Pappano e Trifonov a Santa Cecilia - Glinka, Rachmaninoff, Ciajkovskij

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marco_
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Pappano e Trifonov a Santa Cecilia - Glinka, Rachmaninoff, Ciajkovskij

Messaggio da marco_ » 10 nov 2018 00:18

L’Accademia è in partenza per una tournée asiatica, la più lunga a mia memoria, e ha presentato a Roma il programma principale.

Il pezzo forte sono stati il secondo e terzo movimento del Terzo di Rachmaninoff. La simbiosi tra Trifonov e Pappano è speciale, in un esito favoloso di nobile chiarezza. Il pianista russo ha gran classe e tocco sublime, Pappano tende e rilascia con sapienza la tensione, lirico senza essere zuccheroso. La coda del finale è tra le più riuscite che abbia sentito, e il pubblico si scioglie in un’ovazione da stadio. A dispetto di commenti come ‘non si sentiva il pianoforte’ o ‘Martha lo fa meglio’, ho udito ogni nota del solista (a cui va il merito di esibirsi senza rete evitando eccessi col pedale di risonanza), e Martha certo è un’altra cosa perché diversa, lei più naturale lui più filosofo, non necessariamente migliore. Il primo movimento, nonostante una cadenza di Trifonov magistrale, è stato interlocutorio per l’accompagnamento quasi diafano, focalizzato sulle preziosità orchestrali in modo un po’ lezioso.

In apertura la sinfonia da Ruslan e Ludmilla, condotta da Pappano con piglio travolgente e dettagli sonori argentei.

Nella seconda parte la Quarta di Ciajkovskij. Ottoni, legni e violoncelli in stato di grazia, inseriti in un’orchestra che rende alla perfezione il gioco a rincorsa dei fiati, e affronta la stretta finale a velocità funambolica senza perdere smalto. La lettura di Pappano non mi ha convinto: niente di male, per carità, ma non si lascia ricordare per compattezza né poesia.



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