Tosca alla Scala, 7 dicembre 2019

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M.Grazia Pellegrini
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da M.Grazia Pellegrini » 04 dic 2019 16:48

Mi spiace se ho fatto un intervento fuori luogo, non pensavo di rivelare niente di eclatante, inoltre avevo capito che gli interventi prima di venire pubblicati venissero controllati ed eventualmente bloccati. Chiedo scusa e mi ritiro, metaforicamente parlando, perché tecnicamente non so bene come si faccia.



violamargherita
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da violamargherita » 04 dic 2019 18:29

umangialaio ha scritto:
04 dic 2019 14:11
Il teatro non sembra preoccuparsi delle anticipazioni, anzi ne rincara la dose with abandon:

https://milano.corriere.it/notizie/cron ... a806.shtml

U
Cosa che non stupisce. Del resto, né Strauss né Böhm collaborerebbero con una dirigenza sì cialtrona.

daphnis
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da daphnis » 05 dic 2019 04:12

Dal garbo con cui è intervenuta, mi vien da chiedere scusa alla signora Pellegrini, che ha fatto cenno allo spettacolo in evidente bontà d'intenzioni, l'appunto mio e credo anche altrui voleva più che altro suggerire una prassi, è poi vero che il teatro stesso, attraverso diversi media, ha fornito una quantità di indicazioni. Comunque, visto che la "primina", evento, come si è detto, pubblico, ora è andata in scena, posso dire che io ho visto questa Tosca,e che nonostante tutto mi attengo per ora al silenzio, salvo due appunti:
a) alla fine Tosca non viene assunta in cielo né altrove, non si tratta di un "assunzione" (non svelo nulla. la spiegazione è già pubblica, c'è, chiara, nell'articolo di Giuseppina Manin uscito sulle pagine milanesi del Corriere della Sera, facilmente rintracciabile).
b) nonostante opinioni spesso concordanti con quelle di Violamargherita, avendo visto e ascoltato, come mio uso, evitando pregiudizi... questa volta non appoggio (anzi!) le sue negatività preventive. Se l'attuale tutto esaurito di ogni replica si tradurrà in qualche disponibilità nelle prossime settimane, prevedo diversi miei ritorni a questo spettacolo. E per ora qui mi fermo.


marco vizzardelli

fraaaa
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da fraaaa » 05 dic 2019 05:42

violamargherita ha scritto:
04 dic 2019 18:29
umangialaio ha scritto:
04 dic 2019 14:11
Il teatro non sembra preoccuparsi delle anticipazioni, anzi ne rincara la dose with abandon:

https://milano.corriere.it/notizie/cron ... a806.shtml

U
Cosa che non stupisce. Del resto, né Strauss né Böhm collaborerebbero con una dirigenza sì cialtrona.
Si chiama creare attesa, pathos. Curiosita', interesse. Non a caso quale spettacolo richiama tutta questa attesa mediatica? Nessuno. Facciamocene una ragione. Tutto il resto e'noto e studiato, altro che cialtroneria: meccanismo psicologico per cui.il grande interesse per un oggetto viene accentuato dal mostrarlo -in parte- al pubblico, che così vede, pensa, elabora, si incuriosisce di più, etc. Basti guardare i vari Instagram e social: ma cosa ne vuole capire di marketing e promozioni di eventi se l'Eta'media di chi blatera visse in un'epoca in cui la promozione di qualsiasi evento avveniva porta a porta! Altro che cialtroneria.

violamargherita
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da violamargherita » 05 dic 2019 10:05

fraaaa ha scritto:
05 dic 2019 05:42
violamargherita ha scritto:
04 dic 2019 18:29
umangialaio ha scritto:
04 dic 2019 14:11
Il teatro non sembra preoccuparsi delle anticipazioni, anzi ne rincara la dose with abandon:

https://milano.corriere.it/notizie/cron ... a806.shtml

U
Cosa che non stupisce. Del resto, né Strauss né Böhm collaborerebbero con una dirigenza sì cialtrona.
Si chiama creare attesa, pathos. Curiosita', interesse. Non a caso quale spettacolo richiama tutta questa attesa mediatica? Nessuno. Facciamocene una ragione. Tutto il resto e'noto e studiato, altro che cialtroneria: meccanismo psicologico per cui.il grande interesse per un oggetto viene accentuato dal mostrarlo -in parte- al pubblico, che così vede, pensa, elabora, si incuriosisce di più, etc. Basti guardare i vari Instagram e social: ma cosa ne vuole capire di marketing e promozioni di eventi se l'Eta'media di chi blatera visse in un'epoca in cui la promozione di qualsiasi evento avveniva porta a porta! Altro che cialtroneria.
Ah, quindi si tratta di una abile e sapiente politica di marketing!
Sono proprio una vecchia babbiona troglodita a non averlo capito prima...
Adesso mi spiego perché la media di riempimento della sala è passata dal 97% degli anni di Muti all’89% dell’epoca Lissner al 78,8% dell’attuale reggenza Pereira/Chailly.
Risultati strabilianti davvero!!!

