Coronavirus e teatri aperti

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marcob35
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 20 giu 2020 15:21

Un'altra prova che "non è la stessa Musica" (c'è da precisare per parte propria che i miei titoletti siano provocatorii e ironici?) si evince da talune (quelle sì, oziose o perlomeno circonlocutorie) recensioni apparse per esempio a margine del concerto del Maggio il 17 scorso. Beninteso: esse sono inserite in un appoggio al Teatro e nell'ottica del "piuttosto" che niente, meglio "piuttosto". Se non ho visto/sentito l'Oro (ma proprio non conta nella sostanza più generale del mio intervento; tantomeno voleva biasimare una bella trovata da applaudire), ho sentito/visto (sì, in streaming, perché 100 euro spero li abbia pagati Valdo Spini fotografato all'ingresso della platea del Maggio), il concerto mehtiano.

Ecco dunque cosa ha scritto un locale giornalista ("Corriere fiorentino", 19.6.2020).

La scelta di Schubert - Un programma di struggente bellezza ma un po’ cupo per la fiduciosa riapertura

Ci sarebbe voluto un programma meno cupo per accompagnare la fiduciosa riapertura al pubblico del Teatro del Maggio, con Zubin Mehta ritornato per l’occasione sul podio dell’Orchestra che lo ama. Per quanto risultasse un programma di struggente bellezza. C’è Schubert, quello della Sinfonia n. 4, appellata come «Tragica» — forse dallo stesso compositore — per via dell’ombra lugubre che si stende nel primo movimento e delle tensioni disperate che continuamente la percorrono [...]
La Vienna dell’Ottocento accostata a quella del Novecento, temperie particolarmente care a Mehta. Il quale, seduto sullo sgabello e partitura squadernata sul leggio, con l’Orchestra del Maggio ristabilisce subito l’intesa; pochi gesti, qualche cenno, e tutto ritorna naturale
[...].

Ma non ci sono più gli slanci o le accensioni virtuosistiche di una volta: la Quarta di Schubert suona adesso lugubre e meditata, procede con passo lento. Manca un po’ di mordente, specie nel Finale; ma quel respiro profondo permette a Mehta di raggiungere, ad esempio, una soave trasparenza nel delicato gioco di archi e fiati incastonato nell’Andante, grazie anche alla bravura dei musicisti [...].

Forse che il censore avrebbe indicato come più adatta e godibile una esecuzione (trascritta per piccola orchestra ovvio!) di "Gaîté Parisienne" o una selezione di polche veloci di Eduard Strauss (sempre per organico ridotto)?

Il programma non era cupo, semmai l'atmosfera per il vuoto di cui si è parlato e le polemiche prima e dopo.
Poi-cito per la terza o quarta volta Mehta-"fate quello che volete".
Del resto mi chiedo se vivente Wagner (è per amor di discussione) egli avrebbe consentito la riduzione per venti strumenti del suo "Das Rheingold", anche se esiste il famoso "Idillio", che nato per quindici strumenti, fu poi-in sede di pubblicazione a stampa-ampliato e così oggi eseguito.
Penso l'avrebbe fatto.


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marcob35
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 21 giu 2020 12:27

Ma non è una cosa seria (?) 2

Bacchettata al Sovrintendente
Maggio musicale e biglietti a 100 euro, Monica Barni: «Pereira ricordi che il teatro è anche servizio pubblico». La replica.


https://www.firenzepost.it/2020/06/20/m ... -pubblico/
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ZetaZeta
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da ZetaZeta » 21 giu 2020 17:43

marcob35 ha scritto:
21 giu 2020 12:27
Ma non è una cosa seria (?) 2

Bacchettata al Sovrintendente
Maggio musicale e biglietti a 100 euro, Monica Barni: «Pereira ricordi che il teatro è anche servizio pubblico». La replica.


https://www.firenzepost.it/2020/06/20/m ... -pubblico/
Sinceramente non riesco a dare torto all'assessore, considerato anche il fatto che le fondazioni liriche le paghiamo tutti noi tramite lo stato. Non capisco il senso di un teatro mezzo vuoto con posti cari.
D'altra parte ci doveva pensare prima il suo compagno di partito Nardella quando ha costretto Chiarot ad andarsene. Il bello del PD che fa maggioranza e opposizione.

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marcob35
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 21 giu 2020 20:18

Non c'è trucco, non c'è inganno (Maggio estivo)

La stampa fiorentina aggiunge oggi ("Corriere fiorentino") particolari sulla programmazione immediata del Teatro, sulla scia della polemica dei costosi biglietti e delle problematiche Covid 19.

