Gershwin-Bernstein, Bignamini-Cominati, La Verdi

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daphnis
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Gershwin-Bernstein, Bignamini-Cominati, La Verdi

Messaggio da daphnis » 01 giu 2018 08:04

Preghiera ai massimi teatri d'opera e ai più intraprendenti: qualcuno di loro, in Italia o all'estero, allestisca un Porgy and Bess per e con la direzione di Jader Bignamini.
Questa settimana (replica stasera e domenica pomeriggio) l'orchestra Verdi esegue un piacevolissimo programma Bernstein-Gershwin. Nel quale, agli ultimi 25 minuti di musica, avviene un letterale decollo: dal momento in cui, con una sciabolata di luce in musica scagliata nel cielo dell'Auditorium milanese, Bignamini attacca l'ouverture di Porgy and Bess e da lì, e da un Summertime meravigliosamente sensuale e "ondeggiante" , prende vita un mondo di swing, di canto, di colori, di libertà, di ritmi. 25 minuti di godimento assoluto dopo il quale l'Auditorium crolla in un'ovazione da stadio ad applausi ritmati. E' Gershwin riletto in bellezza di suono e libertà. E' Gershwin. Ed è il talento del direttore cui l'orchestra risponde con slancio e dovizia di colori e fraseggi.

Il resto del programma, alla prima serata (torno stasera), si pone nella categoria dell'interessante e dello stimolo intellettuale, per l'ascoltatore, applicato a Bernstein e a Gershwin.
Bignamini e orchestra omaggiano, nel Divertimento di Bernstein, il grande compositore ma anche il grande interprete delle musiche di Stravinsky (e di Beethoven). E' una lettura che colloca storicamente l'autore.

Roberto Cominati è uno dei massimi (forse "il") interpreti contemporanei dell'opera pianistica di Maurice Ravel... e di tante altre cose. Qui esegue Gershwin e, pur lasciandogli un'anima jazz, lo asciuga e lo colloca in un '900 europeo (Ravel, appunto, ma non solo). Operazione di cui l'autore gli sarebbe grato, ma che ha esiti variabili. Se ne giova molto il Concerto in Fa, che "esce" dalla cura-Cominati, in bel dialogo con la qui stilizzata orchestra di Bignamini, elegante e ripulito rispetto a certe esecuzioni più "barricadere" cui si è abituati. E ne viene fuori benissimo, redento da quella tal foga un po' cialtrona e "baccanosa" di molti intepreti. La cura funziona meno (ma vogliamo riascoltare) con la Rapsodia in Blu, che, dopo la bellissima frase iniziale del clarinetto da sogno di Fausto Ghiazza, rimane come un po' "ingabbiata" nell'eleganza stessa del pianista. L'orchestra, giustamente, ne segue la traccia (ma si coglie che vorrebbe "liberarsi") ma la meraviglia e l'incanto del capolavoro non "decollano" (per usare un termine caro al pianista appassionato di volo) in libertà di frase ed espressione. Restano come "chiusi" in una elegantissima gabbia.

Il decollo avviene, infatti, subito dopo con Porgy and Bess. Lì, si va in cielo. Nel cielo dello swing.


marco vizzardelli



daphnis
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Re: Gershwin-Bernstein, Bignamini-Cominati, La Verdi

Messaggio da daphnis » 02 giu 2018 19:34

Ieri sera, alla replica, tutto ancora meglio. Cresce in particolare la Rapsodia in Blu. Il resto era già eccellente. Travolgente Suite Porgy and Bess con nuovo trionfone ad applausi ritmati per Bignamini.
Cominati, applauditissimo dopo Concerto in Fa e Rapsodia, concede come bis una sensibile, intensa esecuzione di The Man I Love, perfettamente in tema

marco vizzardelli

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