Un caro estinto. La lirica in Italia

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daphnis
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Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da daphnis » 04 lug 2018 18:48

Sono amico di Matteo Beltrami e il suo Rigoletto è la sola buona notizia nel quadro della desolante nuova stagione al Comunale di Bologna. Per il resto (e viste le inquietudini espresse altrove su Genova), ho ritenuto di aprire questo nuovo "titolo", data la situazione del teatro lirico in Italia, dei teatri in genere, putrefatti in un ridicolo concetto di "italianità" e titoli stranoti. Fanno eccezione, almeno in parte, l'Opera di Roma di Fuortes e qualche titolo (qualche titolo) non scontato alla Scala. Il resto è silenzio e morte dell'opera lirica nel nostro Paese. Se ciò sia da ascriversi all'attuale situazione politica non so e non sono in grado di dire. Quel che è certo è che nel 2018-19 non metterò piede in teatri che programmino schifezze (altro termine non ho) quali quelle in scena quasi ovunque in Italia. Meritano l'abbandono. Il Paese della Lirica è diventato la Provincia della Lirica Morta.

marco vizzardelli



mario
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da mario » 04 lug 2018 19:27

daphnis ha scritto:
04 lug 2018 18:48
Sono amico di Matteo Beltrami e il suo Rigoletto è la sola buona notizia nel quadro della desolante nuova stagione al Comunale di Bologna. Per il resto (e viste le inquietudini espresse altrove su Genova), ho ritenuto di aprire questo nuovo "titolo", data la situazione del teatro lirico in Italia, dei teatri in genere, putrefatti in un ridicolo concetto di "italianità" e titoli stranoti. Fanno eccezione, almeno in parte, l'Opera di Roma di Fuortes e qualche titolo (qualche titolo) non scontato alla Scala. Il resto è silenzio e morte dell'opera lirica nel nostro Paese. Se ciò sia da ascriversi all'attuale situazione politica non so e non sono in grado di dire. Quel che è certo è che nel 2018-19 non metterò piede in teatri che programmino schifezze (altro termine non ho) quali quelle in scena quasi ovunque in Italia. Meritano l'abbandono. Il Paese della Lirica è diventato la Provincia della Lirica Morta.

marco vizzardelli
qualche titolo?
tra questa stagione e la prossima le opere di compositore estero date alla scala sono

Il pipistrello
Orfeo e Euridice
Fierrebras
Fidelio
La Finta Giardiniera
Elettra
Finale di partita
Kovanchina
Arianna a Nasso
Idomeneo
Die tote stadt
Giulio Cesare
Elena Egiziaca

Tranne il pipistrello nessuna di queste mi sembra un opera di repertorio, non si tratta, per dire, di Carmen & C

Su Bologna Torino &C condivido pienamente, io andavo abbastanza regolarmente a Torino, ma non vedo più nessun motivo per farlo

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il_bonazzo
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da il_bonazzo » 04 lug 2018 19:38

Avessi intitolato il thread "Un caro estinto. La lirica nelle fondazioni" avrei anche potuto capire, ma nel thread delle stagioni abbiamo visto come nei teatri di tradizione c'è un offerta varia e interessante, l'Italia lirica non è solo quella delle fondazioni.
"Spengi quella telecamera! Spengila, t'ho detto!!!"
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fabiopappa
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da fabiopappa » 04 lug 2018 20:22

daphnis ha scritto:
04 lug 2018 18:48
Sono amico di Matteo Beltrami e il suo Rigoletto è la sola buona notizia nel quadro della desolante nuova stagione al Comunale di Bologna. Per il resto (e viste le inquietudini espresse altrove su Genova), ho ritenuto di aprire questo nuovo "titolo", data la situazione del teatro lirico in Italia, dei teatri in genere, putrefatti in un ridicolo concetto di "italianità" e titoli stranoti. Fanno eccezione, almeno in parte, l'Opera di Roma di Fuortes e qualche titolo (qualche titolo) non scontato alla Scala. Il resto è silenzio e morte dell'opera lirica nel nostro Paese. Se ciò sia da ascriversi all'attuale situazione politica non so e non sono in grado di dire. Quel che è certo è che nel 2018-19 non metterò piede in teatri che programmino schifezze (altro termine non ho) quali quelle in scena quasi ovunque in Italia. Meritano l'abbandono. Il Paese della Lirica è diventato la Provincia della Lirica Morta.

marco vizzardelli
Anche a Napoli ci sono almeno tre titoli che meritano un viaggio.

