Volodos a Santa Cecilia - Liszt, Schumann

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marco_
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Volodos a Santa Cecilia - Liszt, Schumann

Messaggio da marco_ » 03 feb 2020 23:29

Grande pianista Volodos, senz’altro tra i migliori di oggi: profondo, elegante, deciso, emozionante.

Nella prima parte ci ha regalato quattro brani di Liszt in approccio severissimo: il sonetto 123 di Petrarca delicato ma senza effusioni che un gesuita non avrebbe approvato, la lugubre gondola densa come pece, la predica di San Francesco agli uccelli rigorosissima nell’avvicinarsi impercettibile ma continuo fra i trilli e voce salmodiante, la seconda ballata con colori di ricchezza abbacinante e che affastella sovrapposizioni di voci (e di volume!) in un crescendo inesauribile. Notevole per il tocco fatato nella sua morbidezza, le dinamiche estreme nello spettro ma classiche nella non esteriorità, la linea lunga dominata da campione di architettura formale: ne deriva un tripudio di ‘bravo’ già a questo punto, e l’accordatore Fabbrini spende quasi tutto l’intervallo a ricondizionare lo strumento.

Dopo l’inizio bronzeo, nel seguito i toni virano fra l’argenteo e l’opalescente. Così l’interprete si piega a Schumann, e sia nei brani da Bunte Blätter sia in Humoreske ci offre un caleidoscopio di emozioni reali: gioia di vivere, delicatezza, estasi, nostalgia, ansia, dolore fisico, tragedia ineluttabile.

Come se non bastasse il Maestro ci regala una decina di bis, spaziando da Schubert a Debussy e riuscendo a non guastare di banalità un concerto fino a quel punto intensissimo.



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