Operomani e salumai (La bellezza del diavolo)

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marcob35
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Operomani e salumai (La bellezza del diavolo)

Messaggio da marcob35 » 09 lug 2019 18:27

Peccato, peccato davvero dover cautelativamente auto-postare la presente nota nello spazio gaio e disimpegnato del "Forum", perché sarebbe-viceversa-cosa serissima, ancorché proposta spiritosamente, si spera almeno. Ma ci provo e la sbatto in "prima pagina".
Internet ha aperto all'infinito spazi e luoghi ad appassionati, cultori, maniaci, feticisti di vario ordine e grandezza. La passione che sconfina nella compulsione ossessiva dei collezionisti di dischi ma anche di vedere sette giorni su sette almeno uno spettacolo, non è cosa sulla quale si possa troppo ragionare e ridimensionare, invitando a più pacato comportamento.

Come esistono dunque siti che raccolgono assatanati bevitori della lirica a tutte le ore, ne esistono molteplici altri che propugnano, a puro titolo di esemplificazione, lo "scalzismo", detto in inglese "barefoot", ossia la pratica (nata oltralpe ma diffusa ormai; Nuova Zelanda) di stare sempre del tutto scalzi, in casa e fuori, d'estate e di inverno [*]: le ragioni sono tante e nel caso specifico gli interessati possono informarsi e accedere addirittura al "Forum" dedicato. Prova a dirgli che son fuori di testa e sarai cortesemente accompagnato alla porta.
Immagino esista anche un sito (e Forum collegato) dei salumai, ove un veganista avrebbe vita dura a dir poco.

Ho collaborato ad un sito anglosassone dedicato ad un solo musicista (grande) dove ogni tanto qualcuno tentava di screditare il compositore oggetto del "Forum"; in perfetta cortesia British gli fu ricordato che quello era il luogo dedicato a quel tal musicista e l'amministratore-meno tollerante di altri nostrani ma forse non era un male-alla fine lo escluse sine die. Quando si dice.

Tutto questo preambolo per dire che qualora solo tentassi qui, in un luogo dedicato quasi per intero all'opera lirica, un "ridimensionamento" delle fìsime e pazzie del melomane tipo, compresi i fan di Renata & Maria, poi vedovi così come oggi quelli di Elina & Anna, che nel furioso luogo areniano in quel di Verona, si sottopongono alla bruciatura di testa (esterna ed interna) per il Manrico o la Ida (sic!), invitando-come esortava Carla Moreni nel Convegno della critica autunnale-ad ascoltare anche qualcos'altro "oltre" la lirica, non troverei ascolto e uno sfegatato "doc" come Alberto Mattioli, non esiterebbe un momento quanto meno a rimproverarmi.

Vano sarebbe perciò ricordare che molti grandi compositori non hanno mai scritto un'opera lirica, che Boulez gliene fregava nulla di Verdi e dell' "Otello" in particolare (cfr. Leonardo Pinzauti, 1978), che Celibidache si limitò ad una forma da concerto di "Così fan tutte" e del "Wozzeck" negli anni 1984-85 (cfr. Angelo Foletto, su "Musica viva" 1984, gennaio) o suppergiù e che al mio professore di Filosofia ed Estetica all'Università, della Lucia e i di lei parenti, pochissimo importasse, ché la musica è ben altro (carpisco il pensiero), che non le lambiccate "ragioni" del teatro d'opera, malgrado l'esistenza nella storia della musica di un "Don Giovanni" mozartiano e di una sigaraia franco-spagnola.

Ossia che-incredibile a dirsi-la lirica (anno di nascita circa il 1600; morta after "Turandot" di Puccini o se proprio si vuole il "Death of Venise" [1973] di Britten), sia un "sottoprodotto" musicale, artificioso specie quando (sempre paradossalmente) va in scena sulle polverose tavole per le quali, compositori quali Verdi e Puccini si dedicavano, ritenendosi più "teatranti" (mestieranti o meno) che musicisti e maestri di musica.
Prodotto d'espedienti e pieno di compromessi (la lirica), che appunto invogliavano il predetto Celibidache a non volerne sapere (ma non solo lui). In fondo pure Wagner ci aveva battuto la testa: il soggetto, il libretto, la poesia, il canto, la musica, le scene, i costumi, l'azione, le luci, il ballo e via dicendo.

Così se invitassi a proporsi la visione di un film come questo sotto linkato (giusto per placare la sete dell'occhio, oltre che quella dell'orecchio), a dire che prima la musica e poi... solo quella, verrei declassato dalla sezione principale "Parliamo d'Opera" a quella dei pettegolezzi e amenità varie.






[*] http://www.nati-scalzi.org/index.html


Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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