Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

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marcob35
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Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da marcob35 » 11 gen 2019 10:52

Abbiamo sempre (seriamente) sostenuto che Re Luisi XIV sia un ottimo Kapellmeister, uno dei migliori in circolazione. Ben fece Francesco Bianchi: costa poco, arriva presto, fa bene il minimo, qualunque cosa ed il risultato è di livello decoroso garantito. E poi fa gli Inni di Mameli mezzo alla Celibidache, mezzo marcetta dei 7 nani. Emozioni allo spettatore sempre sotto il livello di guardia. Dimenticatevi le ovazioni tipo Salonen.

L'esempio-perfetto-è stata la sua mirabile direzione dell' "Olandese volante" andato in scena ier sera in prima a Firenze. Un attacco della splendida Ouverture wagneriana, piena di impeto e spessore, un andamento vigoroso e in standard zurighese e un tenere l'intero arco narrativo della superba opera del maestro tedesco, non proprio in tensione, ma senza cedimenti, assecondato da un'orchestra assai impegnata.

Si sa che che suonare Wagner sia molto più facile che non suonare Verdi e anche qui la prova è stata data tanto dall'orchestra del Maggio, sia dal direttore: il compianto Vladimir Del'man tutto sommato diceva: "Il compositore fa la musica, io faccio l'interpretazione".
E l'interpretazione di Re Luisi XIV è una magnifica routine che si era tentati di gridargli "bravooo!" alla sua comparsa al proscenio.

Va detto che in ciò è stato aiutato da un allestimento quasi classico, con macchine da cucire già viste oltr'alpe nel secondo atto, giochi di proiezioni marine e tempeste magnetiche quasi da film in voga, con amplificazioni musical-sonore da discoteca e personaggi agenti nell'ombra.
Tanto Thomas Gazheli (l'Olandese), bella presenza scenica, bella voce, giusto in tutto, sia Marjorie Owens (Senta), anch'essa con tali doti, son stati una coppia perfettamente funzionante, assieme agli altri cantanti, con l'eccezione un pochino di Bernhard Berchtold (Erik) dalla voce un po' sgraziata. Così la performance del Coro.

Insomma uno spettacolo piacevole e molto di più, peccato con poca gente alla prima e non sempre apprezzato forse dal pubblico di "vecchioni" avvezzi alle "Cavallerie" nostrane (come se questo Wagner ultra romantico, fosse uno Schönberg).

Ci inchiniamo pertanto a Re Luisi XIV non mancando di ricordare che l'eccezione-sempre-conferma la regola. Se stavolta è stata bella, non lo sarà la prossima. Dio salvi il Re! E viva Wagner, s'intende!

https://www.maggiofiorentino.com/en/eve ... llander-2/

EC, 3, typo
Ultima modifica di marcob35 il 11 gen 2019 14:16, modificato 2 volte in totale.


Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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Neldìdellavittoria
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da Neldìdellavittoria » 11 gen 2019 12:38

Non so esattamente perché, ma questo post mi sembra di una tristezza inenarrabile...
Die bitteren Tränen der Petra von Kant

tebamassi65
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da tebamassi65 » 11 gen 2019 13:32

Visto e sentito ieri sera. Mi è sembrato in complesso un bello spettacolo con la coppia di protagonisti molto centrata. Un olandese con una splendida resa scenica, dolente quasi zoppicante. Emozionante. Capisco meno questo voler sempre polemizzare su Luisi. Come tutti deve essere giudicato per le prestazioni che fa non per partito preso. Ieri mi è piaciuto. La prossima vedremo. Un ultima cosa extra opera. Si può far niente per far ritornare i programmi di sala degni di questo nome? Ieri sera programmino leggerissimo senza nemmeno il libretto. Quasi inutile.

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Gaudenzio
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da Gaudenzio » 11 gen 2019 15:07

Anche Operaclick ha i suoi troll.
E non se ne sentiva la mancanza
Gaudenzio Strappapuppole

[size=85]Due vecchi pazzi e stralunati si aggirano di notte per i vicoli di Mantova credendo di essere Rigoletto e Sparafucile...[/size]

albertolotti
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da albertolotti » 11 gen 2019 20:56

tebamassi65 ha scritto:
11 gen 2019 13:32
Un ultima cosa extra opera. Si può far niente per far ritornare i programmi di sala degni di questo nome? Ieri sera programmino leggerissimo senza nemmeno il libretto. Quasi inutile.
Ecco, appunto. Da chiedere al tanto osannato Sovrintendente Chiarot, che elimina libretti e discografie (guarda caso firmate dal critico della Nazione, ultimamente non troppo tenero nei confronti delle produzioni fiorentine).