Polemiche a parte il sogno di Pereira però è un altro: «Realizzare una o due repliche del Requiem di Verdi, il 30 e 31 agosto in piazza della Signoria, per le vittime del coronavirus, invitando le famiglie. Lo dirigerà Zubin Mehta e ci sarà il più grande cast immaginabile. Ma dobbiamo lavorare insieme (si rivolge al sindaco Nardella) per avere la copertura finanziaria».

Il Maggio si pone due obiettivi: «Portare i limiti di capienza da 200 ad almeno 700 posti» e, questa volta parla Nardella, convincere il ministro Franceschini ad abbattere il debito del Teatro «che in due anni abbiamo portato da 62 a 56 milioni». Domani saranno insieme nel Salone dei Cinquecento per Barenboim. «Da sempre il nostro Ateneo è attento ai valori della pace del multiculturalismo — ha ricordato il rettore Luigi Dei — Prima di Barenboim sono stati laureati in Relazioni internazionali e Studi europei Nelson Mandela, Willy Brandt e Kofi Annan». Intanto è stato votato il «bilancio consuntivo del 2019» dove «si prevede un risultato positivo per circa 1,3 milioni e per il 2020 un risultato prudenziale in utile di 500mila euro». Saltano intanto le 4 repliche del Ballo in Maschera ma il 15 luglio riapre la Cavea dove fino al 18 vedremo l’opera all’aperto. «Il 19 faremo una Traviata«in cui avrebbe dovuto cantare Placido Domingo con al suo posto Leo Nucci. Le fasce di prezzo diventano due: «Una con i famosi 100 euro, quelli che non vi rende felici una a 50 euro».


Non si sa a coloro i quali hanno già prenotato gli spettacoli (Ballo e Traviata) cosa attenda: libero accesso a fronte dell'acquisto così come fatto in anticipo, quindi a-per esempio-15 euro in Galleria), rimborso o voucher tenendo presente che cambiano date, luogo, forma e-per Traviata-l'attrazione costituita da Domingo ora sostituito da Nucci...
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mascherpa
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da mascherpa » 25 giu 2020 09:51

Invece di tante chiacchiere, trovo che sarebbe bene dire chiaro che i teatri riapriranno sul serio solo quando i contagi saranno stabilmente scesi a un livello davvero trascurabile, in tutte le parti del mondo da cui si abbia facile accesso ai luoghi dove i teatri si trovano.

Altrimenti è inevitabile che si debbano offrire ad Apothekerpreise i pochi posti disponibili per spettacoli e concerti piú o meno azzoppati. Non mi pare un caso che da Salisburgo non mi sia arrivara alcun'offerta per i due concerti, "salvati" per circa metà ascoltatori in un'altra sala, che a marzo avevo ricevuto "in assegnazione" (le due opere sono state cancellate): lo trovo semplicemente ovvio, visto che i biglietti miei erano piú economici di almeno i due terzi del totale di essi.

Con Filippo che scrive che a Firenze avrebbero fatto meglio a tenersi Chiarot, sono completamente d'accordo, ma gli ricordo che i prezzi dei biglietti alla Fenice (dove la sovrintendenza Chiarot fu artisticamente e culturalmente una vera "età dell'oro") erano stati gestiti da lui secondo una spietata logica di bilancio e mercato. Quindi, in questo frangente non potrebbe che fare come Pereira; o forse "meglio", cioè riuscirebbe a far pagare di piú quei miserevoli duecento posti.
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

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τί μοι σὺν δούλοισιν;

Luca1966
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da Luca1966 » 25 giu 2020 11:25

mascherpa ha scritto:
25 giu 2020 09:51
Invece di tante chiacchiere, trovo che sarebbe bene dire chiaro che i teatri riapriranno sul serio solo quando i contagi saranno stabilmente scesi a un livello davvero trascurabile, in tutte le parti del mondo da cui si abbia facile accesso ai luoghi dove i teatri si trovano.

Altrimenti è inevitabile che si debbano offrire ad Apothekerpreise i pochi posti disponibili per spettacoli e concerti piú o meno azzoppati. Non mi pare un caso che da Salisburgo non mi sia arrivara alcun'offerta per i due concerti, "salvati" per circa metà ascoltatori in un'altra sala, che a marzo avevo ricevuto "in assegnazione" (le due opere sono state cancellate): lo trovo semplicemente ovvio, visto che i biglietti miei erano piú economici di almeno i due terzi del totale di essi.

