Firenze, le Olimpiadi, il patrimonio culturale e l'oblio. L'archivio di Paolo Poli

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marcob35
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Firenze, le Olimpiadi, il patrimonio culturale e l'oblio. L'archivio di Paolo Poli

Messaggio da marcob35 » 19 set 2019 13:06

In prima pagina sulla edizione locale odierna de "la Repubblica-Firenze".

Può sembrare vacuo campanilismo, ma non lo è.
Perché si sa che gli archivi legati ai grandi artisti hanno spesso destini impensabili, e ne abbiamo un esempio qui, a portata di mano, al Vieusseux, che conserva le carte di intellettuali non fiorentini nè toscani. Da De Filippo a Pasolini. Si tratta, casomai, dell’ennesima, sconcertante constatazione di come Firenze si ricordi solo di alcuni suoi cittadini illustri, mentre altri li affidi se non all’oblio, a gravi lacune di memoria.

Paolo Poli, ad esempio. L’archivio che custodisce il materiale accumulato in una lunghissima carriera — ovvero fotografie, locandine, copioni, la corrispondenza comprese le lettere dei tanti ammiratori, i bozzetti scenografici di artisti come Lele Luzzati — è stato acquisito dall’Istituto per il teatro e il melodramma della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, che lo digitalizzerà: domani la presentazione ufficiale alla presenza della sorella Lucia e del nipote, Andrea Farri, a cui l’attore ha lasciato in eredità il vastissimo materiale. E già si annunciano mostre, convegni, omaggi, tutti in laguna. Firenze sta a guardare.

Vede svanire un’occasione imperdibile per legare a sé materiale prezioso che racconta una storia strepitosa nata proprio qui, a Firenze. E omaggiare, in modo degno e definitivo (ben oltre l’intitolazione del saloncino della Pergola), un attore che ha fatto della cultura e del “sentire” toscano il pilastro del suo teatro. In occasione della mostra dedicata a Poli nel 2017 al "Maggio", Farri dichiarò che Firenze sarebbe stata ideale per ospitare l’archivio, a patto che venisse data «una sede e una conservazione adeguata».

Possibile che la città del Vieusseux, di un ateneo che vanta una storica cattedra di storia dello spettacolo, la città la cui amministrazione comunale si è fatta in quattro per trovare lussuosa sistemazione alla Fondazione Zeffirelli, non sia in grado di ospitare l’archivio di un artista unico e irripetibile nel teatro italiano? Le istituzioni fiorentine non sono state intercettate dalla famiglia Poli ? Allora, però, non avrebbero quelle istituzioni potuto farsi avanti, agire di propria iniziativa? O forse gli eredi non le hanno considerate adeguate rispetto alle garanzie e al prestigio offerto dalla Fondazione Cini?


Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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