Tre premi a un teatro che frequento spesso

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mascherpa
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Tre premi a un teatro che frequento spesso

Messaggio da mascherpa » 26 giu 2018 11:14

La distribuzione dei premi musicali, si sa, desta spesso discussioni, ma con grande piacere riferisco che pochi giorni fa il Tiroler Landestheater di Innsbruck ha aggiunto a quelli ricevuti nelle stagioni passate tre nuovi Österreichische Musiktheaterpreise, i riconoscimenti assegnati annualmente in Austria nelle diverse categorie della produzione di spettacoli operistici. Nel dettaglio, sono legati al teatro tirolese il premio per il miglior ruolo di protagonista femminile (Anna-Maria Kalesidis per Rusalka), quello di miglior ruolo femminile non protagonistico (Camilla Lehmeier per Cherubino) e quello, ex aequo con un altro teatro a me caro, lo Stadttheather di Klagenfurt, per la migliore produzione complessiva (Capriccio, insieme, appunto, alla Salome del capoluogo carinziano). Tutti e tre i premi si riferisono alla stagione 2016-17: ecco uno stralcio del comunicato del Landestheater:
Anna-Maria Kalesidis wurde als beste Hauptdarstellerin in Thilo Reinhardts Inszenierung der Oper Rusalka ausgezeichnet.
Den Preis für die beste Nebenrolle sicherte sich Camilla Lehmeier für ihre Darstellung des Cherubino in Le Nozze di Figaro.
Und last but not least wurde gemeinsam mit der Klagenfurter Salome, die Tiroler Landestheater-Produktion Capriccio als beste Oper der Spielzeit 2016.17 ausgezeichnet.
Poiché nel settembre del 2016 la Kalesidis mi colpí davvero molto, mi permetto di riportare quel che ne scrissi dalla mia recensione di Rusalka (http://www.operaclick.com/recensioni/te ... er-rusalka):
Come sempre, siamo convinti che al direttore musicale spetti il merito primo dell’efficacia drammatica del canto, ma va detto sùbito che gl’interpreti vocali hanno anche brillato di luce propria, a partire dalla protagonista, il soprano Anna-Maria Kalesidis, formatasi a Petroburgo e Weimar. La sua familiarità musicale con la parte è ammirevole, nessun’accentuazione della parola, nessuna sottolineatura espressiva è lasciata al caso. L’emissione, molto omogenea nei registri, è sempre ben controllata; anche nei trasognati pianissimo che caratterizzano la lettura del personaggio, la voce “passa” con facilità sopra l’orchestra spesso densa, ma sempre magistralmente equilibrata di Dvořák; il forte è raggiunto senza apparente fatica anche al termine di passi lunghi e legati. Il flessibilissimo gioco scenico della giovane cantante nasce dall’abitudine al palcoscenico sin dall’infanzia e da uno studio approfondito dall’arte: sorprendenti la naturalezza e progressività della Kalesidis nel riprendere l’uso delle gambe, lasciate inerti all’inizio, e la mutevolissima espressione del volto durante la lunga scena della “metamorfosi”. Nell’ultimo atto, portamento e sguardi da ragazzina incerta e indifesa si trasformano in quelli di donna consapevole, e il canto accorato rivolto all’amante che l’ha delusa s’arricchisce di velati accenti di rimprovero.
Non vidi, purtroppo, quelle Nozze di Figaro, ma anche della Lehmeier ho avuto occasione di scrivere spesso, sino alla recente, brillantissima realizzazione del personaggio di Nancy / Julia nella Martha di Flotow. Ecco invece il link alla mia recensione di Capriccio (giugno 2017): http://www.operaclick.com/recensioni/te ... -capriccio


«...monta l'animo in aitezze. Lo fantastico piace allo fantastico» (Anonimo romano, Cronica, 1357)

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