...intanto a Napoli

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mascherpa
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da mascherpa » 18 mag 2019 10:03

Il grazie è in primo luogo di chi è ospite a Napoli. Il piacere di starci qualche giorno (questa volta neppure pochissimi) è accresciuto dal non essere la vita della città e il suo spirito culturale deformati dai pur numerosi forestieri presenti. Come frequentatore abituale di Venezia (dove ho casa anche se non vi sono residente), noto al volo una differenza abissale.


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albertoemme
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da albertoemme » 18 mag 2019 10:36

Che invidia, vorrei essermi fatto anch'io qualche giorno a Napoli, invece anche adesso sono gobbo sulla scrivania a lavorare. Sottofondo Aida 7.12.2006 Chailly Scala in preparazione della prima di Aida alla Fenice di stasera dove spero di essere presente. Chi se ne frega direte voi e come non darvi ragione.-

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massenetiana
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da massenetiana » 18 mag 2019 13:58

albertoemme ha scritto:
18 mag 2019 10:36
anche adesso sono gobbo sulla scrivania a lavorare. Sottofondo Aida 7.12.2006 Chailly Scala in preparazione della prima di Aida alla Fenice di stasera dove spero di essere presente. Chi se ne frega direte voi e come non darvi ragione.-
Assolutamente no... ti capisco, anche per me questo è periodo di lavoro... la mia situazione in realtà è mista in quanto lavoro a Napoli.
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Tosca
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da Tosca » 19 mag 2019 18:41

È una delle rare volte in cui non trovo le parole adatte per raccontare questi giorni di felicità. Tutto mi sembrerebbe riduttivo.
Lascio parlare questa foto fatta tornando da Ravello e andando verso una cena strepitosa a Nocera Inferiore.
Io posso dire solo "grazie".
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da il_bonazzo » 19 mag 2019 18:45

Certo che prima di dare giudizi su una regia d'opera bisognerebbe quantomeno evitare di scrivere due sfondoni in appena tre righe di titolo.... :roll:
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da massenetiana » 19 mag 2019 21:32

Tosca ha scritto:
19 mag 2019 18:41
È una delle rare volte in cui non trovo le parole adatte per raccontare questi giorni di felicità. Tutto mi sembrerebbe riduttivo.
Lascio parlare questa foto fatta tornando da Ravello e andando verso una cena strepitosa a Nocera Inferiore.
Io posso dire solo "grazie".

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Ravello... :love:
Immagino che siate stati a Villa Rufolo...
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da b13ne » 19 mag 2019 23:07

Tosca ha scritto:
19 mag 2019 18:41
È una delle rare volte in cui non trovo le parole adatte per raccontare questi giorni di felicità. Tutto mi sembrerebbe riduttivo.
Pare che manchiate non solo ai napoletani :D , ma anche alla città stessa, che vi ha eletto cittadini onorarî .
Vedete i garofani?

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mascherpa
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da mascherpa » 20 mag 2019 08:29

massenetiana ha scritto:
19 mag 2019 21:32
Immagino che siate stati a Villa Rufolo...
Sí. C'ero già stato in una stupenda mattina di gennaio una buona ventina d'anni fa e questa volta, lo dico sin vergüenza, m'ha impressionato meno.

Poi, però, siamo stati a Villa Cimbrone: parco e panorami ci sono parsi sensazionali: per fortuna esistono ancora luoghi che richiedono un quarto d'ora a piedi per poter essere raggiunti...
Ultima modifica di mascherpa il 20 mag 2019 09:45, modificato 2 volte in totale.
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da mascherpa » 20 mag 2019 08:34

b13ne ha scritto:
19 mag 2019 23:07
Pare che manchiate non solo ai napoletani :D , ma anche alla città stessa, che vi ha eletto cittadini onorarî .
Troppo gentile, Bruno. Ritorneremo qualche giorno all'inizio di novembre per l'Ermione. Sto studiando il modo d'arrivare (si prevede da Klagenfurt) a... bassissima velocità.
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Re: ...intanto a Napoli

