Die ägyptische Helena alla Scala

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cavalieredanese
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Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da cavalieredanese » 07 nov 2019 10:32

Vista ieri sera la prima. Teatro con platea mezza vuota e c’erano spazi anche in galleria. Rappresentazione preceduta da conferenza, utile e interessante per un’opera messa in scena pochissimo.
Direzione straordinaria. Franz Welser Most estrae dall’orchestra suoni pregiati e spesso emozionanti. Il cast dei cantanti è notevole; Andreas Schager (Menelao) è un tenore straordinario, meglio forse perfino di Kunde. Ottimi anche Ricarda Merbeth (Elena), Thomas Hampson (Altair, con voce nobile ma meno voluminosa dei primi due), Attilio Glaser (Da Ud) e voglio segnalare la Conchiglia della Huckle. Sul ritorno alla Scala di Eva Mei (Etra) mi sento di avanzare qualche riserva, perché è sembrata efficace dal punto di vista scenico ma con voce piccola per un teatro di queste dimensioni , spesso era soverchiata dalle voce del soprano e del tenore. Regia moderna. La vicenda si svolge intorno a un’enorme radio a valvole. Attendiamo la recensione in Hp per capirci qualcosa. Al termine successo enorme, il pubblico ha cominciato ad applaudire prima del termine della musica. Trionfo per tutti i cantanti, isolate contestazioni alla regia.



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marcob35
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da marcob35 » 07 nov 2019 11:12

cavalieredanese ha scritto:
07 nov 2019 10:32
[...] Attendiamo la recensione in Hp per capirci qualcosa. [...]
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marcob35
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da marcob35 » 09 nov 2019 12:28

marcob35 ha scritto:
07 nov 2019 11:12
cavalieredanese ha scritto:
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[...] Attendiamo la recensione in Hp per capirci qualcosa. [...]
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mario
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da mario » 10 nov 2019 10:19

marcob35 ha scritto:
09 nov 2019 12:28
marcob35 ha scritto:
07 nov 2019 11:12
cavalieredanese ha scritto:
07 nov 2019 10:32
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quello che dice l'autore del video che alleghi non corrisponde a realtà in quanto io la recensione l'ho letta.
ma ti è piaciuta la recensione o no?

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Giulio Santini
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da Giulio Santini » 10 nov 2019 12:04

Vorrei esprimere il mio disappunto per leggere chi fa continuamente i "conti in pagina" a coloro che scrivono per una rivista specializzata, che non fa spreco di carta e che pertanto può concedersi il lusso di approfondire. Considerato anche che chi scrive questi articoli penso abbia anche altro da fare nella vita, e a differenza dei critici dei quotidiani non credo proprio sia pagato (avere un accredito mi sembra davvero il minimo), e peraltro non necessariamente ha il "mestiere" per dire in sintesi tutto quel che si dovrebbe, codeste ripetute contestazioni mi sembrano del tutto legittime ma anche del tutto ingenerose e gratuite. E mi spiace se Garganese le fa sol perché un tempo lo si accusava (forse non senza che si potesse semplicemente tacere) di essere prolisso: lui che, un tempo, scriveva per L'Unità di Firenze.
(Ho corretto il nome del quotidiano, dell'errore mi scuso con il referente).
Ultima modifica di Giulio Santini il 10 nov 2019 17:53, modificato 1 volta in totale.

