Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

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daphnis
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Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da daphnis » 05 feb 2020 14:10

A metà mese, Lorenzo Viotti concluderà le repliche di Giulietta e Romeo di Gounod, una direzione unanimemente apprezzata. Le doti d'eccellenza del ventinovenne direttore hanno trovato conferma alla guida dell'Orchestra dell'Accademia del Teatro alla Scala in una lettura scintillante della Quinta Sinfonia di Sostakovic, che personalmente annovero fra le migliori da me ascoltate, nella vita, di questo lavoro. Lunedì sera, il concerto dei ragazzi scaligeri ha avuto luogo a favore della benemerita Fondazione Rava, splendidamente dedita a situazioni d'infanzia difficile. L'orchestra dell'Accademia è, ovviamente, una formazione in continuo divenire, in rapporto alla crescita ed immissione di nuove generazioni di esecutori. Mi si dice che l'attuale "nidiata" sia particolarmente vivace e reattiva. Nei fatti, l'attuale assetto (ma anche quello di passate generazioni di giovani "accademici") è quello di una tipica orchestra italiana: ottimi archi, legni e percussioni, qualche problema nel settore ottoni (non so offrire ricette ma, nella formazione dei nostri strumentisti, bisognerà trovare una soluzione a questa "menda",se vogliamo, storica).
Al netto di qualche incertezza in tale settore (compensata da "momenti" bellissimi degli ottoni stessi), l'esecuzione della Quinta è stata magnifica, nella risposta scattante ed entusiasta ad un Viotti allo stesso tempo galvanizzato e galvanizzante - presentatosi in tenuta elegante-giovanile con scarpe fuori ordinanza, ma bellissime! - che ha impresso la sua cifra interpretativa fatta, in particolar modo, di quella ricca paletta di colori e di sfumature già notata come sua precipua caratteristica anche in Gounod. C'è in Viotti un "senso" del suono, della tinta, delle sfumature e delle dinamiche e uno straodinario dosaggio dei "climax" (ciò che rende musicalmente e teatralmente formidabili, in Romeo e Giulietta in replica in questi giorni, le scene di duello e morte di Mercuzio e Tebaldo). La sinfonia si avviava in suggestivo "azzurrino" nel tema inziale degli archi, deflagrava con brillantezza di suono nello sviluppo del movimento iniziale, proseguiva scattante e piena di estri e mobilissima nei cambi di tempo nell'allegretto. Poi Viotti, con i ragazzi, trovava una drammaticissima tinta scura ed una tensione fortissima nel largo, era letteralmente travolgente nell'accelerazione a rompicollo dopo la poderosa introduzione della percussione all'allegro non troppo e infine, vera perla e coronamento del tutto, direttore ed orchestra riuscivano ad essere allo stesso tempo luminosissimi ma "aspri", ironici nel "finto trionfo" che chiude la sinfonia, ancora con gli impressionanti colpi di timpano. Hanno colpito, da un lato la forte cifra di personalità espressa da Viotti, dall'altro il bellissimo rapporto con i ragazzi del direttore, sorridente, anche visibilmente divertito e appassionato, e "sollecitante" a farli esprimere al loro massimo, con il giusto fare di chi sa infondere fiducia, da giovane in mezzo ai giovani, ma da maestro talentuosissimo e, davvero, galvanizzante. Li ha entusiasmati e si è fatto entusiasmare, visibilmente. E ha entusiasmato anche noi.
Meno significativa mi è parsa, nella prima parte, la lettura-esecuzione del Concerto nr 1 in re minore per pianoforte ed orchestra di Johannes Brahms, solista il glorioso Andrea Lucchesini. Lodevole aver evitato la consueta esecuzione monumental-brutal-scorbutica di questo lavoro a favore, in particolare da parte di Viotti, di una ricerca di trasparenza di suono, ma l'impressione è stata che solista e direttore avessero idee e "mondi sonori" non pienamente coincidenti. E che, forse, il tutto, fosse un filo meno rifinito, rispetto alla sinfonia.
Ma Sostakovic è stato magnifico e accolto da un giustissimo trionfone di pubblico al Maestro ed ai ragazzi dell'orchestra. A metà febbraio, come detto, saluteremo Lorenzo Viotti con il chiaro augurio di riaverlo presto, e di frequente - Amsterdam e molto altro permettendo - sul podio scaligero. Nella mia personale, inveterata passione per i direttori di giovane generazione "in progress", è di sicuro entrato nel novero di quelli che seguirò con tutta l'attenzione.


