chaminade?
"Fa indubbiamente un certo effetto, anche perchè nel nostro Conservatorio di Firenze noi compositrici siamo in minoranza. In Italia la composizione è ancora un feudo maschile."
- Scrivere musica nuova oggi ha ancora un senso, al di là del fatto accademico del tuo diploma in composizione? E' stato già scritto tutto da quelli che ci hanno preceduto?
"No, c'è e ci sarà sempre qualcosa da dire perchè il suono ha qualcosa di infinito."
- A cosa ti sei ispirata per questo tuo brano?
"Mi sono ispirata a Baudelaire ed a una sua poesia in particolare, De Profundis. Tutti i frammenti che danno il titolo alle varie sezioni del brano sono versi tratti da questa poesia. Sono partita da una urgenza espressiva, perchè il testo l'ho trovato dopo. Non si tratta quindi di musica a programma: ho trovato questa poesia che rispecchiava bene lo spirito del brano che stavo componendo."
- Musicalmente hai dei modelli in particolare o segui una tua strada?
"Entrambe le cose: ovviamente ho le mie idee, il mio modo di gestire il suono. Miei modelli fra i musicisti moderni possono essere considerati Henze e Britten."
- I tuoi progetti professionali per il futuro?
"Ho chiesto l'ammissione ai corsi di perfezionamento a Siena, perchè sento il bisogno di uscire un po' dall'ambiente fiorentino e confrontarmi con altri compositori."
- Il fatto di essere pianista ti lega ad un particolare modulo espressivo? Componi al pianoforte?
"Ho un pessimo rapporto con la scrittura pianistica. Spesso per me il pianoforte è un freno per creare gli impasti sonori. Composizione ed orchestrazione nascono insieme, scrivo sempre tutto in partitura."
- Sei direttrice di coro: componi anche per la voce?
"Si, compongo anche per la voce, per coro o voce solista e formazione strumentale cameristica."
Concludiamo formulando i nostri migliori auguri per il suo futuro di compositrice.
Fabio Bardelli