Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

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marco_
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Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da marco_ » 11 gen 2019 23:33

Qualche parola per un concerto intenso.

Entrambi i brani sono stati percorsi da un fraseggio elegante, misurato, venato di dolcezza. Così non occorre strafare con le dinamiche, e tante sfumature di piano sembrano il modo più naturale di suonare.

L’idillio di Sigfrido risulta trepidante d’attesa e con sussurri sensuali della melodia principale. La Quarta di Mahler comincia con lo stile a cui Gatti ci ha abituati da qualche anno: austero, squarciato da contemplazioni che sembrano arrestare il tempo, tagliente negli accenti, con la giusta dosatura sardonica. Poi il terzo movimento dove gli strumenti gravi spesso in primo piano, insieme a tempi larghi e sentimentalismo azzerato, sembrano descrivere più lo Sheol ebraico che un’estasi celestiale. Fa riflettere durante l’ascolto e dopo.

Domani tornerò senz’altro per gustare ancora i due autori d’elezione per Gatti.



marco_
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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da marco_ » 12 gen 2019 20:02

Stasera l’orchestra ha suonato con una flessibilità rara alle rifiniture di Gatti, che ha mantenuto l’eleganza sottile di ieri marezzandola di graffi tesi. Inoltre ha accentuato accelerando e rallentando, richiedendo virtuosismi al limite dell’eseguibile. Bravissimi.

Nella mare di densità che è questa lettura della Quarta ho trovato magistrali il primo movimento dettagliatissimo e dal finale sospeso, la rozzezza sublimata nel secondo, il terzo allargato senza soluzioni di continuità, e la chiusura del Lied che suggerisce vuoto.

daphnis
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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da daphnis » 13 gen 2019 23:22

Mare di densità è un termine bello e giusto, cui però va aggiunta la magistrale leggerezza di suono (Santa Cecilia orchestra qui al di sopra di ogni aggettivo) e la trasparenza di concertazione nella quale i quattro movimenti diventano quattro per quattro o molti di più, perché tutto si muove, nel continuo inseguirsi ed ascoltarsi e allontanarsi e ritrovarsi a vicenda delle sezioni d'orchestra, che è il segreto dell'orchestrazione mahleriana. Una grande orchestra che suona come un quartetto, un complesso da camera. Come in un quadro di Klimt (la pazzesca apparizione finale del soprano, issata a picco sull'orchestra, è questo!) nel quale un frammento di immagine ne nasconde sempre un altro. Son stati mesi fortunati, per l'ascolto della Quarta di Mahler, in Italia (da Ivan Fischer a Currentzis). Qui - e con Marco che scrive qui sopra e c'era già stato ci siam visti, sabato, prima (<Ascolterai "qualcosa" di grande>) e dopo (<Stasera sono andati "oltre" l'immaginabile>) - siamo, appunto andati "oltre". Ho parlato, dopo, con diversi orchestrali, dal primo violino Parazzoli (quel secondo movimento!) ad altri. Loro, e lo stesso Dall'Ongaro e diversi altri erano - come ne son sortito io - sconvolti. Mahler "fatto così" sconvolge. Si spalanca un mondo e un'epoca, che è allo stesso tempo la sua (la conoscenza e appropriazione del suono, della luce, e del mondo viennese da parte di Gatti sbalordisce) e la nostra (Gatti butta tutto se stesso e tutti noi in questa musica, lasciandoci sgomenti). Marco non vi ha detto, ma credo potrebbe sicuramente, dirvi cosa è stata, sabato, con Gatti e Santa Cecilia, la "chiusa" del primo movimento della Quarta. Lì, c'era tutto.

marco vizzardelli

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Puck
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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da Puck » 14 gen 2019 14:46

Per caso qualche forumista stasera viene a sentire Gatti-MCO a Treviso?
How now, spirits?

daphnis
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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da daphnis » 14 gen 2019 14:51

