La tradizionale prova aperta che, prima di ogni opera, il Coro del Teatro Regio offre alla città nell’auditorium dell’associazione culturale Parma Lirica, è stata, mercoledì 26 settembre, l’apertura del sipario sul festival Verdi che inizierà il prossimo primo ottobre.
C’erano, oltre al Coro schierato sul palcoscenico, molti degli artisti impegnati nei due titoli del Regio, tra cui Fiorenza Cedolins che inaugurerà la rassegna interpretando Luisa Miller, e Svetla Vassileva che qualche giorno dopo sarà Violetta. Non c’erano “quelli dell’Oberto”, impegnati a Busseto in una delle ultime prove in attesa della prima del 2 ottobre.
In effetti - dice nel suo intervento di saluto il sovrintendente Mauro Meli - misurare le forze ed organizzarle efficacemente, per allestire e far vivere insieme tre titoli d’opera per un intero mese, è impresa difficile perfino da raccontare.
Parla allora delle ragioni del radicale cambiamento di formula rispetto agli anni precedenti, quando lo spazio dedicato alle celebrazioni verdiane era individuato alla fine della stagione lirica tradizionale, e arrivava a lambire l’estate.
Ottobre a Parma è bellissimo – continua Meli -, è il momento in cui, passato il grande caldo, la pianura mostra i suoi colori più intensi. La stagione ideale dal punto di vista turistico. Il fitto calendario del Festival è stato organizzato proprio per dar modo di assistere a diversi eventi anche a chi si ferma per un brevissimo periodo in città.
Parte dal primo titolo in cartellone l’intervento di Martino Faggiani, che, con l’aiuto del suo duttile coro, inquadra storicamente Luisa Miller e ne illumina alcuni dei passaggi più intriganti. Spiega, facendo ascoltare il brano con cui si apre l’opera, come lo stile “donizettiano”, che può sembrare un passo indietro nel percorso creativo di Verdi, sia in realtà la perfetta descrizione del personaggio di Luisa e dell’ambiente in cui la fanciulla vive. Sottolinea, facendoli ripetere al pianoforte dal Maestro Raffaele Cortesi, i segni distintivi ed inconfondibili del linguaggio verdiano, scompone i temi delle diverse sezioni, per farne apprezzare la ricchezza e la raffinatezza. E di raffinatezza parla anche a proposito di Traviata, di cui fa ascoltare le parti corali del primo atto, non prima di aver sottolineato, e dimostrato, come la musica che le accompagna renda, proprio come nel caso di Luisa, il dato ambientale: l’atmosfera brillante di una festa e l’ebbrezza vinosa, il passo incerto, di chi la abbandona alle prime luci dell’alba. “Inventare il vero” scriveva il Maestro.
Il sipario è aperto, che il Festival inizi!
Patrizia Monteverdi