Don Carlo al Comunale di Bologna

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marco_
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Don Carlo al Comunale di Bologna

Messaggio da marco_ » 14 giu 2018 22:02

Che privilegio risentire una partitura così perfetta: nobile, drammatica, concisa, umana. E che sublime l’acustica del Comunale, che per nitore caldo potrebbe ricordare il Musikverein.

Sono in sintonia con la recensione della prima di Silvano Capecchi in homepage. Aggiungo un commento sull’ultima recita di stasera, probabilmente più oliata.

Mariotti gusta e fa gustare questa musica, giocando con gli accenti in modo convincente. La melodia fluisce morbida, sbalzando la solitudine malinconica dei personaggi sullo sfondo del dramma politico. Trova dinamiche sempre azzeccate, con un passo incalzante e preciso, oltre a una bella tavolozza di colori e a trasparenza dei piani orchestrali. Forse non ha disteso l’arcata drammatica in un tutt’uno, né ha detto cose nuove (come fecero lui stesso in bohème o il grande Chung in Don Carlo l’anno scorso). Ciononostante è stato godibilissimo battuta dopo battuta. Dalla voce dal cielo in avanti prende autorevolezza, e naviga sicuro approdando a un porto di speranza nel finale. L’orchestra mi è parsa invece in cattiva forma, con archi vetrosi e sfasati e fiati spiacevoli. Va meglio nella seconda metà, e i violoncelli con la loro leader fanno eccezione, ma servirebbe ben altro aplomb.

Il cast è equilibrato. Niente grandi artisti, ma ci si accontenta per una Fondazione dal budget modesto. E l’acustica della bomboniera li valorizza al meglio. Aronica ha uno squillo gagliardo e dizione chiara, ma fatica a cantar piano, l’intonazione non è impeccabile e Carlo come giovane problematico non si percepisce. La Siri canta tutte le note e dipinge una regina triste, purtroppo ha fraseggio generico e gli acuti senza squillo presi dal basso non sono indimenticabili. Prima del terzo atto la annunciano indisposta, e le subentra una coraggiosa allieva del teatro di cui mi è sfuggito il nome: eleganza scenica impeccabile, voce piccola e chioccia ma squillante e timbrata, fraseggio vivo: in ‘tu che le vanità’ è stata dolcissima. Salsi porta a casa il personaggio, perché pur non raffinatissimo la voce è omogenea e sonora. La Simeoni mi è parsa la più centrata nel ruolo, e fraseggia molto bene; d’altra parte penso possa portare il peso di Eboli solo in una sala piccola. Beloselskiy ha voce chiara ma risonante, e mi ha piacevolmente colpito per lo scavo consapevole in diverse frasi. Faria è un po’ belante ma intonato, e funziona. Benissimo la voce dal cielo della Tanaka e il frate di Tirotto, onorevoli tutti gli altri così come il coro. Allestimento inutile.

Applausi calorosi alle pagine topiche, e poi alla ribalta per tutti. Dopo quattro ore e mezza giovani e anziani escono sorridendo e commentando quanto sia bella questa musica!



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paperino
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Re: Don Carlo al Comunale di Bologna

Messaggio da paperino » 15 giu 2018 08:52

Riporto qui il link della recensione in HP.

http://www.operaclick.com/recensioni/te ... -don-carlo
La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno (Laclos/Poli).

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il_bonazzo
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Re: Don Carlo al Comunale di Bologna

Messaggio da il_bonazzo » 15 giu 2018 14:44

Leggendo la sempre esaustiva recensione di Silvano, mi viene in mente come ancora oggi sia radicata la convinzione che il Don Carlo nella versione correntemente definita "della Scala" in quattro atti sia una diminutio artistica al pari del Guglielmo Tell in italiano con relativi tagli. Anzi, citando proprio il Tell nel programma di sala richiamato da Silvano si sostiene che Nonostante in qualche passaggio dei recitativi si percepisca più chiaramente che il lavoro è nato pensandolo in francese, il passaggio alla versione italiana non è musicalmente dannoso come accade, per esempio, nel Guillaume/Guglielmo Tell. Posto che anche Rossini fece dello spartito del Tell un campo di battaglia fra tagli, aggiustamenti e aggiunte fra le prove, la prima e successive repliche, trovo che la versione 1882 non abbia affatto una dignità minore rispetto alle altre versioni ugualmente supervisionate dall'autore, anzi a mio gusto la troverei preferibile in vari punti ad altre.
"Spengi quella telecamera! Spengila, t'ho detto!!!"
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