ZetaZeta
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da ZetaZeta » 04 lug 2018 20:30

Anche a Venezia. E continuo a non capire l'eccezionalità di Roma, a parte Prokofiev.
Rimane il fatto che effettivamente le stagioni appaiono deludenti: dato che prevedo un calo di biglietti venduti soprattutto per Torino e Bologna, a questo punto ci saranno due alternative, o si tornerà a stagioni più interessanti, o sarà il tracollo definitivo.

fracapi
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da fracapi » 04 lug 2018 22:43

daphnis ha scritto:
04 lug 2018 18:48
Sono amico di Matteo Beltrami e il suo Rigoletto è la sola buona notizia nel quadro della desolante nuova stagione al Comunale di Bologna. Per il resto (e viste le inquietudini espresse altrove su Genova), ho ritenuto di aprire questo nuovo "titolo", data la situazione del teatro lirico in Italia, dei teatri in genere, putrefatti in un ridicolo concetto di "italianità" e titoli stranoti. Fanno eccezione, almeno in parte, l'Opera di Roma di Fuortes e qualche titolo (qualche titolo) non scontato alla Scala. Il resto è silenzio e morte dell'opera lirica nel nostro Paese. Se ciò sia da ascriversi all'attuale situazione politica non so e non sono in grado di dire. Quel che è certo è che nel 2018-19 non metterò piede in teatri che programmino schifezze (altro termine non ho) quali quelle in scena quasi ovunque in Italia. Meritano l'abbandono. Il Paese della Lirica è diventato la Provincia della Lirica Morta.

marco vizzardelli
.. da poco ,a mio figlio 13enne ,dopo aver passato l'esame di terza media , ho voluto dare 3 piccoli consigli, cosa che odio in quanto trovo ottima la massima che dice : " posso sbagliare da solo , senza i tuoi consigli "!... ma per dovere paterno non mi sono sottratto .

primo consiglio ) :
"da quando sono nato ho SEMPRE letto e sentito dire che l 'Italia fa' schifo e che non avra' futuro , ma dopo mezzosecolo , sono qui , l'Italia c'e' ,e tutti gli indicatori SCIENTIFICI dicono che e' cresciuta.

secondo consiglio ) :
".. normalmente chi dice che TUTTO fa' schifo lavora poco ,ha un lavoro sicuro e una formazione classica .. , poco scientifica e molta puzza sotto il naso : un RADICAL SCHIC !

terzo consiglio ) :
.. chi e molto pessimista e critico sul futuro normalmente e' un : VECCHIO ... per cui FOTTITENE e guarda avanti con OTTIMISMO.!

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massenetiana
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da massenetiana » 05 lug 2018 02:47

Per me la Scala è inarrivabile per varietà delle programmazioni e livello dei cast; considerando la stagione in corso e la prossima, l'unica nota negativa potrebbe consistere nell'eccessiva presenza di titoli del repertorio tedesco (mentre, per esempio, la prossima stagione del San Carlo darà spazio un po' a tutti i repertori) ma alla fine non è una cosa così negativa perché comunque si tratta di titoli rari che impreziosiscono le stagioni scaligere.
Detto questo, la cosa che mi sorprende è come si stiano praticamente invertendo le programmazioni, visto che parecchi teatri di provincia si stanno rivelando più creativi di teatri come quelli di Torino e Bologna che dovrebbero essere, invece, i modelli da seguire.
massenetiana sfegatata

" 'A morte 'o ssaje ched'è? È una livella"
(Antonio De Curtis, 'A livella)