Messaggio da Tosca » 20 mag 2019 11:00

Tre Valchirie in pochi giorni, tutte e tre molto buone. L'ultima, per me, esaltante. Il loggione dello splendido San Carlo è grandioso per la visuale del teatro, per la visione del palco e della buca, per l'acustica; sedie abbastanza comode ma mai come le poltroncine della platea (in Italia, tra i teatri che conosco, sono vincenti!).
Di questa vacanza solo una cosa è dimenticabile: la Messa Tedesca, sempre al San Carlo. Dimenticabile, soprattutto, la sezione femminile del coro e la propensione delle signore soprano a svettare (nemmeno in maniera impeccabile) su tutto e tutti.

Tutto il resto è indimenticabile! L'eleganza di Salvatore Accardo e di Michele Campanella, la pizza di Cafasso, il caffè e la sfogliatella frolla del Professore; la pietre di via Nardones nere e lucide di pioggia e i suoi abitanti: il signore in pigiama che innaffiava le piante di basilico su un micro balconcino a livello strada, il calzolaio che fa i sandali su misura, il mozzarellaio, il ristoratore e l'agnello che non abbiamo fatto in tempo a mangiare, il profumo dei panni della signora accanto al nostro portone, stesi sulla strada (tra motorini e auto); i suoni del compleanno del bimbino sul nostro pianerottolo e il medesimo vestito a festa e con i capelli perfettamente pettinati, il barbiere, la parrucchiera, Carmine Triunfo e le scarpe da ballo, il camiciaio. Indimenticabile il gelato all'inizio di Via Toledo, la cena "dal Vescovo" di Nocera, le passeggiate lente verso Spaccanapoli, il mio girettino in solitaria nei Quartieri Spagnoli (mentre il Mascherpa scriveva), l'odore del caffè e del pane, i cuppetielli di fritto per strada (lo street food è napoletano!), la bottega di Zia Ernestina Sorbillo, la via dei librai, la facciata di Genù Nuovo, l'ipogeo di Sant'Anna dei Lombardi (e la spiegazione sulla figura dello schiattamuorto), il Museo Archeleogico (che io, scema!, non avevo mai voluto visitare!), il cameriere del Gambrinus dall'aria triste, la sposa non giovanissima ma di clamoroso bianco vestita che entrava al Maschio Angioino al braccio del padre e con due damigelli maschi assai improbabili, il teatro Mercadante e la sua aria délabré, l'aria trionfante che hanno le giovani napoletane spesso ben in carne e orgogliose di esserlo e l'aria rassegnata che hanno tanti giovani maschi al braccio di cotanta procacità. Indimenticabile il Caravaggio al Pio Monte della Misericordia e il pranzo da San Ferdinando dopo la visita caravaggesca; indimenticabile Ravello, la vista notturna del Vesuvio, il colore dei monti attorno a Nocera Inferiore (grigio chiaro verde acceso e giallo ginestra), l'eleganza delle signore a teatro, l'eleganza dei signori a teatro, le vetrine dei negozi con ancora una chiarissima connotazione personale e assai poco omologate agli standard internazionali, la passeggiata senza meta sul lungomare quando imbruniva, la gioia di poterci permettere di perdere tempo in casa pur sapendo che fuori c'era quella città stupenda, o' sole, la pioggia che ci ha bagnato come pulcini all'uscita del teatro e alla conseguente risalita di via Nardones che pareva un ruscello, l'autista del pullman per Capodimonte: un cabarettista nato. Indimenticabili tutti i napoletani con cui ho avuto modo di parlare, anche per il solo chiedere un caffè; tra questi tale Ciro assistente alla pulizia dei bagni di un bar zona Gesù Nuovo, il tassinaro dal Pio Monte a piazza San Ferdinando, il cassiere del bar del Professore per l'ultimo caffè prima di partire.
Poi c'è stato il tempo passato con gli amici; ma quello è impagabile e, questa volta davvero, non trovo le parole per esprimere tutto quello che vorrei dire.
:love:
p.s. dopo la terza Valchiria mi è dispiaciuto non vederne una quarta.
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