Haitink, Faust, London Symphony - Dvorak, Mahler

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marco_
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Haitink, Faust, London Symphony - Dvorak, Mahler

Messaggio da marco_ » 15 mar 2019 07:34

Nell’ambito dei festeggiamenti per i suoi 90 anni, ieri sera al Barbican Haitink è parso più energico di venti giorni fa a Monaco. Energia tradotta in un gesto lucido, con la destra chiara e potente mentre la sinistra svolazza in carezze delicate. Alta intesa con la London Symphony, precisissima e dal suono brillante (possono suonare qualsiasi effetto, benché un timbro tra i più impersonali fra le grandi orchestre dia l’idea di non ‘vivere’ la musica).

La Quarta di Mahler è stata pulita da qualsivoglia significato extra-musicale: resta un brano complesso ma di grande compattezza, con caratteri definiti in ciascun movimento. Ricordo il primo con trasparenze inusitate, il secondo scattante come raramente ho sentito in uno scherzo sotto questa bacchetta, l’adagio che inizia serrato ma già con una qualità di suono lontana dal mondo fisico, e man mano si trasforma in contemplazione dei silenzi. Sally Matthews partecipa molto nel Lieder e allo stesso tempo tempo canta come uno strumento dell’orchestra (i pianissimo poco vibrati...), con Haitink che dipana una grana del suono ancor meno materiale che nel precedente movimento. Lettura che soggioga: la Quarta squadernata nelle sue componenti minute, che si sviluppa naturalmente come un organismo unito. Notevole il ricorso misurato ai forte e fortissimo.

Nella prima parte ho trovato Isabelle Faust particolarmente ispirata. Il concerto di Dvorak non è facile, eppure l’ha dominato tecnicamente. Buoni i colori. Altrove non ho apprezzato il suo stile asciutto e distaccato, mentre in un pezzo a rischio di sentimentalismi e ridondanze come questo ha funzionato a meraviglia. Dal podio giungevano sonorità soffuse e dolci, con ritmi scolpiti.

Da ammirare il silenzio in sala, al termine si è sentita distintamente la bacchetta di Haitink poggiata sul leggio. Auguri di serenità Maestro!



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