Boris Godunov all’Opéra Bastille

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marco_
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Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da marco_ » 07 giu 2018 23:20

La coppia Jurovski e Abdrazakov era il motivo di richiamo per questa produzione. Non hanno deluso le aspettative, mostrando una sinergia specialissima a ogni sortita del protagonista.

Vladimir Jurovski ha fuso le due concezioni possibili del Boris: quella solenne e pensosa con quella narrativa. Secondo quest’ultima linea dà l’impronta di fondo, bevendo come un bicchier d’acqua le due ore e poco più della versione del 1869 (non saprei dire se sia la più bella, certo lo zar e la politica risaltano al meglio e la possibilità di metterla in scena senza pause aggiunge pathos). Nelle pagine religiose e di effusione umana rallenta e scava, e sa trasmettere una dolcezza soave. Il gesto è eccezionale: nitido, tagliente, potente, fluido. Così trae il meglio da un’orchestra povera di smalto, e da un coro fiacco con la sezione maschile al limite del presentabile. In quest’opera sarebbe un guaio, eppure non mancano un accento né un colore. E cosa non sono le scintille ritmiche quasi alla Stravinskij che semina nella musica... è il suo territorio di elezione, e si muove con una bravura esemplare.

Abdrazakov si inserisce alla grande in questa lettura, presentando un mezzo rotondo e vellutato. Non scurisce il timbro artatamente, e fraseggia con stile vero. Il dramma cresce nelle sue tre grandi scene, culminando in un dolore carico di non senso insostenibile. Jurovskij anticipa e sottolinea ogni sua intenzione: nel finale trasmettono e risuonano al punto che il pubblico esita qualche istante prima di tributare loro un trionfo. Questo Boris non è imbalsamato, ma uomo di tutti i tempi prigioniero di una falsa libertà. Se ne accorge e soffre uno strappo fatale.

Il resto del cast è molto solido, con l’eccezione parziale del Pimen di Ain Anger; voce giusta, ma pialla il fraseggio del monaco rendendolo un po’ noioso. Plauso alla sedicenne Evdokia Malevskaya nel ruolo di Fëdor.

L’allesitmento di Ivo van Hove ha preso fischi, a me non è dispiaciuto. Sul fondale si proiettano volti, poi scorci, infine colori uniti. In scena c’è solo uno scalone di velluto cremisi. È essenziale e non forza, ho trovato riusciti i quadri col coro che implora con icone e rosari, quello del Innocente e il finale con Dimitri che accoltella Fëdor.



albertoemme
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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da albertoemme » 08 giu 2018 12:14

Mi pare di capire che non c’è l’atto polacco. Ero tentato di assistere ad una replica diretta da Damian Jorio che è un direttore allievo di Temirkanov molto interessante.-

marco_
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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da marco_ » 08 giu 2018 12:34

albertoemme ha scritto:
08 giu 2018 12:14
Mi pare di capire che non c’è l’atto polacco.
Sì esatto.

Dr.Malatesta
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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da Dr.Malatesta » 08 giu 2018 14:09

marco_ ha scritto:
08 giu 2018 12:34
albertoemme ha scritto:
08 giu 2018 12:14
Mi pare di capire che non c’è l’atto polacco.
Sì esatto.
Essendo la versione del 1869...
Matteo

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albertoemme
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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da albertoemme » 08 giu 2018 15:53

Si potevo arrivarci, ma io sono come la mamma che finché non le ripetono che il suo atto polacco é morto non vuole crederci.-
Ultima modifica di albertoemme il 08 giu 2018 15:54, modificato 1 volta in totale.

albertoemme
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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da albertoemme » 08 giu 2018 15:53

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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da Tosca » 11 giu 2018 06:21

albertoemme ha scritto:
08 giu 2018 15:53
Si potevo arrivarci, ma io sono come la mamma che finché non le ripetono che il suo atto polacco é morto non vuole crederci.-
:lol:
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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da Amfortas_Genova » 11 giu 2018 08:54

Ho assistito ieri alla replica, sempre con direttore Jurowski. Ero rimasto molto impressionato dalla resa di coro e orchestra nell’Onegin dell’anno scorso e speravo che si ripetessero con Boris.

Sono rimasto decisamente deluso, coro confusionario e sfrangiato, orchestra molto piatta. Abdrazakov non ha trasmesso grandezza e tragicità. Jurowski (che non ho mai apprezzato molto in disco e ascoltavo per la prima volta dal vivo) mi è parso decisamente soporifero, scarsamente drammatico, incapace di tenere viva l’attenzione del pubblico.
Non era aiutato da una regia sostanzialmente priva di idee e di scenografia, che ripiega sui video per colpire un po’ l’occhio e coinvolgere lo spettatore. Cosa che riesce in alcune scene (processioni spettacolamente amplificate), in altre molto meno. Unico guizzo, incongruo, il falso Dimitri che rispunta a sorpresa per accoltellare Fëdor.

Per chi fosse interessato a questa produzione, in scena fino a metà luglio, è abbastanza facile trovare biglietti del secondo balcon o magari un parterre a metà prezzo sul mercato secondario.
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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da Dr.Malatesta » 11 giu 2018 10:00

albertoemme ha scritto:
08 giu 2018 15:53
Si potevo arrivarci, ma io sono come la mamma che finché non le ripetono che il suo atto polacco é morto non vuole crederci.-
Confesso che un Boris versione 1872 (con atto polacco, Marina e Rangoni, finale nel bosco di Kromy) mi piacerebbe molto vederlo, anche se ultimamente la versione che si esegue di più è la prima.
Matteo

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Re: Boris Godunov all’Opéra Bastille

Messaggio da albertoemme » 11 giu 2018 11:04

Hai fatto bene ha ricordare anche il duetto Marina/Rangoni che talvolta viene tagliato (per esempio nell'edizione che il Bolscioi portò in tourné alla Scala). Se tavolta mi riusciva di far scattare il click a qualche intellettuale -che non ne voleva sapere di teatro musicale- prendendo il lato 9 del vinile di Solti con la marcia funebre a imperitura memoria dell'eroe, mi é indimenticabile quella volta che all'amica Lucia suscitai un'autentica cotta operistica mercé l'ascolto di Kelemen e Vinevskaja immersi nell'atmosfera creata da tale von Karajan...

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