Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo a Santa Cecilia - Ciajkovskij, Prokof’ev

per discutere di tutto quel che riguarda la musica strumentale
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marco_
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Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo a Santa Cecilia - Ciajkovskij, Prokof’ev

Messaggio da marco_ » 17 mag 2019 22:12

Uno dei privilegi di ascoltar musica è assaporare il timbro delle orchestre di vertice. L’equilibrio tra sezioni coniugato a riserve di suono spaventose dispiegate con precisione dei Berliner, l’introspezione del Concertgebouw, la sensibilità della Radio Bavarese, la compattezza degli archi della Staatskapelle di Dresda, gli archi gravi inimitabili della Gewandhaus, i piano di MusicAeterna, gli ottoni della Budapest Festival, lo smalto dei Wiener... bene, in una serata come questa è come se la Filarmonica di San Pietroburgo unisse e superasse queste doti. Dai loro volti, dal modo di sedersi, da come ricevono gli applausi, è palese che sono impregnati di approccio alla musica alto, severo, sobrio, appassionato, profondo.

Si esibiscono in sfumature inafferrabili nelle frasi in pianissimo, crescendi senza plateau su arcate temporali amplissime, pizzicati che non sembrano di questo mondo, espressività dei violini primi commovente, archi gravi oltre la perfezione, legni con pienezza e rotondità tali da sostenere i fortissimo più estremi, ottoni dai fortissimo morbidi e coperti, percussioni ineccepibili.

E poi Temirkanov. Si discuteva qualche tempo fa sulla sua statura. Nel ‘suo’ repertorio è sommo, dalla prima nota invita ad appoggiarsi allo schienale e farsi portare in una favola di suono. Senza che con la mente si vada avanti o indietro rispetto a ciascuna battuta, lui concepisce la musica in modo che non ce ne sia bisogno. Non basta, a tratti ti fa sporgere in avanti per l’abisso di dramma o languore o mistero. E poi le sue ‘solite’ scorrevolezza, eleganza suprema, trasparenza di ogni nota in un tessuto orchestrale densissimo, fraseggi sontuosi.

Non lo vedevo da un paio d’anni, in poco tempo si è incurvato e appare fragile. Dirige tutto in piedi e ha forza nella braccia per le sue sciabolate, eppure stasera ho percepito che non lo ascolterò ancora molte volte. Ancora meno saranno quelle in accoppiata con la sua orchestra inenarrabile. Spero di sbagliarmi. Anche solo un terzo movimento della Quinta di Prokof’ev come quello di stasera mi fa sentire grato per tanta meraviglia. Grazie di cuore Maestro!



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asklepio
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Re: Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo a Santa Cecilia - Ciajkovskij, Prokof’ev

Messaggio da asklepio » 17 mag 2019 22:28

Sentita la Quinta per radio, sensazionale.
Prendete un'ostrica bella signora
alla buonora, alla buonora

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marco_
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Re: Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo a Santa Cecilia - Ciajkovskij, Prokof’ev

Messaggio da marco_ » 18 mag 2019 08:10

Segnalo un’intervista di 22 anni fa a Termirkanov, dove traspaiono sensibilità e cultura rare.

http://www.bruceduffie.com/temirkanov.html

marco_
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Re: Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo a Santa Cecilia - Ciajkovskij, Prokof’ev

Messaggio da marco_ » 18 mag 2019 19:32

asklepio ha scritto:
17 mag 2019 22:28
Sentita la Quinta per radio, sensazionale.
Già. Non ho potuto fare a meno di tornare oggi. Un primo movimento autorevolissimo, il secondo beffardo, il terzo di malinconia insostenibile anche a concerto terminato, il quarto come una seduta di ipnosi. Temirkanov li tiene insieme con quell’arte del sottrarre che è data a pochi, quasi dissimulando le mostruose capacità espressive della sua orchestra. Che musicista di rango!

Non dimenticherò la sua mano destra a sfidare gli ottoni a suonare forte, visto che il ripieno orchestrale li sostiene senza sforzo; i dieci contrabbassi che fanno vibrare la sala da 2800 posti; la compostezza nello sprigionare fortissimo di cui nessun’altra formazione è capace; la docilità mentre suonano piano; l’equilibrio costante fra sezioni. La capacità di tutti di significare con profondità assolutamente naturale in qualsiasi gamma dinamica.

daphnis
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Re: Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo a Santa Cecilia - Ciajkovskij, Prokof’ev

Messaggio da daphnis » 20 mag 2019 11:15

Condivido tutto quanto scritto da Marco, compresa la sensazione, comune in tanti con cui ho parlato, che si tratti come di un testamento musicale. Questa Quinta di Prokofiev pareva, nei modi del Maestro e nel suono stesso dell'orchestra, il compimento di un rapporto e di una vita (augurandoci ovviamente altri mille anni di Temirkanov e San Pietroburgo!). Si respirava un senso di congedo, nella bellezza.

marco vizzardelli

P.s. condivido anche il sostanziale silenzio sull'invece discutibile andamento a strappi e incessanti "rubato" del Concerto per violino di Ciakovskji, a mio avviso infestato dalla presenza della molto celebrata (nelle biografie) violinista orientale Nonmili Koldo Komesikiama, irritante nelle pose e nelle strappate strumentali artatamente "drammatiche". E' una (ennesima) pupilla del Maestro che la seguiva paterno, e gliela perdoniamo. Ma il concerto, a mio parere, è vissuto tutto nel memorabile Prokofiev

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mascherpa
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Re: Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo a Santa Cecilia - Ciajkovskij, Prokof’ev

Messaggio da mascherpa » 21 mag 2019 09:03

marco_ ha scritto:
17 mag 2019 22:12
...è come se la Filarmonica di San Pietroburgo unisse e superasse queste doti.
Tutte le volte che, a partire dal novembre 1972, ho sentito la mitica "Leningrado", sono uscito con la convinzione che su questo pianeta non ci sia orchestra migliore: con nessun'altra m'è mai successo.
Der Weg der neuern Bildung geht
von Humanität
durch Nationalität
zur Bestialität

(F. Grillparzer, aprile 1849)

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