La memoria di Luciano Pavarotti

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Giulio Santini
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La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da Giulio Santini » 04 set 2018 22:36

Un articolino di Mattioli sulla "Stampa" di oggi mi ha ricordato l'imminenza dell'anniversario della morte di Pavarotti; evento di cui serbo una memoria piuttosto vivida: nonstante fossi davvero minuscolo ricordo bene la commozione pubblica sia nella pubblicistica che tra le persone. Ora mi piacerebbe sentire qualche voce di appassioinati ben più smaliziati di me sulla fortuna postuma di questo cantante, che a me pare potrebbe tutto sommato compiacersi del fatto che la parte più dimenticabile della sua vicenda artistica sia, come prevedibile, ormai piuttosto negletta e avviata all'oblio, nonistante i primi anni paresse prevalere, mentre non credo si possa dire altrettanto della sua carriera come cantante d'opera, per la quale soprattutto voleva essere ricordato. Diverso può essere il discorso sugli eventuali perduranti danni della moda del cross-over, anch'essa forse sgonfiatasi rispetto a qualche tempo fa, fenomeno ben più vecchio e che di certo trascende l'esperienza del cantante modenese.



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igy
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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da igy » 05 set 2018 07:43

Bisognerebbe mettere su la Lammermoor o la Boheme o il Ballo, e poi spegnere le luci e andare via.
Punto. :felice
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pbialetti
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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da pbialetti » 05 set 2018 07:54

Qui ne parla Mattioli sulla stampa.

http://www.lastampa.it/2018/09/04/spett ... agina.html

Il Pavarotti cross-over non mi è mai interessato. Tessere le lodi del cantante d'opera è superfluo, basta ascoltare le sue registrazioni. Rimpiango solo di averlo potuto sentire dal vivo solo tre volte (una di queste nel Don Carlo scaligero che forse non è stata la sua migliore interpretazione).

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mascherpa
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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da mascherpa » 05 set 2018 09:12

Correttissimo usare eufemismi ricordando il Don Carlo del 1992 (i guai maggiori, sia ben chiaro, non li fece il tenore), ma i suoi Riccardo (con due direzioni diversissime: Abbado e Gavazzeni), Rodolfo (idem: Prêtre e Kleiber), Nemorino restano per me, tra quelli che ho sentito in teatro, insuperati per colore vocale e calore di nostalgia.
Meno determinanti i ricordi che ho di lui nel genere "eroico": Edgardo (con un costumista a dir poco sadico: ma fu proprio il finale dell'opera che lasciò un vago sentore d'accademia), Radames con Maazel e i falsettoni, e anche il Cavaradossi con Osawa (non mi sembrò avessero idee compatibili...): vero che s'era ormai negli anni Ottanta, ma quel Ballo che riuscí a "portare a casa" insieme al solo Gavazzeni dev'essere addirittura dell'Ottantasette.

(Come credo sia già chiaro, non l'ho mai sentito fuori della Scala.)
«...monta l'animo in aitezze. Lo fantastico piace allo fantastico» (Anonimo romano, Cronica, 1357)

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Giulio Santini
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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da Giulio Santini » 05 set 2018 10:16

Mai come in questo caso è superfluo rammentare i meriti dell'artista. E infatti (ma le discussioni sfuggono alle intenzioni di chi le avvia!) più che suscitare una galleria di ricordi mi proponevo di riflettere se, giusta la sua fortuna postuma, Pavarotti sia comunemente considerato e celebrato come una bella pagina nella storia della lirica (come sarebbe più giusto) oppure se l'esperienza lirica sia una pagina un po' remota nella vicenda di un cantante che a un certo punto abbia preso un'altra strada.

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Tosca
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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da Tosca » 05 set 2018 10:31

Ciao Giulio,
io credo che la vicenda lirica sia ben nota, e decisamente indimenticabile, tra "gli appassionati" di musica lirica. Credo che tanto grande sia stato il segno lasciato da Pavarotti in chi ama l'opera, così siano state "ininfluenti", sempre tra "gli appassionati", le sue esperienze nel campo del pop.
A me Pavarotti non ha mai entusiasmato più di tanto, però ne riconosco la grandezza, soprattutto in certi ruoli. Pur non essendo mai stata una sua grande ammiratrice, e pur non essendo vecchia e bacucca, quindi potenzialmente interessata al genere, quando sono iniziati i vari Pavarotti & Friends non li ho seguiti; ma non solo, questi eventi non hanno minimamente scalfito il mio giudizio sul cantante lirico.

Se poi volessimo parlare del caso umano, allora si aprirebbero sbalanchi senza fondo.
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pbialetti
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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da pbialetti » 05 set 2018 10:54

Giulio Santini ha scritto:
05 set 2018 10:16
Mai come in questo caso è superfluo rammentare i meriti dell'artista. E infatti (ma le discussioni sfuggono alle intenzioni di chi le avvia!) più che suscitare una galleria di ricordi mi proponevo di riflettere se, giusta la sua fortuna postuma, Pavarotti sia comunemente considerato e celebrato come una bella pagina nella storia della lirica (come sarebbe più giusto) oppure se l'esperienza lirica sia una pagina un po' remota nella vicenda di un cantante che a un certo punto abbia preso un'altra strada.
A mio avviso occorre qui riconoscere che noi appassionati di lirica siamo una sparuta minoranza se rapportati a quello che viene definito "il grande pubblico". Credo che quindi per noi non sia in discussione il fatto che Pavarotti sia stato un grande cantante lirico, mentre le sue incursioni nel campo del Pop ci risultano da indifferenti a (per quanto mi riguarda) imbarazzanti, senza che esse scalfiscano la sua gloria.
Probabilmente gran parte del pubblico televisivo non ha mai ascoltato un'opera da lui cantata, né in Disco né tantomeno in teatro. Quindi forse presso questo pubblico Egli gode di una Gloria costruita dai mezzi di comunicazione che per noi è irrilevante.

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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da massenetiana » 05 set 2018 10:56

Neanch'io sono mai stata una grande fan di Pavarotti (Domingo e Carreras - e non solo - per me sono di gran lunga superiori, e non certo per parlare del trio o per esterofilia) né come cantante lirico, né, tanto meno, come cantante pop, però riconosco che abbia fatto la storia e sia stato un grande (per esempio il suo Rodolfo è uno dei più belli che io abbia mai ascoltato).
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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da Tosca » 05 set 2018 10:58

pbialetti ha scritto:
05 set 2018 10:54

A mio avviso occorre qui riconoscere che noi appassionati di lirica siamo una sparuta minoranza se rapportati a quello che viene definito "il grande pubblico". Credo che quindi per noi non sia in discussione il fatto che Pavarotti sia stato un grande cantante lirico, mentre le sue incursioni nel campo del Pop ci risultano da indifferenti a (per quanto mi riguarda) imbarazzanti, senza che esse scalfiscano la sua gloria.
Esattamente quello che penso io.
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Re: La memoria di Luciano Pavarotti

Messaggio da Giulio Santini » 05 set 2018 10:59

Per me, se il ricordo di Pavarotti come il più solare e dotato dei tre tenori è ancora vivissimo tra la gente, ed in efetti per il genere della "vulgata operistica" quell'esperienza è un punto di svolta rilevantissimo, quello delle sue incursioni più strettamente pop, tra i friends, che sono insignificanti anche dal punto di vista della storia della musica leggera, è provvidenzialmente parecchio sbiadito.

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