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Puck
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da Puck » 11 gen 2019 21:04

albertolotti ha scritto:
11 gen 2019 20:56
tebamassi65 ha scritto:
11 gen 2019 13:32
Un ultima cosa extra opera. Si può far niente per far ritornare i programmi di sala degni di questo nome? Ieri sera programmino leggerissimo senza nemmeno il libretto. Quasi inutile.
Ecco, appunto. Da chiedere al tanto osannato Sovrintendente Chiarot, che elimina libretti e discografie (guarda caso firmate dal critico della Nazione, ultimamente non troppo tenero nei confronti delle produzioni fiorentine).
Non so se ci sia un nesso o meno ma anche alla Fenice alla fine dell'epoca Chiarot i ricchi e approfonditi programmi di sala divennero dei libricini smilzi e di veloce lettura. A quanto mi dissero la decisione fu presa perché se ne vendevano pochissimi, a fronte dei costi di produzione molto alti, così si optò per un prodotto più economico.
How now, spirits?

tebamassi65
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da tebamassi65 » 11 gen 2019 23:54

Puck ha scritto:
11 gen 2019 21:04
albertolotti ha scritto:
11 gen 2019 20:56
tebamassi65 ha scritto:
11 gen 2019 13:32
Un ultima cosa extra opera. Si può far niente per far ritornare i programmi di sala degni di questo nome? Ieri sera programmino leggerissimo senza nemmeno il libretto. Quasi inutile.
Ecco, appunto. Da chiedere al tanto osannato Sovrintendente Chiarot, che elimina libretti e discografie (guarda caso firmate dal critico della Nazione, ultimamente non troppo tenero nei confronti delle produzioni fiorentine).
Non so se ci sia un nesso o meno ma anche alla Fenice alla fine dell'epoca Chiarot i ricchi e approfonditi programmi di sala divennero dei libricini smilzi e di veloce lettura. A quanto mi dissero la decisione fu presa perché se ne vendevano pochissimi, a fronte dei costi di produzione molto alti, così si optò per un prodotto più economico.
Economico per loro. Ma a noi costa sempre 10 euro!

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Tebaldiano
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da Tebaldiano » 13 gen 2019 23:07

In home page la recensione della prima.
http://www.operaclick.com/recensioni/te ... %C3%A4nder
Immagine

albertoemme
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da albertoemme » 15 gen 2019 18:31

Questa sera alla 20 Olandese da Firenze. Io ho assistito alla recita del 13 Gennaio. Pareri discordanti nella nostra pattuglia lombardo-veneta. Io ho apprezzato la direzione soprattutto nel secondo e terzo atto. Grande prova il soprano Owens: voce rotonda, colorita e con sufficiente spessore. Il bass-bariton Gazheli buono nel registro acuto, ma nelle mezze voci dispensate nel suo grande monologo era sfasato. Petrenko...ha cantato alla Beckmesser "biondo heineken" e l'Erik di Berchtold è ad oggi il peggiore da me ascoltato dal vivo. Nulla da dire su scene e regia, a me piacciono così perché non disturbano e senza grandi mezzi regalano qualche buon colpo di scena.-

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Eusebius
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Re: Il Luisi volante (Der Fliegende Holländer a Firenze)

Messaggio da Eusebius » 16 gen 2019 10:33

Ieri sera ero a teatro, e ho sentito un Gazheli in evidente difficoltà vocale, ai limiti della decenza. Solo all'inizio del secondo atto è stato annunciato che era indisposto, e devo dire che nella seconda parte per assurdo mi sembra abbia cantato appena un po' meglio.
Per il resto confermo le eccellenti impressioni sulla Owens: riguardo al personaggio di Erik sarei curioso un giorno riuscire ad ascoltare dal vivo in quella parte un tenore "all'italiana", tipo il Kunde di qualche anno fa (mi capitò di ascoltare Charles Workman qualche tempo fa quando a Bologna fece alcune recite dell'Olandese, ma non era certo nella sua forma vocale migliore).
La direzione di Luisi invece l'ho trovata interessante: non tira fuori certo una lettura originalissima o sconvolgente, però usa le sue classiche "armi" quali il suono lirico e rotondo, i tempi generalmente abbastanza spediti e la precisione nel fraseggio e così facendo riesce ad evitare di indugiare in eccessivi wagnerismi. Ne esce un'Olandese quanto mai figlio del suo tempo, dove emergono con evidenza i debiti con Marschner e Weber (e fors'anche con Meyerbeer e con l'opera italiana coeva). D'altra parte per quanto mi riguarda una non trascurabile parte del fascino di quest'opera sta proprio nella strana (e per me riuscita) commistione tra gli squarci musicali nuovi e visionari e gli elementi più tradizionali, che ieri sera mi sembravano evidenti.

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