Rigoletto: quale acquistare

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Madama
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Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da Madama » 12 mar 2019 11:50

Buon giorno,
quale edizione mi consigliate del Rigoletto?
L'ho visto solo due volte e ho mai fatto un attento ascolto.
Ora ho visto una edizione del Rigoletto di Serafin con Callas e Di Stefano. Altri suggerimenti? Faccio fatica a sopportare la pronuncia di Sutherland, pur apprezzandone la grandezza canora, pero' è recensita benissimo l'edizione con Lei e Pavarotti.
Grazie a tutti, il vostro parere è sempre una guida per me
Carla


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albertoemme
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da albertoemme » 12 mar 2019 12:00

È un po’ duro indicare una realizzazione in studio equilibrata. Se si vuole lasciare da parte Joan Sutherland forse andrei su Kubelik (Fischer Dieskau, Scotto, Bergonzi) perché quantomeno si impara il Rigoletto di tradizione senza troppi svolazzi e si evitano quelli senza acuti delle incisioni di Muti Sinopoli e Giulini. Buona in questo senso secondo me anche l’edizione Chailly (Wixell, Grubetova, Pavarotti) o una delle tre con Kraus (meno equilibrate). Affascinante anche quella che hai indicato ma come in quella di Solti la ripresa del suono dell’orchestra non è a mio avviso ben riuscita.-

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Puck
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da Puck » 12 mar 2019 12:28

Anch'io dico Fischer Dieskau, Scotto, Bergonzi, nonostante il Duca di quest'ultimo mi piaccia poco, però Kubelik e il protagonista sono eccezionali. Trovo complessivamente ben riuscita la seconda registrazione di Muti (Bruson, Rost, Alagna) ma c'è davvero una scelta sterminata.
How now, spirits?

marcob35
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da marcob35 » 12 mar 2019 13:15

Kubelik con gli altri.

Riguardo l'edizione Gobbi e soci (EMI, Tullio Serafin) scriveva il Celletti su "Discoteca HI-FI" in anni lontanissimi (passim):

La direzione... è piatta nei colori orchestrali non meno che nelle intenzioni interpretative... sorvola sugli aspetti lirici limitandosi ad incorniciarli in accompagnamenti stanchi, meccanici e qua e là anche ritmicamente slegati... Lo slancio, la veemenza sono prevalentemente superficiali. Infine la parte descrittiva non è approfondita.

Maria Callas al tempo della registrazione era già, vocalmente, in declino, ma ciò non le impediva di cantare ancora bene e di menare unghiate leonine. Il guaio è che Gilda è una figura che non può menare unghiate... Dire che abbia lasciato in disco una Gilda veramente soggiogante sarebbe eccessivo.

Sia pure, in senso negativo, è un'edizione storica. Un primo aspetto deteriore dell'esecuzione di Tito Gobbi sta nella convinzione che non sia possibile risolvere in termini di semplice canto i problemi interpretativi proposti da Verdi. Da cui la tendenza a premere il pedale, a calcare le tinte, a forzare l'accento, a inserire inflessioni più o meno direttamente attinte al "parlato" o al "gridato", a servirsi d'una sorta di birignao tittaruffesco per esprimere ironia, orrore, sdegno, protervia etc.

Va tuttavia riconosciuto che a questi slittamenti stilistici Gobbi può contrapporre molte frasi in cui l'accento e le intenzioni interpretative rispondono a una visione del personaggio non molto approfondita, forse, ma psicologicamente centrata e capace di far vibrare, alternativamente, la corda patetica e quella drammatica.

Ciò che ho detto sull'impronta veristica del gusto e della tecnica di Tito Gobbi vale per Giuseppe Di Stefano.
Con una sostanziale differenza tuttavia. Gobbi ha una visione interpretativa del personaggio. Sa quando si deve cantare forte e quando piano e un gioco di contrasti, un discorso vario e animato lo porta avanti, malgrado tutto, e con un fondamentale rispetto della linea musicale.
Insomma, chi sia Rigoletto, Gobbi lo ha bene in mente e c'è solo da recriminare che un artista così ingegnoso sia nato al teatro in un'epoca tanto dissennata.

Ma chi sia il Duca di Mantova Di Stefano certamente non lo sa... Se questo sia il Duca di Mantova nei propri saloni o Turiddu al mercato del vino di Francofonte, lo decidano gli ascoltatori...


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Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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Giulio Santini
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da Giulio Santini » 12 mar 2019 13:32

albertoemme ha scritto:
12 mar 2019 12:00
Forse andrei su Kubelik (Fischer Dieskau, Scotto, Bergonzi) perché quantomeno si impara il Rigoletto di tradizione
Quello di Dieskau mi sembra un gobbo molto poco "di tradizione" nel senso comune del termine.

ZetaZeta
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da ZetaZeta » 12 mar 2019 14:01

marcob35 ha scritto:
12 mar 2019 13:15
La direzione... è piatta nei colori orchestrali non meno che nelle intenzioni interpretative... sorvola sugli aspetti lirici limitandosi ad incorniciarli in accompagnamenti stanchi, meccanmici e qua e là ache ritmicamente slegati... Lo slancio, la veemenza sono prevalentemente superficiali. Infine la parte descrittiva non è approfondita.
Maria Callas al tempo della registrazione era già, vocalmente, in declino, ma ciò non le impediva di cantare ancora bene e di menare unghiate leonine.
Con tutto il rispetto per l'ottimo Celletti, io ne vorrei avere oggi di Callas e Di Stefano... ed anche il pregiudizio sul Serafin mero "accompagnatore" mi sembra ormai abbastanza superato.

albertoemme
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da albertoemme » 12 mar 2019 14:03

Non c’è dubbio che F D non sia un Rigoletto di tradizione. Ma le sue intenzioni interpretative si inseriscono in un Rigoletto di tradizione. Mi pareva ovvio che il senso del mio intervento fosse questo.-

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Giulio Santini
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da Giulio Santini » 12 mar 2019 14:36

albertoemme ha scritto:
12 mar 2019 14:03
Non c’è dubbio che F D non sia un Rigoletto di tradizione. Ma le sue intenzioni interpretative si inseriscono in un Rigoletto di tradizione. Mi pareva ovvio che il senso del mio intervento fosse questo.-
Era chiaro! Soltanto non mi sembra una versione "per iniziare"... (a questo proposito indicherei quella di Chailly, forse).

albertoemme
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da albertoemme » 12 mar 2019 17:03

...che ha un Fischer Dieskau dei poveri (Wixell) come protagonista...

Comunque il mio consiglio, con tutte le riserve del caso, era caduto su questa edizione (non sono state considerate le live) che presenta un baritono che vorrebbe valorizzare le tante sfaccettature di questo personaggio, canta la parte con gli acuti di tradizione, ha una resa sonora di pregio e fotografa l'orchestra del Teatro alla Scala prima di Abbado e Muti e quando von Karajan era ancora di casa.-

Nell'ottica di approfondire la conoscenza di questo capolavoro verdiano mi sembrava la più indicata.-

Tutto qui.

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Puck
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Re: Rigoletto: quale acquistare

Messaggio da Puck » 12 mar 2019 17:06

ZetaZeta ha scritto:
12 mar 2019 14:01
ed anche il pregiudizio sul Serafin mero "accompagnatore" mi sembra ormai abbastanza superato.
Fortunatamente. Serafin è stato un direttore gigantesco.
How now, spirits?

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