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mario
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da mario » 10 nov 2019 14:11

Giulio Santini ha scritto:
10 nov 2019 12:04
Vorrei esprimere il mio disappunto per leggere chi fa continuamente i "conti in pagina" a coloro che scrivono per una rivista specializzata, che non fa spreco di carta e che pertanto può concedersi il lusso di approfondire. Considerato anche che chi scrive questi articoli penso abbia anche altro da fare nella vita, e a differenza dei critici dei quotidiani non credo proprio sia pagato (avere un accredito mi sembra davvero il minimo), e peraltro non necessariamente ha il "mestiere" per dire in sintesi tutto quel che si dovrebbe, codeste ripetute contestazioni mi sembrano del tutto legittime ma anche del tutto ingenerose e gratuite. E mi spiace se Garganese le fa sol perché un tempo lo si accusava (forse non senza che si potesse semplicemente tacere) di essere prolisso: lui che, un tempo, scriveva per La Nazione.
tra l'altro a me sembra molto più interessante Malasoma dei critici del Corriere, tanto per dire.

daphnis
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da daphnis » 11 nov 2019 02:18

"tra l'altro a me sembra molto più interessante Malasoma dei critici del Corriere, tanto per dire."

Enormemente più interessante il bravo Malasoma, fra l'altro essendo persona che serenamente e liberamente scrive i suoi resoconti, non costretto, come i critici dei quotidiani, Corriere in primo luogo, a bilanciare il proprio giudizio su ruoli doppi, deferenze a potenti di turno, dipendenze da determinati artisti con relativa soggezione, partecipazioni più o meno servili a trasferte del teatro di cui render conto, e quant'altro. Morbo che ha ormai infettato, da anni e in maniera vieppiù evidente, la critica ufficiale sui quotidiani.

marco vizzardelli

daphnis
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da daphnis » 11 nov 2019 02:24

Ho assistito ad una buona produzione. Il regista Bechtolf è colui che, alla Scala, deve farsi perdonare la spocchiosa, denigrante (contro Verdi), disgustosa, aberrante regia di un Ernani ridotto ad operetta “comica” su musica di un cretino, tale appariva nel vergognoso allestimento con il quale la Scala, lo scorso anno, insultò Verdi. Una vera schifezza in un luogo nel quale Verdi vorrebbe rispetto. Evidentemente per il Bechtolf, regista piuttosto snob (si vede anche qui) Richard Strauss è compositore degno di maggior stima. Posizione intellettuale di somma ignoranza, ma tant’è: questo di Elena è un bell’allestimento, elegante e comprensivo di intuizioni psicologiche. Un bello spettacolo, fatti salvi alcuni tic snobistici tipici del soggetto e di una certa cultura contemporanea registica germanico mitteleuropea: le cameriere sceme isterichine sono proprio una cretinata, e certe gag pseudocomiche rimandano alle cretinate di cui fu costellato quell’aberrante Ernani. Però Richard Strauss ha goduto dal Bechtolf di un rispetto di cui Verdi, nella mente di questo “genio”, non è stato reputato degno.
Franz Welser-Moest ha un’attitudine molto idiomatica per la musica di Richard Strauss. Ad esser maligni, si potrebbe dire che si tratta dell’unica attitudine dimostrata in carriera, per un autore. Non si ricordano sue memorabili direzioni alle prese con altri compositori. Ma il suo Strauss funziona sempre, anche se non è certo Karajan redivivo. Non condivido gli odiatori quanto ad Arianna a Nasso, che funzionò quasi completamente. Funzionò benissimo la Sinfonia Domestica, alla Scala. Funzionò bene la Salome di Salisburgo ma molto per merito della stratosferica protagonista, poi ammirata in Korngold alla Scala.
Qui , a mio avviso, Welser Moest funziona molto bene nel secondo atto. Il primo è infestato da un suo antico limite, lo scarso controllo delle dinamiche in fortissimo. In questi anni l’orchestra della Scala, causa anche la successione di due direzioni stabili dalla sonorità pesante, tende pericolosamente al fortissimo-baccano come sua espressività. Raramente e con pochi eccelsi direttori la si ascolta “sfumare” le dinamiche. Anche in Arianna, Welser Moest era stato un po’ tonitruante nel prologo, per trovare bellissimo equilibrio, poi. Qui, in Elena, il primo atto mi è parso la muraglia di suono stigmatizzata in altri interventi. Il che costringe la Riccarda Merbeth, in questo atto iniziale, a urlare costantemente come un’ossessa, nell’ambito di un timbro non bellissimo e di un “vibrato largo” francamente ossessivo. La muraglia costringe l’usurata Mei, molto brava scenicamente, a forzare una voce piuttosto usurata. Costringe il pur straordinarip, per potenza, Schager, a perdere qua e là, nell’urlo necessario a fronteggiare la muraglia orchestrale, l’intonazione.
Al second’atto quasi tutto si riequilibra: c’è molto merito, per questo, nell’arte di Thomas Hampson-Altair: hai voglia dire, lo sappiamo da anni, che la voce è un po’, appunto “annosa”. Ma, guarda un po’, magari perchè di necessità virtù, è l’unico che non urla, e che, con quanta voce gli resta, canta e interpreta da vero artista (è un padreterno di presenza scenica), e finalmente Welser-Moest proporziona il suono, a lui e di conseguenza agli altri. Nel secondo atto, Merbeth e Schager cantano molo meglio. dentro un suono orchestrale finalmente più proporzionato. Le parti in fortissimo, là dove necessarie, trovano equilibri in dinamiche più moderate, là dove necessario. Ne esce assai bene lo straordinario, paradossale finale-apoteosi di questa opera, che complessivamente faremmo rientrare nella categoria dell’interessante, senza esaltarsi a farla passare per capolavoro o chiedersi perché sia stata poco eseguita: i perché sono abbastanza evidenti, non ultima la necessità di un cast adeguato, espletata in parte alla Scala.

