A Casteggio, nell’ambito del Festival Borghi e Valli, è stata rappresentata un’edizione di Rigoletto in forma semiscenica.
Lo spettacolo si è tenuto nel contesto della Certosa Cantù: un complesso edilizio edificato a partire dal 1695, per la raccolta e la trasformazione dei prodotti della terra e ultimato nei primi anni del ‘700 dai monaci Certosini. All’interno della struttura, vi è il classico chiostro su pianta quadrata, molto ben tenuto e dal quale è possibile accedere al Giardino del Belvedere, immerso in un pregevole parco volto a sud, sulla Valle del torrente Rile. Proprio all’interno del chiostro, grazie alla bella e limpida serata, è stato montato il palco su cui si è tenuto Rigoletto mentre, in caso di maltempo e senza lasciare nulla al caso, lo spettacolo sarebbe stato spostato nel sufficientemente ampio auditorium presente, sempre all’interno della Certosa.
Il cast rodato e affidabile, era il medesimo andato in scena i primi giorni di agosto presso il Castello Sforzesco di Milano. Anche in questa occasione il pubblico ha decretato meritatamente un grande successo per l’ottimo Rigoletto del baritono trevigiano Mauro Augustini e la brava Gilda di Judith Pezzoa; di sufficiente livello il resto del cast composto da Fabio Buonocore (Duca), Daniele Bicciré (Sparafucile), Julie Mellor (Maddalena) oltre a Sonia Contini, Antonio Russo, Edward Pohossov, Carlo Oggioni e Anna Bordignon.
Una menzione particolare va spesa per l’affiatata Orchestra Lirico Sinfonica della Provincia di Lecco, diretta splendidamente da Roberto Gianola, sia per la vivace ma sempre appropriata scelta di tempi, sia per la costante attenzione alle esigenze dei cantanti. Molto buona anche la prova del Coro Lirico di Parma diretto da Romano Oppici.
Al Comune di Casteggio vanno i nostri complimenti per essere riusciti a portare l’opera lirica – con uno spettacolo di buona qualità - in un luogo geograficamente lontano dai più rinomati Festival estivi… ma artisticamente vicino.
Danilo Boaretto