marco vizzardelli
Ultima modifica di daphnis il 05 feb 2020 15:50, modificato 2 volte in totale.



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Puck
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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da Puck » 05 feb 2020 14:34

daphnis ha scritto:
05 feb 2020 14:10
Nella mia personale, inveterata passione per i direttori di giovane generazione "in progress", è di sicuro entrato nel novero di quelli che seguirò con tutta l'attenzione.
La penso esattamente così sin da quando lo ascoltai, poco meno di tre anni fa, attaccare l'Incompiuta di Schubert con un suono da direttore di caratura superiore, e non solo in relazione all'età. Talento cristallino e grandissima personalità.
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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da marcob35 » 05 feb 2020 14:47

daphnis ha scritto:
05 feb 2020 14:10
... presentatosi in tenuta elegante-giovanile con scarpe fuori ordinanza, ma bellissime!
Leggo-eccezionalmente e contrariamente alla mia consuetudine di "illetterato"-di buon grado le debortanti spesso, note di "daphnis" (e poch'altri), sono sempre ricche di passione ed entusiasmo, specie quando si lascia trasportare dalla foga. Le prove che ho udito e visto di Viotti però concordano e pure quelle delle sue proprie calzature unite all'abito serio ma "giovanile", quelle stesse calzature che scandalizzarono una vecchietta fiorentina, però anch'essa vinta dal giovane maestro. Buona fortuna!
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

daphnis
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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da daphnis » 05 feb 2020 16:28

In materia d'abbigliamento sono elastico e anche disponibile ad estri, salvo una idiosincrasia: per quei camicioni neri spesso indossati mezzo-spiegazzati da alcuni direttori che vorrebbero evidentemente star più comodi. Vedo che per fortuna stanno diminuendo dopo un periodo di vera invasione di questi tristi pigiamoni, indossando i quali sembra che i direttori si siano alzati dal letto due minuti prima del concerto. Ecco, mentre son solito ascoltare musica ad occhi aperti, il camicione nero mi stimola a tenerli chiusi per non vedere: vertice negativo, in questo senso, quello indossato da Simon Rattle l'estate scorsa a Merano. Sembrava fosse entrato in un fagotto (non nel senso dello strumento musicale, proprio un fagottone da pellegrino): per fortuna si fece perdonare dirigendo magistralmente la sua London Symphony nella Seconda sinfonia di Rachmaninov.


marco vizzardelli

marco_
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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da marco_ » 24 feb 2020 14:22

Questa settimana Viotti subentra con i Berliner all’indisposto (ma ieri a Rotterdam stava benissimo) Nézet-Séguin. Terza di Mahler in programma: bella doppia sfida, perché decisamente lontana dal repertorio tipico di Lorenzo, e con un’orchestra le cui storiche idiosincrasie in prova verso Mahler sono note.

Un sincero in bocca al lupo!

pbialetti
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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da pbialetti » 24 feb 2020 14:27

marco_ ha scritto:
24 feb 2020 14:22
Questa settimana Viotti subentra con i Berliner all’indisposto (ma ieri a Rotterdam stava benissimo) Nézet-Séguin. Terza di Mahler in programma: bella doppia sfida, perché decisamente lontana dal repertorio tipico di Lorenzo, e con un’orchestra le cui storiche idiosincrasie in prova verso Mahler sono note.