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marcob35
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da marcob35 » 05 dic 2019 10:21

Una Tosca muta

Una volta sul Forum nacque una discussione in cui venne fuori che l'opera paradossalmente senza canto, poteva riuscire anche più interessante e addirittura maggiore, s'intende perché l'Autore era un finissimo musicista, con alto senso compositivo, del discorso armonico e strumentale.
Il titolo evidenziato era proprio "Tosca" e segnatamente nel secondo atto, ove le tre parti di Tosca, Scarpia e Cavaradossi avrebbero validamente reso le istanze drammatiche e musicali, se-per assurdo (ma non poi tanto)-fossero state trasformate o usate per un trio o quartetto da camera.

Di sicuro il sinfonista Puccini se la sarebbe egregiamente cavata, vista la sua natura sinfonica (avrebbe chiosato Verdi) pure lui medesimo ricordando che Dio l'avesse toccato con un dito, ordinandogli di scrivere per il teatro e solo per quello.

In America, negli anni '60, andavano molto di moda, in quella "famigerata" società consumistica, direbbe alcuno, le versioni sola orchestra in sintesi, di intere opere liriche famose.
Uno degli artefici di queste operazioni era un serissimo direttore d'orchestra di origine russa, Andrej Kostelanec [*] fuggito dai bolscevichi nel 1922 (era marito di Lily Pons).

Ecco qui di seguito dunque la sua "Tosca" (atto I, II-due clip-e III): il tutto per una quarantina meno di minuti, un quarto circa della durata reale dell'opera, fedele e senza tante storie, per chi ha fretta, volesse inscenare a casa propria una mini-recita (saltando giù dal balcone di casa alla fine!) e soprattutto volesse inventarsi una regia propria, sulla quale gli spettatori poi ci regaleranno una critica anticipata dettagliata.

(E' noto che Ricordi stesso pubblicava edizioni ridotte per solo pianoforte delle opere in voga.)

[*] https://it.m.wikipedia.org/wiki/Andrej_Kostelanec








Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da mascherpa » 05 dic 2019 10:33

marcob35 ha scritto:
05 dic 2019 10:21
...le tre parti di Tosca, Scarpia e Cavaradossi avrebbero validamente reso le istanze drammatiche e musicali, se-per assurdo (ma non poi tanto)-fossero state trasformate o usate per un trio o quartetto da camera.
Mi fa piacere che la cosa ritorni fuori, ma dovresti cercare di riferire meglio quel che leggi, Garganese: infatti non avevo auspicato il riutilizzo dei materiali motivici del second'atto di Tosca per «un trio o quartetto da camera» (il che mi sembrerebbe una colossale frescata), ma l'esecuzione di quell'atto per trio d'archi e orchestra (il che, giusto o sbagliato che sia, è cosa del tutto diversa).

Né mi pare nemmeno esattamente la stessa cosa dei vari Verdi o Puccini without words che andavano di moda settanta od ottant'anni fa, specie nei Paesi anglosassoni.
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da umangialaio » 05 dic 2019 13:26

Dall'intevista su Repubblica al toscano Enrico Bartolini, chef della cena di gala che il 7 dicembre seguirà alla Società del Giardino la rappresentazione di Tosca:

"Conosceva l'opera?"
"La mia prima visita al Museo Puccini, a Torre del Lago, risale all'asilo. Ricordo la grande sala con vista sul lago e il custode che ci mostrava i trofei di caccia: "Qui ci sono tante corna, ma la signora Puccini ne aveva di più". Allora non avevo capito che cosa volesse dire".


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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da mascherpa » 05 dic 2019 14:01

umangialaio ha scritto:
05 dic 2019 13:26
...Enrico Bartolini, chef della cena...
Confido che sulle mense arriveranno grandi quantità di fólaghe...
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Re: In attesa di Tosca (Tosca nella musica e nel cinema) - Scala, 7 dicembre 2019

Messaggio da albertoemme » 05 dic 2019 16:08

Ma Signora Pellegrini non si preoccupi. Io pur sintonizzato sul tema con Vizzardelli la perdono e, anzi, le cedo la mia sedia nel forum previo spolveramento col fazzoletto bianco che porterò alla prima (dovrei aver trovato una tessera...). Bartolini grande cuoco ci aveva preparato una cenetta dopo la Traviata con Diana Damrau che ricordo ancora.-

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