No, perché ascolto il medesimo programma, con alcuni amici milanesi, domani sera a Ferrara. In origine volevo venire a Treviso, ma essendo di lunedì ho problemi di lavoro. E domani a Ferrara lo eseguono in ricordo di Claudio Abbado (scomparso il 20 gennaio 2014).

marco vizzardelli

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Puck
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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da Puck » 16 gen 2019 15:52

Mi piacerebbe leggere qualche testimonianza del concerto ferrarese. Di quello trevigiano ho scritto in HP ma, come immagino si intuisca, non ne sono uscito entusiasta. Un po' perché amo uno Schumann più analitico e "di testa", un po' - ed è il motivo principale - perché la MCO non era proprio in serata di grazia (immagino avessero provato poco, a tratti si aveva l'impressione della prova generale).
How now, spirits?

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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da daphnis » 16 gen 2019 16:56

Da quel che ho intuito sui "tempi" di preparazione posso pensare che la serata di Treviso fosse un po' "iniziale", dal momento che a Ferrara, il concerto è stato, semplicemente, travolgente, anche nella prestazione orchestrale.



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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da daphnis » 16 gen 2019 23:41

Quanto a... "un direttore di tale statura dovrebbe evitare di canticchiare, soffiare, bofonchiare..."
Mah. Un certo Bernstein saltava e dava in escandescenze sul podio ma ti esaltava. Un certo Delman gridava senza ritegno ma ci lasciavi il cuore. Un certo Karajan, perfino, faceva eccome le sue belle digrignate ma... non ho bisogno di aggiungere nulla. I soffi rumorosi con le labbra a cuore di un certo Gergiev sono proverbiali ma in genere sono il segno che è di buona voglia (non sempre gli accade) e che si impegna come sa. Pappano mastica ininterrottamente, sul podio, una pagnotta che non ha in bocca, ma è
spesso trascinante. E sono stati o sono, tutti, direttori altamente emozionanti.
Un certo Chailly non emette suoni, diventa solo (raramente) ancora un po' più roseo in volto, ma le emozioni trasmesse sono mediamente pari a quelle che potrebbero estrinsecarsi da un baccalà congelato. Scelga ognuno...


marco vizzardelli

P.s. Naturalmente, c'è modo e modo. Anche a me le essudazioni a cascata, le smorfie apocalittiche e il rosso cianotico sul podio, su e giù-su e giù, di un Gianandrea Noseda mettono un'ansia pazzesca, senza che ne esca pari riscontro per le orecchie. Ma, alla fine, lascerei ognuno libero di esprimersi, purché, appunto, a gesto corrisponda esito. Nel merito: con Gatti - che alla fin fine, non è certo dei più esagitati - l'esito c'è. Eccome.

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Eusebius
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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da Eusebius » 17 gen 2019 09:02

Anche ieri sera a Reggio Emilia la MCO era in forma davvero splendida. Con ogni probabilità a Treviso orchestra e direttore non erano ancora entrati in perfetta sintonia, poiché in effetti Gatti pretende molto, e non dev'essere per nulla facile assecondarlo.
Personalmente non mi posso certo definire un "gattiano" sfegatato: ho sempre apprezzato lo scavo, la novità interpretativa e l'indiscutibile perizia tecnica di questo direttore, ma più di una volta le sue performance mi hanno lasciato perplesso. Ieri sera invece ne sono uscito incondizionatamente entusiasta. È vero che, come è scritto dalla recensione, in quelle esecuzioni si perde qualcosa di autenticamente schumanniano, però è stata tale la coerenza interpretativa e la capacità di coinvolgere che alla fine non ne ho sentito più di tanto la mancanza.

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Re: Gatti a Santa Cecilia - Wagner, Mahler

Messaggio da Puck » 17 gen 2019 09:04

Però il fatto che anche altri grandi direttori avessero un vizio simile secondo me non è una giustificazione. Poi per carità, a me qualche intemperanza non disturba affatto, ci mancherebbe, ma la Quarta è stata accompagnata dall'inizio alla fine da versi e suoni vari a volume decisamente elevato, e io non ero sotto il palco ma quasi in fondo alla platea.
How now, spirits?

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