Un sincero in bocca al lupo!
Non essendo proprio un fan di Nézet-Sèguin, sono contento della sostituzione e sono curiosissimo del concerto. In bocca al lupo al giovane debuttante, che io tra l'altro non ho ancora mai sentito dal vivo, ma di cui ho sentito sempre parlare un gran bene da tutti voi.
PS Quali sono le idiosincrasie in prova dei BP verso Mahler?

daphnis
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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da daphnis » 24 feb 2020 15:26

Bene!


marco vizzardelli

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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da marco_ » 24 feb 2020 15:34

pbialetti ha scritto:
24 feb 2020 14:27
Non essendo proprio un fan di Nézet-Sèguin, sono contento della sostituzione e sono curiosissimo del concerto. In bocca al lupo al giovane debuttante, che io tra l'altro non ho ancora mai sentito dal vivo, ma di cui ho sentito sempre parlare un gran bene da tutti voi.
Mi farebbe piacere leggere un tuo commento se andrai.
PS Quali sono le idiosincrasie in prova dei BP verso Mahler?
E’ un misto fra racconti e miei ascolti.

Un paio di direttori autorevoli hanno percepito una sorta di pregiudizio ideologico quasi che, oltre a caratteristiche come il colore dei violoncelli, l’aleggiare di Furtwängler, Celibidache e von Karajan trasmetta per osmosi transgenerazionale le loro considerazioni o predilezioni sui compositori (non ricordo dove ho letto che la Germania Triumphans nel campo della riscoperta -sui generis- del bello a metà Ottocento, di cui il padre di Furtwangler fu esponente, fosse poco aperta alla diversity). Pochi fra quelli cresciuti in quegli ambienti se ne ravvedono: eccezione esemplare Barenboim, folgorato dagli ascolti di Kubelik. Si espliciterebbe in prova nella resistenza degli orchestrali a un suono brutto/quotidiano/flessibile al limite dell’impreciso, a mio avviso essenziali in un brano come la Terza e di cui compagini come la Israel Philharmonic o la Concertgebouworkest sono campionesse anche in virtù del loro albo d’oro.

Un esempio diretto. Il penultimo programma mahleriano di Haitink con loro prevedeva Das Lied von der Erde. Nei cinque brani prima di Der Abschied ebbi l’impressione che il grande Maestro lottasse battuta dopo battuta nello spremere un certo tipo di sfumature, e il suo proverbiale flusso mesmerico che convince le orchestre senza mai imporsi non funzionasse. Nello stesso Abschied ebbi l’impressione in diretta che finalmente avesse ‘vinto’, ma ripensandoci già il giorno dopo ne rimasi con impressioni fredde.

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Berlioz
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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da Berlioz » 25 feb 2020 12:40

daphnis ha scritto:
05 feb 2020 16:28
In materia d'abbigliamento sono elastico e anche disponibile ad estri, salvo una idiosincrasia: per quei camicioni neri spesso indossati mezzo-spiegazzati da alcuni direttori che vorrebbero evidentemente star più comodi.
Davvero che cosa orrenda...
Al sesso non si applica il Principio di Esclusione di Pauli.

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Re: Lorenzo Viotti galvanizza i ragazzi dell'Accademia Scala

Messaggio da Berlioz » 25 feb 2020 12:41

marco_ ha scritto:
24 feb 2020 14:22
Questa settimana Viotti subentra con i Berliner all’indisposto (ma ieri a Rotterdam stava benissimo) Nézet-Séguin. Terza di Mahler in programma: bella doppia sfida, perché decisamente lontana dal repertorio tipico di Lorenzo, e con un’orchestra le cui storiche idiosincrasie in prova verso Mahler sono note.

Un sincero in bocca al lupo!
Speriamo sfrutti al meglio questa occasione, in una sinfonia per nulla facile da tenere insieme
Al sesso non si applica il Principio di Esclusione di Pauli.

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