Gardiner e Tamestit a Santa Cecilia - Berlioz, Dvorak

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marco_
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Gardiner e Tamestit a Santa Cecilia - Berlioz, Dvorak

Messaggio da marco_ » 16 mar 2019 21:19

Curiosità doppia a Santa Cecilia: il debutto di Gardiner, e un programma ottocentesco che non si associa immediatamente a lui.

Le cose migliori mi sono sembrate la sua passione per l’articolazione e i colori delle atmosfere malinconiche. Ci ha messo molto vigore, a volte tracimato in foga: appropriata nel carnevale romano, che ohimé è suonato troppo simile ad Aroldo in Italia e addirittura alla Settima di Dvorak... mi sembra che abbia smussato le sfumature sottili per le dinamiche giocate un po’ troppo sul forte.

Tamestit va per la maggiore oggi, sicuramente aiutato da uno strumento straordinario: la prima viola di Stradivari, una delle pochissime ancora suonabili, unica per il retro in legno di pioppo che esalta i toni gravi e suona sempre morbida anche in una sala arida come quella dell’Auditorium. Splendidi i colori, un po’ meno la precisione e lo stile sopra le righe. Eccezionale Allegrini negli assoli del corno: dà il meglio negli staccati, eppure stasera legava come fosse un clarinetto sull’intera gamma dinamica. E suona sempre intonato con totale naturalezza.



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