Un altro ritorno a Firenze: Muti Macbetto evergreen

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albertoemme
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Re: Un altro ritorno a Firenze: Muti Macbetto evergreen

Messaggio da albertoemme » 13 lug 2018 10:20

Non so se c'è una sottile ironia nel chiosare l'ormai abituale pistolotto del Maestro. Da parte mia credo che, quando spero il più tardi possibile, questa pluri bacchetta d'oro (per usare una metafora paracalcistica che mi consente di far arrabbiare un po' Malatesta) non potrà più farli, ci mancheranno. Perché? Perché (nella sua unicità, visto che a parte Barenboim e una volta Von Karajan non ne ho mai ascoltati) sono stati la dimostrazione che anche i più grandi sentono e amano soprattutto il loro pubblico (anche quello più indisciplinato) che alla fin della fiera è il vero destinatario del loro talento e della loro passione per la musica.-



antuan
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Re: Un altro ritorno a Firenze: Muti Macbetto evergreen

Messaggio da antuan » 13 lug 2018 10:25

ognuno di noi ha le sue debolezze :D ciò non toglie che Muti sia una grandissimo direttore e concertatore e, in particolare in questo concerto, abbia tirato fuori le sue armi migliori. la sua grandezza è venuta fuori per come ha messo in bocca parola per parola il temibile ruolo di Lady alla Yeo. appena un mese fa con altro direttore ha reso totalmente anonima la protagonista della Battaglia di legnano. ora almeno ha reso accettabile e ascoltabile buona parte della Regina. per carità sangue da una rapa non può levarlo nessuno e la sua personalità è pari a zero, ma almeno un po' di fraseggio e un po' di senso a ciò che cantava è riuscito a darlo.
per quanto riguarda i commenti su cosa sia preferibile - ascoltare un'opera in forma di concerto oppure vederla in teatro - ovviamente io preferisco di gran lunga il secondo. si sta parlando di TEATRO d'opera non di solo musica. ma anche qui ogni regola ha la sua eccezione e l'altra sera ho goduto al massimo con esecutori eccezionali come erano Muti, Salsi e Meli, oltre alla nostra orchestra e al nostro coro. infine se penso alle insulse e totalmente anonime se non inutili regie che Muti pretende e impone nelle sue ormai sempre più rare incursioni operistiche, allora mille volte meglio così.

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Neldìdellavittoria
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Re: Un altro ritorno a Firenze: Muti Macbetto evergreen

Messaggio da Neldìdellavittoria » 13 lug 2018 11:05

antuan ha scritto:
13 lug 2018 10:25
ora almeno ha reso accettabile e ascoltabile buona parte della Regina. per carità sangue da una rapa non può levarlo nessuno e la sua personalità è pari a zero, ma almeno un po' di fraseggio e un po' di senso a ciò che cantava è riuscito a darlo.
Sono d'accordo: è inutile essere troppo severi con la Yeo, ed io francamente mi aspettavo peggio da parte sua.

Per quanto riguarda la necessità o no di un apparato scenico nel teatro lirico, credo che sia naturale che nella discreta quantità di allestimenti che vengono messi in scena ogni anno una buona percentuale di essi sia paccottiglia inutile o addirittura inguardabile; tuttavia anch'io, come antuan, sono dell'opinione che la componente visiva nel teatro d'opera non sia per niente superflua, ma connaturata in esso come sua parte costituente.
Un esempio: il banchetto del secondo atto del Macbeth fatto in forma di concerto ha senso solo se si sa già che Macbeth inizia a delirare e vede il fantasma di Banquo. In forma di concerto questo si può magari intuire, ma ad alcuni il tutto può anche risultare inspiegabile o assurdo. Questo, io credo, accade proprio perché Verdi ha composto la sua opera pensando alla scena. Ci saranno di sicuro opere più adatte ad essere eseguite in forma di concerto, ma gran parte di esse sono state concepite per essere rappresentate.
Die bitteren Tränen der Petra von Kant

marco_
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Re: Un altro ritorno a Firenze: Muti Macbetto evergreen

Messaggio da marco_ » 14 lug 2018 00:28

Gran bella lettura di Macbeth da parte di Muti, che stasera ho trovato superiore alla sua concertazione romana (un po’ scialba) e non da meno di quella milanese col cubo di Vick e successiva ripresa. Rispetto a quest’ultima c’è meno nervosismo, meno sottosuolo, meno sottolineatura di ogni accento, meno stringendo rapinosi. Ci sono pause più gustate, dinamiche sfumatissime, orchestra e solisti lasciati spesso liberi, uno sguardo di contemplazione tra il disincantato e il crepuscolare, tanta eleganza. Se allora furono indimenticabili i cori delle streghe e i finali tellurici del primo e quarto atto, oggi ho trovato speciali pagine più velate o malinconiche come la chiusa del secondo atto, o ‘patria oppressa’, oppure la scena del sonnambulismo. In alcune battute dei ballabili si respirava addirittura nobiltà schubertiana. Gli accenti sono stati ovunque naturalissimi, al punto che anche chi non conoscesse l’italiano avrebbe a tratti colto il fraseggio sillaba dopo sillaba. E che bruniture stupende nel tessuto sonoro! Il gesto è precisissimo e più asciutto del solito, spesso accenna soltanto.

L’orchestra ha suonato bene, con nitore specialmente dei violini primi. Benissimo il coro, con le quattro sezioni tra le più equilibrate che si possano sentire oggi in Europa.

La Yeo non ha la voce né la personalità ideali per la Lady, ma quante cantanti le hanno avute davvero? Grazie anche alla preparazione al pianoforte con Muti, attraversa un ruolo infido con onore. La voce è un po’ sorda al centro, ma si espande in alto senza urlare. A parte il re bemolle scoperto, che forse non ha e prova a sfiorare dal basso, l’intonazione è precisa. Non è una leonessa ma nemmeno una pescivendola, fraseggia con equilibrio e nell’ultima scena trasmette pathos. Salsi ha voce tonante, e il suo fraseggio appare più curato del solito. Porta a casa la serata ma il tormento allucinato di Macbeth è un po’ lontano, così come l’aplomb che il personaggio richiederebbe. Meli è un Macduff di lusso, e rispetto ad altre prestazioni di quest’anno mostra miglior controllo della voce, per esempio nelle smorzature. È proprio bravo quando non canta parti troppo impegnative per i suoi mezzi, dovrebbe farne tesoro anziché sognare Otello! Zanellato canta e interpreta correttamente, pur mancandogli la ‘canna’.

Successo molto caloroso per tutti con intensità per Muti, che ha offerto un bouquet a una corista che iniziò al Comunale con lui nel 1980 e da domani va in pensione.

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asklepio
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Re: Un altro ritorno a Firenze: Muti Macbetto evergreen

Messaggio da asklepio » 17 lug 2018 16:07

Peccato (mi riferisco alla recita del 13) per tutti quei posti vuoti in Platea nel primo atto, che si sono in parte riempiti con la "discesa a piano terra", dal secondo atto in poi, di molti che avevano il biglietto di galleria. Cosicchè la galleria sarà rimasta un po' sguarnita.
Non direi niente di nuovo della recita, per cui taccio.
Prendete un'ostrica bella signora
alla buonora, alla buonora

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Tebaldiano
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Re: Un altro ritorno a Firenze: Muti Macbetto evergreen

Messaggio da Tebaldiano » 18 lug 2018 13:27

In homepage la recensione dello spettacolo.
http://www.operaclick.com/recensioni/te ... no-macbeth

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