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Intervista a Marina Bartoli

La recensione di OperaClick

 L'intervista












Marina Bartoli

































Marina Bartoli al
Teatro Olimpico di Vicenza
foto di Guido Turus































Marina Bartoli
in una foto tratta
dall' Ercole di Vivaldi

























 


Da quella inesauribile fucina di voci talentuose che è l'Italia, ecco in Marina Bartoli una vera specialista di opera antica e barocca. Questa luminosa interprete, versata anche alla musica pop, nata a Mantova e diplomata in canto al Conservatorio "C. Pollini" di Padova ha prestato la sua  voce nitida e dolce, e la sua sensibilità e bellezza per l'interpretazione e il recupero di ruoli come: Annio ne “La Clemenza di Tito” di B. Galuppi, Agnesina ne “L’Inimico delle Donne” di B.Galuppi, Ippolita nell' “Ercole Sul Termodonte” di A.Vivaldi, Alinda, Oronte ed Arpago ne “L’ Incoronazione di Dario” di A.Vivaldi, Fortuna, Allegrezza e Venere ne “Il Giustino” di G.Legrenzi, Dirindina ne “La Dirindina” di D.Scarlatti, Tullia nell’ “Ottone in Villa” di A.Vivaldi, Arianna ne “Il Giustino” di G.Legrenzi, Lucio ne “Il Finto Turco” di N.Piccinni etc. Ha cantato sotto la direzione di molti celebri Direttori: Claudio Scimone, Gustav Leonhardt, Bob Van Asperen, Philippe Herreweghe, Alan Curtis, Thomas Hengelbrock e collabora con vari gruppi ed orchestre fra le quali L’Accademia Bizantina, L’Arte dell’Arco, Delitiae Musicae, L’Orchestra di Padova e del Veneto, Il Complesso Barocco, I Virtuosi delle Muse. La rivista Opera Now di Londra l'ha inserita nella categoria Young Artists, who’s hot? Marina ha accettato amabilmente di conversare sulla sua carriera e suoi interessi musicali

 

 

Quando e come hai scoperto di avere una "voce"?

A tre anni cantavo a squarciagola improvvisando seconde voci e cercando di sovrastare mia sorella e i miei cugini che venivano a cantare a casa nostra (mia mamma si divertiva a farci imparare delle canzoni accompagnandoci alla chitarra): ho recentemente sentito delle registrazioni in cassetta delle mie “Performance da primadonna” e le ho trovate esilaranti.

Personalmente ho scoperto la mia voce verso gli  11 anni, quando – assieme a mia sorella maggiore – sono stata scelta dai professori di Musica per cantare davanti a tutta la Scuola “Happy Xmas (war is over)” di J.Lennon in occasione del Concerto di Natale dell’Istituto. Da quel momento in poi ho cominciato a dedicarmi alla musica leggera (da ragazzina cantavo canzoni Folk e Pop in piccoli locali cittadini) e più tardi alla lirica

 

 

Vocalmente come ti definiresti?

Sono un soprano lirico-leggero.

 

 

A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare?

Mi piacerebbe fare ascoltare un’Aria del ‘700 cantabile, dolce (un Andante amoroso per esempio**), perché è in questo genere di scrittura che so di poter dare il meglio.  E a chi aprezza (come me) il crossover, canterei l’Aria “Think of me” dal Musical “The Phantom of the Opera” di L.Webber.

 

** il “Tu virginum corona” dal Mottetto KV 165 “Exultate, Jubilate” di W.A.Mozart / “Nun beut die Flur” da “Die Schoepfung” di F.J.Haydn / “Deh tacete” da “Il Finto Turco” di N.Piccinni etc.

 

 

Di quanti ruoli è formato il tuo repertorio?

Da circa una ventina di ruoli, tutti tratti da opere del Sei e Settecento.

 

 

Come nasce il tuo interesse verso il barocco?

Il mio interesse per il Canto Barocco (per Barocco intendo un periodo di tempo molto ampio, che abbraccia tutto il 600 e tutto il 700), è stato frutto di una folgorazione. Quando sono stata ammessa in Conservatorio la mia cultura musicale classica si limitava esclusivamente alla letteratura pianistica (studiavo infatti il pianoforte classico da diversi anni, ma non avevo mai nutrito interesse verso il Canto lirico, solo per quello leggero). Un giorno, le mie insegnanti di Conservatorio mi proposero di leggere un’Aria di Haendel (“Ne men con l’ombre” dal “Serse”) ed io cantandola fui subito pervasa da un senso di benessere e piacere: non conoscevo davvero nulla del repertorio in cui ora mi sono specializzata, ma mi sono fin da subito sentita portata ad esso. E’ stato un amore viscerale, del tutto istintivo: avvertivo chiaramente che quello era il mio “mondo” musicale. Cantare Arie del Sei e Settecento era semplicemente la cosa che mi veniva con più naturalezza, facilità, ed anche che mi costava meno fatica.

Fin da subito ho cominciato ad ascoltare e leggere  Musica Antica con grande voracità, ed ho sempre cercato di frequentare tutti i corsi in cui fosse possibile approfondire la conoscenza della prassi esecutiva.

 

 

Un ruolo che ti ha portato fortuna quello di Serse. Lo canti ancora?

Vengo spesso chiamata per Opere poco note, magari riesumate da manoscritti a lungo dimenticati e per questo non  inserite nella consueta programmazione dei teatri, quindi non mi è ancora capitato di ricantare lo stesso ruolo in più di una produzione. Ma non me ne dispiaccio: trovo infatti che la continua novità (frutto della ricerca e conseguente scoperta di preziose perle barocche) sia  proprio uno dei punti di forza della Musica Antica.

 

 

Qual è il tuo personaggio preferito, quello in cui ti immedesimi di più?

Senza dubbio Donna Elvira del „Don Giovanni“ di Mozart. Conosco tutte le sue strepitose Arie a memoria, mi identifico nel suo temperamento, trovo interessanti e incredibilmente vere tutte le pieghe del suo personaggio. Ma purtroppo è per un’altra voce, non certo la mia.

 

 

C’è un cantante, un regista o un direttore che ha influenzato positivamente la tua carriera?

Ce ne sono diversi, ma non uno in particolare.

 

 

Cosa ne pensi dell'attuale situazione italiana?

Mi sembra assai critica per l’arte e la cultura in generale. Ci sono moltissimi giovani preparati e talentuosi che nonostante studio continuo, sforzi e tenacia non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro e vivono in una continua ed estenuante situazione di  precarietà. Spero in una ripresa progressiva nel 2010: voglio essere ottimista.

 

 

Hai  progetti per l’immediato futuro?

Concerti barocchi in Germania e Svizzera, un videoclip per una canzone Pop e l’acquisto di una Viola da Gamba: sono appena stata ammessa al Conservatorio di Venezia e non vedo l’ora di  cominciare a studiare questo meraviglioso strumento!

 

 

Una curiosità: la musica che ascolti di sottofondo a casa tua?

Non la musica classica: per quella ho necessità di attenzione e totale silenzio. Ascolto cantautori italiani (Samuele Bersani, Bruno Lauzi, Franco Battiato, i Tazenda), Folk-rock Usa (Indigo Girls, Jim Croce, Simon & Garfunkel), grandi interpreti femminili (Mia Martini, Noa, Tori Amos, Céline Dion) e più in generale tutta la musica Pop che è di volta in volta sulla scena attuale (ultimamente per esempio mi piace molto il britannico Mika: una sorta di “Evirato cantore” del nostro secolo!).

 

 

Ramón Jacques

 22 novembre 2009

 

 

 

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