"Ogni napoletano è vesuviano, ogni napoletano è precario ma determinato"
(Maurizio De Giovanni)

fraaaa
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da fraaaa » 05 lug 2018 07:09

massenetiana ha scritto:
05 lug 2018 02:47
Per me la Scala è inarrivabile per varietà delle programmazioni e livello dei cast; considerando la stagione in corso e la prossima, l'unica nota negativa potrebbe consistere nell'eccessiva presenza di titoli del repertorio tedesco (mentre, per esempio, la prossima stagione del San Carlo darà spazio un po' a tutti i repertori) ma alla fine non è una cosa così negativa perché comunque si tratta di titoli rari che impreziosiscono le stagioni scaligere.
Detto questo, la cosa che mi sorprende è come si stiano praticamente invertendo le programmazioni, visto che parecchi teatri di provincia si stanno rivelando più creativi di teatri come quelli di Torino e Bologna che dovrebbero essere, invece, i modelli da seguire.
Condivido tutto. Che la Scala sia inarrivabile per qualita'di cast (seppur a volte non centrati sulle esigenze della partitura) e di direttori e'scoprire l'acqua calda. Del resto con tutti i fondi che riceve non potrebbe essere altrimenti. Sugli altri teatri a guidare la programmazione sembra essere la caccia al tutto esaurito, politica molto miope perche'come tutti noi scommettiamo torino Bologna, etc (genova docet) avranno molti meno spettatori. Politica miope e sterile che solitamente e'comune a molti teatri di provincia che devono fare di necessita'virtu'. Per fortuna che c'e' qualcuno, tra questi, che cerca di rinnovare la propria proposta. Ma non osannerei questi teatri; ci sono sempre stati, seppur oscurati dalla grandi fondazioni. Il problema, semmai, e'che proprio le grandi fondazioni oggi non offrono piu'un'offerta di qualita' ed eterogeneita', per cui si guarda inevitabilmente ai piu piccoli.
Ps: offerta eterogenea (titoli) e di qualita' (cast direttori regia). Per anni siamo stati abituati a offerte mediamente eterogenee e cast medio-buoni. Oggi ci sono solo i titoli da cassetta e per di piu'con cast di perfetti sconosciuti

Dr.Malatesta
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da Dr.Malatesta » 05 lug 2018 08:59

massenetiana ha scritto:
05 lug 2018 02:47
...l'unica nota negativa potrebbe consistere nell'eccessiva presenza di titoli del repertorio tedesco
Che sono tre (3): numero eccessivo, sproporzionato, invasivo, squilibrato...ben tre su quindici. Tre preziosi posti che potevano essere destinati a Verdi che pianse e amò per tutti o a Puccini che ci commuove sempre (non a Rossini, che venne soprannominato "tedeschino" quindi è sospetto) o a Bellini con le sue melodie lunghe lunghe. E' un'invasione intollerabile e vergognosa. Bisognerebbe boicottare la brutta piega esterofila che stanno prendendo le fondazioni liriche italiane che, con soldi pubblici, ci propinano una marea di titoli tedeschi (3 su 15!): i nostri soldi per farci colonizzare e invadere! Bisogna chiudere anche i teatri agli stranieri, non solo i porti! :roll: :roll: :roll:
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

fraaaa
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Re: Un caro estinto. La lirica in Italia

Messaggio da fraaaa » 05 lug 2018 09:15

Dr.Malatesta ha scritto:
05 lug 2018 08:59
massenetiana ha scritto:
05 lug 2018 02:47
...l'unica nota negativa potrebbe consistere nell'eccessiva presenza di titoli del repertorio tedesco
Che sono tre (3): numero eccessivo, sproporzionato, invasivo, squilibrato...ben tre su quindici. Tre preziosi posti che potevano essere destinati a Verdi che pianse e amò per tutti o a Puccini che ci commuove sempre (non a Rossini, che venne soprannominato "tedeschino" quindi è sospetto) o a Bellini con le sue melodie lunghe lunghe. E' un'invasione intollerabile e vergognosa. Bisognerebbe boicottare la brutta piega esterofila che stanno prendendo le fondazioni liriche italiane che, con soldi pubblici, ci propinano una marea di titoli tedeschi (3 su 15!): i nostri soldi per farci colonizzare e invadere! Bisogna chiudere anche i teatri agli stranieri, non solo i porti! :roll: :roll: :roll:
3 su 15 ma anche il direttore di Idomeneo sara'tedesco, per cui 3,5 su 15. Uno sproposito. Ormai siamo invasi.

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