Con Filippo che scrive che a Firenze avrebbero fatto meglio a tenersi Chiarot, sono completamente d'accordo, ma gli ricordo che i prezzi dei biglietti alla Fenice (dove la sovrintendenza Chiarot fu artisticamente e culturalmente una vera "età dell'oro") erano stati gestiti da lui secondo una spietata logica di bilancio e mercato. Quindi, in questo frangente non potrebbe che fare come Pereira; o forse "meglio", cioè riuscirebbe a far pagare di piú quei miserevoli duecento posti.
Anche secondo me, sarebbe meglio tenere chiusi i teatri sino a quando l'emergenza Covid-19 sarà completamente passata.
Rassegnamoci al prolungarsi del periodo d'astinenza, ci sono cose molto peggiori nella vita.

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karalis
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da karalis » 25 giu 2020 15:47

Luca1966 ha scritto:
25 giu 2020 11:25
mascherpa ha scritto:
25 giu 2020 09:51
Invece di tante chiacchiere, trovo che sarebbe bene dire chiaro che i teatri riapriranno sul serio solo quando i contagi saranno stabilmente scesi a un livello davvero trascurabile, in tutte le parti del mondo da cui si abbia facile accesso ai luoghi dove i teatri si trovano.

Altrimenti è inevitabile che si debbano offrire ad Apothekerpreise i pochi posti disponibili per spettacoli e concerti piú o meno azzoppati. Non mi pare un caso che da Salisburgo non mi sia arrivara alcun'offerta per i due concerti, "salvati" per circa metà ascoltatori in un'altra sala, che a marzo avevo ricevuto "in assegnazione" (le due opere sono state cancellate): lo trovo semplicemente ovvio, visto che i biglietti miei erano piú economici di almeno i due terzi del totale di essi.

Con Filippo che scrive che a Firenze avrebbero fatto meglio a tenersi Chiarot, sono completamente d'accordo, ma gli ricordo che i prezzi dei biglietti alla Fenice (dove la sovrintendenza Chiarot fu artisticamente e culturalmente una vera "età dell'oro") erano stati gestiti da lui secondo una spietata logica di bilancio e mercato. Quindi, in questo frangente non potrebbe che fare come Pereira; o forse "meglio", cioè riuscirebbe a far pagare di piú quei miserevoli duecento posti.
Anche secondo me, sarebbe meglio tenere chiusi i teatri sino a quando l'emergenza Covid-19 sarà completamente passata.
Rassegnamoci al prolungarsi del periodo d'astinenza, ci sono cose molto peggiori nella vita.
Sono perfettamente d'accordo. Ne abbiamo fatto a meno - volenti o nolenti - per alcuni mesi che, prolungati, non sarebbero poi la fine del mondo. E le fotografie tristanzuole della "ripresa" con distanze più o meno deleterie o con ingabbiamenti in plexiglas più o meno "sonoro" non fanno che aumentare la voglia di NON assistere a "eventi" siffatti.

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marcob35
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 26 giu 2020 22:00

Sogno di una notte d'estate con Muti

La clip di meno di 7 minuti sotto, riproduce l'apertura il 21 giugno scorso alla Rocca Brancaleone del Ravenna Festival di quest'anno.

Consente di ascoltare anzitutto, nella splendida va detto, cornice cromatica del luogo e riprese, l'esecuzione sobrissima dell'Inno nazionale, eseguito dalla "Cherubini", in una versione di cui non conosciamo il redattore (lo Maesschtre stesso?), piuttosto lontana dai trionfali echi sfoggiati da Muti ad esempio alla Scala illo tempore.

Poi di ascoltare il Maestro salutare i propri illustri ospiti (invito anche ad osservare i "non nominati" eppur presenti) e l' allocuzione alla città e al Mondo da parte del Nostro, sempre diverso e sempre uguale nel suo caratteristico modo di mescolare il sensibile con lo scontato.

Per non incorrere nel diritto d'autore la sola musica qui è quella di Novaro, niente Skrjabin e Mozart-scusate tanto-ma con facilità gli interessati potranno cercare altrove. A noi basta questo.



Anche qui: https://drive.google.com/file/d/1AM5-4R ... sp=sharing
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da il_bonazzo » 28 giu 2020 19:17

Io invece sottopongo alla vostra attenzione la splendida esecuzione del mottetto Exsultate Jubilate da parte di Rosa Feola.

"Spengi quella telecamera! Spengila, t'ho detto!!!"
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 29 giu 2020 15:31

Cantare con la mascherina o senza? Questo è il risultato.

(da "La Stampa")



Altro link: https://drive.google.com/file/d/1w8q81o ... sp=sharing
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