marco vizzardelli

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Catullo.Verona
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da Catullo.Verona » 13 nov 2019 11:32

Sono stato ieri (12 novembre 2019) a vedere quest'opera, che mi attirava molto.

Musicalmente è... Richard Strauss! Quindi, non ho niente da dire, però, l'ho trovata un'opera davvero DEBOLE dal punto di vista drammaturgico. Mi lascia perplesso anche la scelta di Hoffmansthal di fondere la Elena di facili costumi che troviamo nelle "Troiane" di Euripide con la Elena in Egitto dell'omonima tragedia (sempre di Euripide): sono due varianti del mito che trovo incompatibili tra di loro! E questa scelta inevitabilmente rende i due protagonisti del tutto incoerenti dal punto di vista psicologico. Perciò, al di là della musica, la trovo un'opera proprio debole sotto questo profilo.

La regia bella visivamente, ma per un'opera così debole drammaturgicamente, sarebbe stata meglio una regia con più azione (secondo il mio parere). Comunque, apprezzo la scelta della Scala di proporre due opere mai arrivate su questo palco in questa stagione, che andrebbe fatta SEMPRE in ogni stagione (visto che ci sono tantissime opere ancora mai arrivate su questo palcoscenico), invece di cominciare una stagione con un titolo banale come TOSCA.
[img]http://www.sailormoon.it/Anime/Gif/moon/psm5.gif[/img]
Moon Gorgeous MEDITATION :!:

Dr.Malatesta
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Re: Die ägyptische Helena alla Scala

Messaggio da Dr.Malatesta » 13 nov 2019 18:08

Catullo.Verona ha scritto:
13 nov 2019 11:32

Musicalmente è... Richard Strauss! Quindi, non ho niente da dire, però, l'ho trovata un'opera davvero DEBOLE dal punto di vista drammaturgico. Mi lascia perplesso anche la scelta di Hoffmansthal di fondere la Elena di facili costumi che troviamo nelle "Troiane" di Euripide con la Elena in Egitto dell'omonima tragedia (sempre di Euripide): sono due varianti del mito che trovo incompatibili tra di loro! E questa scelta inevitabilmente rende i due protagonisti del tutto incoerenti dal punto di vista psicologico. Perciò, al di là della musica, la trovo un'opera proprio debole sotto questo profilo.
Hai ragione, drammaturgicamente è un guazzabuglio secondo me (con punte di comico involontario): insieme alla Donna senz'ombra è il peggior Hofmannsthal...
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

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