E’ stata presentata a Firenze la seconda edizione di “Recondita Armonia”, il festival autunnale che lo scorso anno fece registrare un record di presenze con ben trentamila spettatori paganti in due settimane di spettacoli presentati con un ritmo serrato e in un teatro spesso “Sold out”.
La formula 2009 è invariata: titoli popolarissimi, messi in scena quotidianamente con allestimenti agili, cast di livello e prezzi assolutamente accessibili.
In programma la trilogia popolare di Verdi: dal 3 al 16 di ottobre Rigoletto, La Traviata e Il Trovatore si alterneranno sul palco del Teatro Comunale.
Un unico team artistico, come lo scorso anno, metterà in scena le opere: Franco Ripa di Meana alla regia, Edoardo Sanchi per le scene, Silvia Aymonino per i costumi e con le luci di Guido Levi.
Rigoletto avrà sul podio Stefano Ranzani, Alberto Gazale vestirà i panni del protagonista e Désirée Rancatore quelli di Gilda, mentre il Duca di Mantova sarà interpretato da James Valenti.
Il Trovatore vedrà Stuart Neill come Manrico e Kristine Lewis come Leonora, diretti da Massimo Zanetti.
Infine Traviata, con la Violetta di Andrea Rost (che si alternerà con Maria Luigia Borsi) e Saimir Pirgu al debutto come Alfredo; sul podio Daniele Callegari.
Interessante la novità per cui da quest’anno “Recondita Armonia” diventa un modello da esportazione: i Teatri di Reggio Emilia hanno richiesto una cooproduzione per i prossimi anni. Ma non solo le regioni confinanti mostrano interesse, l’Assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi annuncia la creazione di un pool di teatri idonei ad ospitare questi allestimenti per farli circuitare in tutta la Toscana.
E nel desolante panorama cultural-musicale italiano siano di ottimo auspicio le dichiarazioni del Sovrintendente Francesco Giambrone e del Direttore Artistico Paolo Arcà: “Il successo dell’anno scorso, e l’interesse degli altri teatri nei confronti di Recondita Armonia è la migliore risposta a chi pensa che l’opera lirica sia per pochi privilegiati, e taglia i fondi ai teatri. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino reagisce producendo, lavorando e restando più aperto: c’è al contrario voglia e fame di melodramma, e se si mettono ampi strati sociali in condizione di accedere facilmente ai teatri e frequentarli, assolviamo ad uno dei primi doveri di queste nostre grandi istituzioni culturali”.
Maggiori informazioni sul sito del Maggio Musicale Fiorentino
Marilisa Lazzari